Addio a Eco, Benigni: “Un uomo che serve in terra, non in cielo” (diretta e foto)

Le note de “La follia” di Arcangelo Corelli, un grande violinista e compositore del Seicento, e Roberto Benigni per l’ultimo addio – con rito civile – a Umberto Eco, oggi pomeriggio alle 15 al Castello Sforzesco di Milano. Qui potete seguire la diretta streaming di Rai1.

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E Benigni (nell’immagine sopra, all’arrivo del feretro), di lui, ha detto: “Uomini come lui servono in terra, non in cielo”.

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C’è l’intera famiglia, dalla moglie Renate Ramge, sposata nel 1962, ai figli Stefano e Carlotta, stretti nel raccoglimento alla vigilia della cerimonia laica alla quale è previsto un intervento del figlio del grande scrittore. Nella foto in basso il professore è con il figlio e la moglie.

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Il mondo della cultura riunito per l’addio

Tantissime le persone comuni che hanno voluto dare l’ultimo saluto a Eco (sotto nella foto). E tanti anche gli esponenti del mondo della cultura: oltre a Benigni e alla moglie Nicoletta Braschi, Moni Ovadia, Aldo Grasso, Stefano Bartezzaghi, Mario Andreose ed Elisabetta Sgarbi, con i quali aveva intrapreso la creazione della nuova casa editrice La nave di Teseo, che come prima opera pubblicherà il volume di saggi di Eco Pape Sata’n Aleppe.

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Moni Ovadia: “Grande raccontatore di barzellette”

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“Un uomo supremo e completo”, ha detto dal cortile del Castello Elisabetta Sgarbi (nella foto sopra). “È scomparsa una grande personalità del secolo scorso e di questo scorcio di secolo” sulla cui “grandezza ci sono ancora molte cose da capire”. “Tutti conoscevano l’erudito e l’intellettuale, ma pochi, forse molti meno, sapevano che era anche un grande raccontatore di storielle e barzellette”, ricorda invece Moni Ovadia.

Soltanto un’ora per il rito, in diretta su Rai1

Il rito, di al massimo un’ora, sarà trasmesso in diretta su Rai1, a cura del Tg1, a partire dalle 14,45.

Elisabetta Sgarbi parlerà “della sua ultima impresa, La nave di Teseo” dice all’Ansa spiegando che in queste ore, oltre al dolore, deve seguire l’uscita anticipata al prossimo week end dell’ultimo libro dello scrittore: “Pape Satàn Aleppe’.

Qui sotto il brano La follia di Corelli su Youtube.

Il corpo sarà cremato

Il corpo dell’autore de ‘Il nome della rosa’, che sarà cremato, è arrivato al Castello Sforzesco alle 14,30 dove, oltre all’atteso Benigni, c’erano il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, i ministri Dario Franceschini e Stefania Giannini. Presenti i vertici della Rai, Antonio Campo Dall’Orto e Monica Maggioni, oltre a Francesco Micheli e il candidato sindaco Corrado Passera.

Pisapia: “Grande orgoglio per l’Italia intera”

Hanno partecipato diversi sindaci, trai quali quelli di Alessandria, Maria Rita Rossa, di Torino, Piero Fassino, e di Milano, Giuliano Pisapia. Poi, i rettori, tra i quali Francesco Ubertini dell’università di Bologna, dove Eco ha insegnato 41 anni, e il suo predecessore Ivano Dionigi. Ad aprire la serie degli interventi per ricordare Eco è Giuliano Pisapia, che parla di “grande orgoglio per l’Italia intera, ci mancherai tanto”.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella manderà una corona con corazzieri.

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Unanime e grande cordoglio: le notizie precedenti

Grande cordoglio – non solo nel mondo della cultura – per la morte di Umberto Eco, è stato un grande della cultura italiana, semiologo illustre e egli stesso autore di romanzi di grande successo internazionale. Il professore aveva 84 anni.

Il professore ha combattuto due anni con una brutta malattia. Si è aggravato negli ultimi giorni il tumore al pancreas diagnosticatogli due anni fa. Il professore, morto ieri sera nella sua casa a Milano all’età di 84 anni, aveva continuato in buone condizioni la sua vita provvedendo a farsi punture di insulina.
Ma dieci giorni fa c’è stato un crollo, come avevano saputo gli stessi frequentatori della Scuola superiore di scienze umanistiche dell’università di Bologna.

