La mia passione da maschiaccio per Diego Milito (e diverse altre cosette)

L’altro giorno ho scaricato le foto del telefono sul computer e mi sono imbattuta in alcune vecchie immagini del periodo delle elementari. Ovviamente sono affluiti mille ricordi e ho pensato di parlarvene.
Parto con il dire che alle elementari ero un gran maschiaccio. Tifavo Inter ed ero super accanita.

Nel 2010 (anno in cui vinse scudetto, champions league, coppa Italia e chi più ne ha più ne metta) sono andata a scuola per una settimana con la maglietta dell’Inter. Il mio giocatore preferito era Diego Milito, numero 22.

Lo adoravo così tanto che il mio primo indirizzo di posta elettronica fu “alicemilito@gmail.com” e la password del mio Nintendo ds era “Internazionalecalcio”, tanto per intenderci.

A mensa stavo sempre in fondo al tavolo con i maschi e giocavamo al quiz del calcio. Io ero la conduttrice e facevo domande ai  tre amici di fronte a me e, dato che spesso non sapevo bene la risposta delle mie domande, facevo sempre vincere il bambino che mi piaceva sperando di conquistarlo…

No, non lo conquistai, ma non mi pare fu un gran dramma.

Continuando a parlare di mensa (pranzavamo a scuola cinque giorni su cinque) ovviamente la qualità delle pietanze non era delle migliori e le maestre ci facevano mangiare tutto. Ognuno aveva il suo piatto no e tutte le relative tecniche per non mangiarlo. Io odiavo le carote cotte e l’halibut e quindi prendevo il filetto di pesce e lo passavo alla persona davanti a me da sotto il tavolo.

Il problema nacque quando una volta mi cadde e le maestre non dovevano assolutamente scoprirlo, così lo avvoltolai in un pezzo di carta e me lo misi nelle tasche del grembiule. Rimase lì per una settimana. Immaginate voi che odore potesse fare il mio grembiule dopo sette giorni. Al tempo odiavo sia il grembiule, sia il fatto di pranzare a scuola, ma ora devo dire che lo rimpiango un po’.

Era bello mangiare ogni giorno con i miei compagni. Voglio dire, i rapporti erano molto più solidi rispetto alle medie e ad adesso. Dopo pranzo andavamo sempre in cortile a giocare a “lupo ghiacciato”. C’erano due lupi che dovevano correre e toccare gli altri, una volta toccati tutti i bambini i lupi cambiavano.

Ricordo che un mio compagno di classe aveva la mania di rubare le penne agli altri. Così un bel giorno io, Francesco e l’Isabella (persone con le quali sono ancora adesso amica) fondammo il “club dei detective” in teoria ci convincevamo di fare mille indagini per scovare il colpevole, in pratica incolpavamo sempre e solo il bimbo che rubava le penne e ci sentivamo realizzati.

Dopo scuola mio padre mi portava sempre sempre sempre sempre al parco a prendere il gelato e a giocare con… i cani! Eh sì, il pomeriggio non giocavo al parco con i bambini, giocavo con i cani degli altri perché sognavo di avere un cucciolo e non avendolo avuto fino alla quarta elementare mi consolavo con quelli delle altre persone e li trattavo come fossero dei veri amici. Per farvi capire un anno ho fatto i regali di compleanno a tutti i cani è una volta mi sono presa pure una zecca!!

Nella mia testa ci sono mille altri ricordi e se li scrivessi tutti diventerebbe un post lunghissimo perciò mi limiterò a questi, anche se è bellissimo quando esco con i miei compagni di classe delle elementari passare intere serate a ricordarci i momenti belli di quel periodo.

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