Referendum: in Irlanda Sì oltre il 62% per le nozze gay, pesa il distacco dalla Chiesa

La cattolicissima Irlanda ha detto sì alle nozze tra omosessuali. La conferma viene dai leader di entrambi gli schieramenti. E dal The Irish Times, i cui grafici vedete in questa pagana. Quando sono state scrutinati 39 dei 43 distretti elettorali, il Sì alle nozze gay ha superato il 62%, mentre il No è fermo al 37%. A quanto dicono gli osservatori il voto esprime anche il distacco degli irgandesi dalla Chiesa cattolica dopo i tanti scandali sessuali che l’hanno contraddistinta.

aaaaaasexsame

Un problema non da poco per Papa Francesco, che ora diventa ancora più evidente, visto che coincide con la “disaffezione” dei fedeli i riti cattolici.

I capi  della campagna per il “no” hanno riconosciuto subito che l’unica questione aperta era il margine della vittoria delle nozze gay.

aaaalesbi

“Sono ottimista per la vittoria del “sì”, aveva detto il premier irlandese, Enda Kenny, commentando i primi risultati, da cui già emergeva sempre più chiara la vittoria del blocco favorevole alle nozze gay: “Con questo referendum – ha aggiunto il premier – il popolo irlandese sta mandando un messaggio pionieristico”.

La vittoria del Sì, secondo il quotidiano The Irish Times, si sarebbe verificata un po’ ovunque, con percentuali superiori al 60%.

 

aaaaacuori

Il ministro per la Pari oppurtonità: “Orgoglioso”

Intanto il ministro per le Pari opportunità, Aodhan O’Riordain (nella foto in basso) ha twittato: “Vince il sì.

aaaaaministro

Sono così orgoglioso di essere irlandese oggi!” (“I’m calling it. Key boxes opened. It’s a yes. And a landslide across Dublin. And I’m so proud to be Irish today. #MarRef”).

aaaaasalute

Il ministro della Salute è gay

Soddisfattissimo il ministro della Salute, Leo Varadkar (nella foto sopra), che a gennaio scorso si è dichiarato pubblicamente gay.

Quindi sarebbero rispettate le previsioni della vigilia.

L’Irlanda è così il primo paese al mondo ad aprire ai matrimoni tra persone dello stesso sesso attraverso una consultazione popolare.

 

aaaaaamore

Milioni di elettori ieri alle urne

Irlanda ieri alle urne per decidere sulle  nozze gay. Milioni di elettori, tanti anche tornati appositamente dall’estero in patria, sono andati alle urne per votare nello storico referendum per decidere se introdurre o meno i matrimoni tra le persone dello stesso sesso nella Repubblica.

È stata registrata un’elevata affluenza in particolare a Dublino, con alcune zone della capitale che intorno alle 17 superavano il 40%, e più bassa in quelle rurali, segno, secondo gli esperti, che la parte dell’elettorato più aperta al cambiamento e quindi al Sì, già dato per favorito, è andata in forze alle urne.

 

I votanti, moltissimi giovani

Secondo l’emittente pubblica Rte, l’affluenza alle urne è stata insolitamente alta per quetso tipo di consulatazioni: fra il 50% e il 60% e la partecipazione al voto dei circa tre milioni di aventi diritto è stata notevole, specie nelle ultime ore della giornata. Tantissimi i giovani votanti.

I seggi sono stati chiusi alle 22 locali, le 23 in Italia, dopo essere stati aperti alle 9 di ier mattina, le 10 italiane. I risultati parziali saranno disponibili verso mezzogiorno, mentre i dati definitivi saranno resi noti prima di sera, sempre che non siano necessarie ripetizioni dei conteggi.

 

Fino a venti anni fa era reato

 

Per molte ragioni è un appuntamento storico, come ha sottolineato anche il New York Times. Fino a 20 anni fa nel paese cattolico l’omosessualità era ancora considerata un reato. Poi in tempi rapidi è cambiato tutto.

 

Ma dal 2010 ci sono le Unioni civili

Nel 2010 sono state introdotte le unioni civili fra persone dello stesso sesso e ora gli irlandesi sono i primi al mondo a tenere un referendum per decidere sull’introduzione delle nozze gay. Questo potrebbe spingere anche altri paesi, soprattutto quelli più tradizionalisti, a rivedere la loro politica in materia.

Di sicuro in queste ore ha preso forma una sorta di movimento internazionale, fatto di migliaia di “expat”, immigrati, in gran parte favorevoli al ‘Sì’, che sono rimpatriati da tutto il mondo, perfino dall’Australia, dal Canada e dagli Usa, appositamente per votare. Hanno risposto alla campagna lanciata su Twitter con l’hashtag ”HomeToVote”. Fra i casi più eclatanti, quello di Cormac O’Sullivan, 34 anni, operatore umanitario, che è volato ieri da Nairobi per tornare nella sua Cork. “L’eguaglianza per le persone di ogni orientamento sessuale è sempre stata difesa dalla mia famiglia. Mia madre e mio padre parteciparono al primo Gay Pride a Cork negli anni Ottanta”, ha detto.

Gli scrutini inizieranno alle 10 (ora italiana)
Si dovrà aspettare fino a oggi, 23 maggio, per conoscere l’esito di questo referendum.

Gli scrutini inizieranno alle 9 di mattina (le 10 in Italia) e nel giro di qualche ora si dovrebbe conoscere chi ha vinto.

 

Il referendum sul presidente della Repubblica

Quello sulle nozze gay non è l’unico quesito referendario per modificare la costituzione che è stato sottoposto agli irlandesi: devono esprimersi anche sulla proposta di ridurre l’età per l’eleggibilità del presidente della Repubblica dai 35 ai 21 anni.

Authors

Pubblicità

Articoli collegati

Commenti

Alto