Domani alle 15 il rito civile

Eco verrà commemorato martedì 23 febbraio, alle 15, nella sua città d’adozione, Milano. Il feretro del grande scrittore e semiologo sarà esposto nel corso di un rito civile al Castello Sforzesco.

La casa editrice annuncia che fra una settimana sarà pubblicato il suo ultimo libro – Papè Satàn Aleppe, cronache di una società liquida – una raccolta delle Bustine di Minerva pubblicate sull’Espresso. Editrice – come annuncia Elisabetta Sgarbi, che pubblica la copertina dell’ultimo libro di Umberto Eco su Facebook- sarà “La nave di Teseo”. Dovrebbe arrivare in tutte le librerie il 27 febbraio, con largo anticipo sull’uscita programmata inizialmente per maggio.

La sua grande capacità di unire l’alto e il basso

Colpiva la sua capacità di unire a una profonda conoscenza della cultura “alta” e universitaria, un’anima decisamente pop, che gli faceva scrivere romanzi come Il nome della rosa, che ha avuto un successo mondiale.

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Era nato in Piemonte nel 1932

Eco, nato ad Alessandria il 5 gennaio del 1932,  è deceduto alle 22,:30 di ieri nella sua abitazione. La notizia è stata data dalla famiglia a Repubblica. Eco aveva a lungo colaborato all’Espresso con la “bustina di Minerva”, una preziosa rubrica da ultima pagina, che faceva da contrappunto al settimanale del gruppo Espresso-Repubblica.

Tra i suoi maggiori successi letterari ‘Il nome della rosa’ del 1980, che ispirò il film di Jean-Jacques Annaud  e ‘Il pendolo di Foucault‘ (1988).

Il suo ultimo libro di critica al giornalismo, ‘Numero zero’ è stato pubblicato lo scorso anno da Bompiani. Oltre che di romanzi di successo internazionale, nella sua lunga carriera Eco è stato autore di numerosi saggi di semiotica, estetica medievale, linguistica e filosofia.

Il cordoglio di Renzi

Subito è arrivsato il messaggio di cordoglio stato espresso ai familiari di Eco dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi.

“Esempio straordinario di intellettuale europeo, univa una intelligenza unica del passato a una inesauribile capacità di anticipare il futuro”, sottolinea Renzi che con lui si era intrattenuto a Milano, a Expo, lo scorso giugno assieme al Presidente francese Francois Hollande, proprio sui temi della identità europea, dell’innovazione scientifica, della memoria e della lotta contro l’intolleranza.

“Una perdita enorme per la cultura, cui mancherà la sua scrittura e voce, il suo pensiero acuto e vivo, la sua umanità”, conclude il presidente del consiglio.

Aveva abbandonato la “Mondazzoli”

Molto critico verso la mega fusione tra Mondadori e Rizzoli, Eco aveva preferito abbandonare la sua casa editrice.

Nella sua ultima intervista spiegava l’addio a quella che chiamava ‘Mondazzoli’ per prendere La nave di Teseo varata da Elisabetta Sgarbi, nel suo ultimo tweet, datato lo scorso novembre, Umberto Eco scriveva “c’è un ritorno al cartaceo, il giornale non sparirà almeno per gli anni che mi è consentito di vivere”.

I social a lutto per  la scomparsa

E proprio i social, nonostante la tarda ora in cui è giunta notizia della sua morte, celebrano il grande intellettuale. Sintetico il comunicato di Bompiani: “lutto per la cultura, ci lascia Umberto Eco: Siamo addolorati”.

Giovanna Melandri aggiunge “Che tristezza la notizia della morte di Umberto Eco. Un grandissimo intellettuale e scrittore, una persona unica e speciale. Mancherà’ tanto”.

Anche la cantante Noemi affida le sue sensazioni ai social scrivendo: “una parte della nostra cultura e letteratura. Ora tocca a noi. Saremo capaci di raccontarci così bene agli Italiani di domani?”.

“È mancato un grande italiano” nota Ivan Scalfarotto. Ma quello che salta più agli occhi è la quantità di messaggi lasciata da gente qualunque, lettori e studenti formatisi sui suoi libri, che ricordano Eco postando alcune citazioni.

“Chi legge avrà vissuto 5.000 anni…”

La più ricordata è quella che forse meglio rappresenta il motivo per cui uno scrittore non certo facile sia oggi ricordato come una rockstar: “”Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà vissuto 5000 anni”.

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