“Ho 25 anni e sono sottopagata”: lo scrive all’azienda e la licenziano

“Ho 25 anni e mi sto indebitando per pagarmi una vita che non mi faccia piangere nel bagno ogni settimana”. Sono le parole di una lavoratrice, Talia Jane, che ha scritto una lettera aperta a Jeremy Stoppelman (nella foto sotto), l’amministratore di Yelp, il social su consigli pratici (dai ristoranti agli alberghi, dai luoghi di pubblica utilità agli artigiani) per cui lavora. La ragazza, con la sua lettera, raccontava che con lo stipendio dell’azienda non può permettersi neanche di fare la spesa e chiedeva un aumento. Risultato: licenziata in tronco.

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La paga: 8,15 dollari all’ora

La storia, che è diventata virale su Internet, ha per protagonista una neolaureata in letteratura inglese che, trasferitasi a San Francisco, per mantenersi ha accettato un lavoro al call center di Yelp, nonostante la paga poco entusiasmante, 8 dollari e 15 centesimi l’ora (7.35 euro circa) e le spese mensili, come l’affitto o i trasporti pubblici, per i quali spende 200 dollari al mese.

“Un collega è un senzatetto”

“I miei colleghi cercano secondi lavori”, ha scritto ancora Talia, “uno di loro era anche senzatetto: veniva ogni giorno con una grande borsa che era tutto ciò che possedeva. Non posso permettermi di comprare frutta e verdura, i miei pasti sono composti essenzialmente da riso. Anche il pane è un lusso per me. L’80% del mio guadagno finisce nell’affitto. L’impiegata per la app di consegna a domicilio del cibo comprata da Yelp per 300 milioni di dollari non può permettersi di comprarlo, il cibo. Un po’ ironico no?”

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L’azienda smentisce: “La lettera non c’entra”

Tempo 2 ore dall’invio della lettera, l’indirizzo di posta elettronica aziendale di Talia ha smesso di funzionare. “Sono stata licenziata perché la mia lettera violava i termini di comportamento di Yelp, mi hanno detto”. L’azienda è stata “disonesta”, ha scritto la ragazza, ma contattato da Buzzfeed, Stoppelman ha negato che la ragazza sia stata mandata via a causa del contenuto della sua lettera. smentito che il licenziamento della dipendente avesse qualcosa a che vedere con la lettera.

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