Terzigno, i nonni: “Niente liti tra noi sulla figlia di Imma e Pasquale”

Come se non bastasse l’omicidio della mamma davanti a scuola commesso dal papà che poi si è suicidato, la figlia di Imma Villani rischia di essere al centro di un tira e molla tra la famiglia paterna e materna. Oggetto del contendere: anche la famiglia di Pasquale Vitiello potrà prendersene cura? Al momento la bambina, 9 anni, non sa ancora che la madre è morta e farlo nelle prossime ore sarà un’assistente sociale alla presenza di una psicologa. Intanto continua a chiedere di lei e vuole sapere quando tornerà.

“Non sanno più nulla della bambina”

Nei giorni successivi all’omicidio-suicidio la piccola era stata portata a casa degli zii materni, a Scafati, il primo comune della provincia di Salerno partendo da Napoli. Ma ora occorre iniziare a pensare a un affidamento stabile. La famiglia del marito killer, assistita dai legali Salvatore Annunziata e Angelo Bianco, vorrebbero essere vicini alla piccola Arianna. “Da lunedì, quando è avvenuta la tragedia”, ha detto l’avvocato Annunziata, “non sanno nulla della bambina. Non sanno chi se ne prenda cura, quali siano le sue condizioni di salute, quando tornerà a scuola: eppure la amano immensamente e credono di poter contribuire alla sua serenità”.

Intanto i nonni, sia materni che paterni, hanno giurato che non litigheranno per strapapre gli uni agli altri una bambina, che già soffrirà tanto.

“Ci atterremo alle decisione del giudice”

Ad ogni modo, aggiunge ancora il legale della famiglia Vitiello, manifesteranno al giudice tutelare la loro disponibilità a prendersene cura, ma dicono che si atterranno in modo scrupoloso alle decisioni del magistrato.

Terzigno, il padre killer scrive alla figlia di 9 anni: “Capirai cosa mi ha fatto tua madre”, le notizie del 21 marzo 2018

Sarebbero proprio 20 le lettere che il padre-killer e suicida di Terzigno ha lasciato alla figlia di 9 anni. E confermano che la “molla” che ha scatenato la tragedia è stata la scoperta di una relazione con un altro uomo, che aveva la moglie Imma (ma anche l’uomo, in passato, aquanto siu sa non si wera fatto mancare “storie” extraconiugali.

Le lettere ritrovate sono scritte a penna, su fogli A4. Sono rivolte alla figlia, ad un amico, a se stesso. L’amico di Imma è stato sentito – subito dopo la tragedia – dai carabineri. Non si sa cosa abbia detto.

Nella missiva a se stesso Pasuqale Vitiello afferma che “La separazione fa stare male, non va più bene”.

Alla figlia invece scrive: “Un giorno capirai quello che succede, quando ti farai grande” alla figlia.

Poi introduce il concetto di “ingiustizia”: “Vivo una profonda ingiustizia e questo mi fa stare male perché voglio molto bene a tua madre”. E aggiunge: “Purtroppo, siamo arrivati a questo punto senza sapere neanche come, la separazione è una cosa che mi fa soffrire, che non si può accettare. Ho subito un torto, l’unica cosa è farsi giustizia da soli”.

È l’inizio della tragedia finale.

 

La “scoperta” delle lettere: le notizie del 20 marzo

Sarebbe in una delle 20 lettere lasciate dal marito killer il movente del tragico omicidio-suicidio di Terzigno. Tra le missive ne è stata trovata anche una indirizzata alla figlia “per quando sarà grande”.

Prende corpo, anche da queste lettere dal contenuto ancora segreto, anche la possibile “causa scatenante”.

Anche per questo – dopo l’ultima lite violenta – Imma aveva deciso di tornare a vivere con suo padre che, dopo la morte della mamma, conviveva con un’altra donna, la stessa che l’ha accompagnata – a quanto si sa- a scuola ad accompagnare la bambina. Imma sperava di potersi rifare una vita, tornando nella casa dove aveva vissuto da ragazza.

 

Una coppia in crisi per più di una ragione

Anche la situazione economica della coppia non era delle migliori: Imma non lavorava, Pasquale era un dipendente part time di una ditta di pulizie.

Sembrerebbe – scrive Il Corriere della sera nel numero in eciola oggi – che Pasquale Vitiello non accettasse l’idea che sua moglie frequentasse un altro uomo, anche se lui, da tempo, non si faceva mancare amicizie femminili. Se ne saprà di più a conclusione delle indagini, coordinate dalla Procura di Nola, guidata da Annamaria Lucchetta, con la vice Stefania Castaldi.

 

Il suicidio del marito

È stato trovato a Terzigno il corpo senza vita di Pasquale Vitiello, marito di Immacolata Villani (“Imma” per tutti), la donna di 31 anni uccisa ieri davanti alla scuola elementare dove aveva accompagnato la figlia.

 

Il corpo poco distante

Il corpo, secondo quanto riferiscono i carabinieri, è stato trovato a poca distanza dall’istituto di fronte al quale è avvenuto il delitto. Il suicidio è avvenuto all’interno di un casolare di campagna abbandonato di via Vicinale Mauro Vecchio e Vitiello si è ucciso sparandosi con l’arma usata per assassinare Immacolata Villani.

Seguita la pista del cellulare

Le ricerche, fin dall’inizio, si erano concentrate intorno all’area protetta del Vesuvio. Il segnale del cellulare, infatti, avrebbe portato gli inquirenti nella zona a ridosso del vulcano, tra la pineta di via vecchia Campitelli e via Zabatta. Quindi, fino al pomeriggio di ieri il telefonino squillava a vuoto, poi è stato spento o si è spento per l’esaurimento della batteria.

