Alla Camera l’addio ad Alfredo Reichlin, che fu due volte direttore dell’Unità

È morto a 91 anni Alfredo Reichlin. Partigiano, allievo di Togliatti, due volte direttore dell’Unità, membro della Direzione del PCI, parlamentare, dirigente storico del partito e poi nel Pd, è stata una delle figure di spicco della politica italiana. Oggi, giovedì 23 marzo, camera ardente dalle 9.30 alle 13.30 alla Camera, nella Sala Moro.

Prenderà la parola la figlia Lucrezia

Quindi nel pomeriggio, a partire dalle 15.30, sempre alla Camera, ma Sala della Lupa è fissata la commemorazione in cui prenderà la parola la figlia Lucrezia (nella foto sopra), nata dal matrimonio con la fondatrice del Manifesto, Luciana Castellina, e oggi economista di fama internazionale che siede – tra l’altro- nel consiglio d’amministrazione di UniCredit e in quello di Messaggerie Italiane. Dopo di lei, interverranno alcuni leader politici, come Giuliano Amato e Gianni Cuperlo.

Il 14 marzo l’ultimo articolo sull’Unità

Pochi giorni fa, il 14 marzo, con un articolo pubblicato sull’Unità aveva in qualche modo “dato la linea” intervenendo sulla situazione politica e sulle spaccature della sinistra italiana.

“Una malattia che non mi fa scrivere”

“Sono afflitto da mesi da una malattia che mi rende faticoso perfino scrivere queste righe. Mi sento di dover dire che è necessario un vero e proprio cambio di passo per la sinistra e per l’intero campo democratico. Se non lo faremo non saremo credibili nell’indicare una strada nuova al paese (…). Non sarà una logica oligarchica a salvare l’Italia. È il popolo che dirà la parola decisiva. Questa è la riforma delle riforme che Renzi non sa fare. La sinistra rischia di restare sotto le macerie. Non possiamo consentirlo”.

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