Il Family day e la giustificazione di Kiko per chi uccide le donne

Cara Anna,
immagino che ti sia capitato di ascoltare il discorso pronunciato da Kiko Arguello, il signore  spagnolo che ha parlato al Family Day e ha esposto le sue teorie sul femminicidio. Concettualmente ha detto che gli uomini che ammazzano le donne che li abbandonano son da capire, perché soffrono troppo e perdere l’amore è la cosa peggiore che può capitarti nella vita. Ovviamente non sono d’accordo con lui però, nella mia travagliata storia di perdita dell’amore, ti confesso di aver provato il desiderio di uccidere la persona che tanto ho amato e che tanto mi ha fatto soffrire.

È stata una cosa di un attimo, ma il dolore è stato così atroce che ho capito come si scatenano tante tragedie famigliari e, soprattutto, che certi sentimenti non sono prerogativa dei maschi, ma di tutti. Per fortuna ho superato quel momento terribile e anzi, dopo tanto combattere, l’amore con quella persona è ricominciato e siamo insieme da cinque anni. Siamo felici? Non so, ma non era di questo che volevo parlarti, per ora…
Martina

aaapavi

Cara Martina,
son contenta che tu abbia recuperato il tuo amore, dato che tanto hai sofferto. Essere davvero felici è un altro discorso, perché l’amore, che se fugge sembra perfetto, quando trova pace e si confronta con la vita reale mostra le sue imperfezioni:  forse la felicità è proprio la capacità di integrare i difetti e i limiti con lo stato di grazia iniziale.

Sono andata ad ascoltarmi sul web, dopo la tua lettera, il discorso di Kiko Arguello, che tra l’altro fa il pittore di arte sacra, è esperto in teologia del matrimonio e della famiglia ed ha anche vissuto con i poveri nelle baracche intorno a Madrid. Bravo. Ammirevole.

Allora, doveva stare là, perché al Family Day ha fatto un discorso sconclusionato, in pessimo italiano: perché non è che adesso basta parlare con la cadenza spagnola, tipo papa Francesco, per dire cose pregevoli.

Affastellava esempi su esempi, concetti su citazioni, mescolandoli con scarsa logica; perdeva continuamente il filo, tanto che ad un certo punto, nel video, si  gratta la testa preoccupato, ma la folla non se ne accorge, perché secondo me hanno tutti perso il filo più di lui e non lo stanno ad ascoltare. Conclude, come dici tu, parlando di femminicidio,  giustificandolo in qualche modo con il dolore per la perdita dell’amore. Ecco: lo sapevamo.

Lo sapevamo da tempo che perdere l’amore è molto doloroso e ti sembra d’impazzire.

Ce lo aveva detto tanto bene, anni fa, Massimo Ranieri con la canzone “Perdere l’amore”, appunto, davanti ad un pubblico ancora più vasto di quello del Family day, quello di Sanremo. Massimo Ranieri diceva anche che, quando soffri così tanto, ti viene voglia di prendere a sassate i sogni , spezzare le ali del destino, soffocare il cielo, tutte metafore di un gesto violento. Però poi, il nostro bravo cantante si è fermato lì, chiudendo il tutto con un bell’acuto. Così come a te sarà venuta senz’altro la voglia di strangolare il tuo amato e poi invece, pezzettino per pezzettino, hai ricostruito un rapporto civile e addirittura amoroso.

Quello che ha detto questo signor Kiko è molto grave invece. Non solo ha giustificato il femminicidio con il concetto che l’uomo ha bisogno di essere amato e se la donna lo abbandona, soffre troppo e può perdere la testa e ucciderla. Che già ci vuole una bella faccia tosta a dirlo in giro, figuriamoci su un palco.

Ma suggerisce una seconda cosa: se proprio non vuole uccidere lei, un altro modo per farle capire il danno che gli ha fatto, è ucciderle i figli. Dice così: “per farle capire il danno che gli ha fatto”! Certo, non è che il nostro esperto in matrimonio e famiglia lo consideri un comportamento modello,  ma già il fatto di parlarne come di una possibile reazione al dolore e all’abbandono, anziché come un’aberrazione e basta, in qualche modo è una giustificazione.

Il pittore Kiko, davanti ad un tot di persone – non mi ricordo quante erano, ma sempre troppe – ha fatto passare come comprensibile, seppur deprecabile, il sentimento tribale che i figli sono ‘cosa’ che si può usare in qualche modo contro qualcuno.

Ha evocato, con le sue parole, concetti antichi di padri che avevano diritto di vita e di morte su chi avevano generato. Questo senso dell’essere ‘padroni’ dei figli è pericolosissimo, perché senza arrivare a gesti estremi, giustifica molti abusi su di loro. In un incontro come il Family Day, in cui si sbandierano i diritti dei bambini, è stato violato con questo discorso il loro diritto fondamentale, quello al rispetto della loro vita. Kiko non voleva dire proprio questo, lo ha detto implicitamente, senza sapere che le sue parole nascondevano questo sottotesto? O, poverino, non si è spiegato bene perché, spagnolo, parlava in italiano: se questa dovesse essere la scusa per l’aver detto tante castronerie,  la prossima volta, gli consiglierei un interprete.

Authors

Pubblicità

Articoli collegati

Commenti

Alto