730 precompilato: spese e modifiche, le cose da non trascurare

La notizia ormai è nota: i modelli precompilati del 730 non contemplano i dati sulle spese sanitarie da scaricare (saranno incluse a partire dall’anno prossimo). E chi non vorrà rinunciare a inserire le spese sostenute per farmaci e visite mediche dovrà modificare la dichiarazione, accettando così di finire nell’elenco dei contribuenti che potrebbero essere sottoposti a controlli e verifiche.

Ristrutturazioni, sì ma solo se di due anni fa
Non è questa però l’unica variazione che potrebbe toccare di dovere fare. Il modello non contempla nemmeno l’inserimento di altre spese che danno diritto alla deduzione del reddito (l’importo viene sottratte al reddito, prima di calcolare l’imposta da pagare) o a una detrazione d’imposta (vengono cioè sottratte alle imposte da pagare, diminuendone così l’importo).
Si tratta in tutto di circa 70 voci, solo alcune di queste sono previste: mancano, per dirne una, le spese per l’istruzione dei figli come le tasse universitarie, quelle funebri, gli assegni di mantenimento, e spese di affitto, per le badanti e per le donazioni.
Le spese di ristrutturazione edilizia e di risparmio energetico, invece, sono presenti solo se di almeno due anni fa, vale a dire se comparivano nella dichiarazione dei redditi dell’anno precedente.

Fondi complementari: obbligo di verifiche
I dati presenti nei modelli sono già stati forniti dall’Agenzia delle Entrate attraverso banche e assicurazioni, e, in linea di massima l’Agenzia non prevede preventive su chi denuncia rimborsi superiori a 4.000 euro. I moduli contengono già i dati relativi agli interessi passivi sui mutui, premi assicurativi e contributi previdenziali, e gli oneri comunicati dal sostituto d’imposta con la certificazione unica.
Nel precompilato non figurano invece i dati relativi ai fondi pensionistici complementari. Alcuni sostituti d’imposta possono avere inserito queste informazioni nel Cud, ma in questo caso l’Agenzia delle Entrate potranno comunque procedere al controllo di questi oneri.

Attenti al cambio di residenza
Come si legge dalla circolare 11/E/2015 dell’Agenzia delle Entrate, diverse sono le modifiche che comporteranno una riscrittura del modello, con conseguente rischio di accertamenti.
La variazione del domicilio fiscale da un comune o da una regione a un’altra, per esempio, comporterà una modifica totale del modello.
“Consentita”, invece, la variazione all’interno dello stesso comune, così come la modifica del codice fiscale del coniuge non fiscalmente a carico e la scelta delle modalità di versamento dell’imposta dovuta.

Precompilato in forma “congiuta”, si può
La circolare 11/E/2015 ammette infine la possibilità di presentare il 730 precompilato in forma “congiunta” fra due coniugi, ma in questo caso la dichiarazione “si considera sempre modificata in quanto il prospetto di liquidazione finale è certamente variato rispetto a quelli relativi alle dichiarazioni dei singoli coniugi”. La conseguenza? Niente vantaggi sui controlli né esonero dalle verifiche preventive sui maxirimborsi.

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