L’addio alla figlia

Tra le 20 lettere lasciate da Pasquale Vitiello, ce n’è una indirizzata alla figlia di 9 anni. Già consapevole di quanto avrebbe fatto, qui avrebbe spiegato alla bambina le ragioni. Ma sulla busta le ha scritto: “Aprila quando sarai grande”.

Terzigno: uccisa davanti alla scuola, ancora introvabile il marito

Non è stato ancora arrestato, nonostante una serrata “caccia all’uomo”, Pasquale Vitiello che ha ucciso – davanti alla scuola della figlia di 9 anni – la moglie Immacolata Villani, con un colpo dritto alla testa.

Le ricerche, protrattesi per tutta la giornata di ieri, non hanno dato risultati.

La bambina – assistita – da maestre e psicologhe – sa che qualcosda di brutto è accaduto alla mamma, ma non ancora la verità.

Il delitto di ieri mattina

Una donna di 31 anni, Immacolata Villani, è stata uccisa nella mattinata di oggi, lunedì 19 marzo, a Terzigno, in provincia di Napoli. I sospetti si concentrano sull’ex compagno, Pasquale Vitiello, da cui si stava separando e che aveva denunciato pochi giorni fa per maltrattamenti.

Era il 4 marzo scorso, quando Immacolata Villani e Pasquale Vitiello ebbero una discussione in presenza della figlia di 9 anni. Tutto degenerò in una lite tra marito e moglie con calci, spintoni e insulti, al quale – secondo la denuncia presentata ai carabinieri – avrebbe preso parte attivamente anche la suocera di Immacolata. La moglie raccontò tutto nella querela presentata ai carabinieri cui fece seguito una controquerela presentata dalla suocera pochi giorni dopo. La coppia dal 4 marzo non viveva più insieme.

 

Trovate 20 lettere

L’uomo (nella foto qui sopra) avrebbe lasciato ben 20 lettere, ritrovate dai carabinieri, nelle quali avrebbe annunciato la sua decisione di uccidere la moglie. Il marito della vittima ha lasciato, infatti, 20 lettere nell’abitazione della coppia dalla quale la moglie e la figlia se n’erano andate a casa del padre della moglie. In una delle quali il marito annunciava le sue intenzioni omicide, promettendo di “farsi giustizia da sé”.

Immacolata se n’era andata a Boscoreale

Immacolata Villani, dopo l’avvio delle procedure di separazione, viveva con il padre in una frazione rurale di Pellegrini, nel comune confinante di Boscoreale.

I carabinieri al lavoro

Secondo le prime ricostruzioni, la donna è stata raggiunta da un colpo di pistola dopo aver accompagnato la figlia di 9 anni, che frequenta la scuola elementare Domenico Savio, in via dei Pini, ai confini con Boscoreale, quartiere di Boccia al Mauro. Sul posto sono arrivati i carabinieri che stanno ricostruendo la dinamica dell’agguato.In base a ciò che si sa per certo in questo momento, a sparare è stato un uomo che poi si è allontanato a bordo di uno scooter grigio.

Costretta a scendere dall’auto

L’omicidio, secondo la ricostruzione iniziale, è stato preceduto da una discussione iniziata quando Immacolata Villani (nella foto qui sopra), accompagnata la figlia all’ingresso, era già risalita sulla auto, dove l’attendeva un’altra donna. L’uomo che l’ha uccisa prima le ha intimato di scendere e sotto la pioggia ha estratto un’arma sparandole alla testa. Immacolata Villani è morta sul colpo.

I bambini rimandati a casa

Tutto ciò è avvenuto una decina di minuti dopo l’inizio delle lezioni, hanno detto i genitori degli altri bambini che si stavano allontanando dal parcheggio. Dunque nessun bambino ha assistito al delitto. I piccoli allievi delle elementari Savio sono stati fatti uscire da scuola e allontanati da un’uscita laterale per evitare di passare davanti al cadavere della donna che era ancora a terra. Sul luogo dell’omicidio è arrivato il padre della vittima, accompagnato da alcuni parenti.

Delitto annunciato

Il marito di Immacolata Villani avrebbe lasciato due lettere in cui annunciava le sue intenzioni omicide. Lo riferisce all’Ansa il sindaco della città, Francesco Ranieri. Il marito di Immacolata, figlio di un direttore di banca, lavora nell’indotto dell’Alenia, azienda aerospaziale. Proprio qualche giorno fa pare che Immacolata fosse tornata a vivere con il padre.

 

La figlia non sa niente

Non sa ancora nulla della morte della madre, è rimasta in classe e sta ricevendo l’ausilio dei Servizi sociali del Comune di Terzigno (Napoli) la bimba di 9 anni, figlia di Immacolata Villani, la donna ammazzata davanti all’ingresso della scuola. Il resto della scolaresca è stato fatto uscire da una porta secondaria.

Il sindaco ha dato l’allarme

L’episodio alle 8,20. A dare l’allarme ai Carabinieri è stato il sindaco, Francesco Ranieri, avvertito da una persona che stava sul posto. Sembra infatti che siano diverse le persone che hanno assistito all’omicidio, genitori di altri bambini che erano stati accompagnati a scuola.

 

La salma portata via tra gli applausi

È stata portata via tra gli applausi dei presenti la salma di Immacolata Villani. Sul posto, in un clima di incredulità, oltre alle forze dell’ordine, ci sono i parenti e qualche curioso.

 

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