Centri estetici per bimbe: è boom dagli Usa all’Italia

Negli Stati Uniti, secondo il censimento dell’International spa association pubblicato sul New York Times, sono 20 mila, il 25% del totale e, in 6 anni, sono aumentati del 15%. Sono i centri benessere ed estetici destinati alle bambine dal 2 ai 12 anni, alcuni dei quali riservati solo alle baby clienti e altri che hanno aggiunto questo genere d’offerta a quelle in genere destinate alle ragazze e alle donne. I prezzi, poi, variano dai 30 dollari ai 3 mila, per gli interventi più complessi e si possono richiedere manicure, pedicure, massaggi viso e corpo e maschere di bellezza profumate. Ma il fenomeno non è solo americano, anche in Italia cominciano a diffondersi i centri “kids beauty”.

Telefono azzurro: “No alle piccole Lola”

La storia la racconta il magazine del FattoQuotidiano.it che compie un viaggio in diverse città della penisola, da Treviso a Milano fino a Ortisei (Bolzano). E c’è chi, come Telefono Azzurro, da anni è sul piede di guerra contro strutture del genere. Già nel 2012, infatti, la onlus fondata da Ernesto Caffo aveva lanciato la petizione “No little lolas” prendendosela con un centro veneto inaugurato nel marzo di 3 anni fa. Tuttavia l’attività di estetica non è stata bloccata, ma si è diffusa in altre città. Ecco allora che si sono moltiplicati servizi come massaggi alla mandorla, cioccolato, fragola e zucchero a velo, trucco per feste, body painting ed extensions colorate bicolor e fluo.

Arredi specializzati e listini differenziati

Lettini a forma di cuore su cui le bambine possono estendersi e vasche per l’idromassaggio con luci colorate per la cromoterapia sono solo alcuni dei dettagli riservati alle piccole clienti. E in alcuni casi c’è posto pure per i bambini dai 5 ai 15 anni. I prezzi oscillano parecchio a seconda del tipo di servizio acquistato. Si va infatti dai 10 euro per l’applicazione dello smalto glitterato e via via si sale fino a una quarantina a seduta. C’è anche la possibilità di prenotazioni in coppia, per sorelline o fratellini oppure per i piccoli insieme alla mamma. In questo caso, a seconda, del tipo di prestazione, si può arrivare fino a 150 euro.

La psicologa: “La bellezza diventa bene di consumo”

Alle critiche di Telefono azzurro e di altre associazioni a difesa dell’infanzia, hanno sempre risposto per le rime le operatrici dei centri estetici per bambine: è un modo per insegnare loro a prendersi cura del proprio corpo e per condividere, soprattutto con la madre, un momento spensierato. Nessuna aspirante velina nei loro studi, dunque. Ma c’è chi, come la psicologa Anna La Guzza, direttrice del centro Amamente di Milano, la pensa diversamente: “Nei bambini l’imitazione delle attività degli adulti è un passaggio di crescita fondamentale. Nel caso di spa ed estetica entra in gioco la riproduzione di un modello che vede la bellezza come un bene di consumo imprescindibile. Questo può causare anche distorsioni psicologiche, come sessualità precoce o scarsa autostima. L’attenzione dei più piccoli al proprio corpo è una questione di salute”.

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