L’oncologa: “Sale, zuccheri e latte danneggiano la salute” (video)

Con gli ammalati di tumore da 23 anni. Tutti i giorni, 12 ore al giorno. Nasce da qui il libro della dottoressa Maria Rosa Di Fazio, (nella foto in basso) Responsabile del servizio di Oncologia Medica del centro SH, Health Service di Falciano (Repubblica di San Marino).
Il titolo è una promessa e una speranza insieme: Mangiare bene per sconfiggere il male (Mind Edizioni). Perché è a tavola che si affilano le armi contro le malattie, non solo quelle oncologiche. E fare finta di niente significa mettere la testa sotto la sabbia, come gli struzzi.

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In quale percentuale quel che mangiamo incide sulla nostra salute? In particolare, qual è l’incidenza di un’alimentazione sbagliata sull’insorgenza dei tumori?

Che ci sia un nesso negativo di causa-effetto tra cibo sbagliato e tumori e, al tempo stesso, uno virtuoso tra cibo buono e supporto energetico alla prevenzione e alla guarigione è ormai assodato: lo dicono studi ed esperienze di centri di riferimento mondiale in campo oncologico.

L’incidenza di un’alimentazione sbagliata sull’insorgenza di patologie tumorali è intorno al 40 per cento. Una percentuale molto alta, in ascesa soprattutto da una trentina d’anni a questa parte, da quando la nostra alimentazione, da “povera” che era, in quanto naturale, è diventata via via sempre più industriale e sedicente “ricca”. Ma ricca di che cosa? Bisognerebbe iniziare a chiederselo.

Quali sono i punti di forza del regime alimentare che lei consiglia?

Prima di tutto, io dico “varietà”: una delle cose che più nuocciono alla nostra salute è la ripetitività. L’altra parola chiave è “di stagione”: prediligete prodotti naturali, non confezionati, italiani e sempre assolutamente di stagione.

Niente pomodori a novembre, tanto per intenderci. Aggiungerei anche il concetto di “laicità” alimentare, ovvero quello di evitare se possibile l’adesione fideistica a regimi alimentari. Mi spiego meglio: ho il massimo rispetto di chi sceglie di seguire precetti vegani o di qualsiasi altro regime per legittima convinzione, io stessa posso definirmi una vegetariana che mangia pesce e uova. Sarei però un pessimo medico se non dicessi che se da un lato ridurre le proteine animali è cosa buona e giusta, è tuttavia sbagliato squilibrare l’alimentazione assumendo cibi come, per esempio, il seitan, che è una bomba di glutine, e cioè uno dei più pericolosi nemici della nostra salute. O dosi industriali di frutta, senza pensare a tutto lo zucchero che contiene. Purtroppo, negli ultimi anni, sto riscontrando i peggiori casi di tumori metastatici proprio tra vegani, vegetariani e fruttariani.

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Quali sono i “no”?

I miei principali “no” riguardano 4 nemici, che sono tutti e quattro bianchi: oltre al sale, mi riferisco agli zuccheri (tutti), al già ricordato glutine e al latte vaccino con i suoi derivati.
Parliamo in particolare dello zucchero: non è solo quello che mettiamo nel caffè, nel tè o nel cappuccino. Si trova in migliaia di cibi confezionati, anche come conservante. Tanto per dire: su 100 grammi di una nota crema, il 57% è zucchero. Una lattina di bibita gassata contiene da sola fino al 44% del nostro fabbisogno giornaliero di zucchero. Le cellule tumorali con gli zucchero ci vanno a nozze, dato che ne consumano 20 volte di più rispetto alle cellule sane.
Quanto al glutine, si tratta di una proteina che non siamo programmati ad assimilare. Fa male a tutti, non solo ai celiaci.

Come spiego nel libro, la sua azione è quella di “asfaltare” il nostro sistema immunitario, fondamentale sentinella che si trova all’80 per cento nell’intestino, rendendolo cieco e sordo all’arrivo dei nemici della salute, tumori compresi.

Ma il latte e i derivati perché sono alimenti a rischio? E come devono orientarsi le donne in menopausa, a rischio di osteoporosi, che spesso si sentono consigliare di farne largo uso?

Il latte contiene tante cose, compresi i potenti fattori di crescita (è destinato ai vitellini, che devono decuplicare il loro peso alla nascita). Ma noi non siamo vitelli: i fattori di crescita, oltre alle cellule sane fanno crescere anche quelle che dovessero essere malate. A questo va aggiunto un forte carico di ormoni “di specie”, incompatibili con quelli umani. Così, se a una persona sana suggerisco di ridurre il più possibile il consumo di latte e derivati, a un paziente oncologico devo imporre di eliminarli per sempre e del tutto, soprattutto se si tratta di tumori ormonosensibili (seno, utero, ovaio, prostata). Ricordo poi che l’80% del contenuto proteico è caseina, una fosfoproteina che con la pastorizzazione diventa una colla che appiccica i nostri utilissimi villi intestinali, impedendone la mobilità. Infine, il latte ha anche un forte potere acidificante, quindi infiammante.
Quanto alle donne in menopausa, affette da osteoporosi, la favola dell’utilità del calcio del latte è archeo-nutrizione. Il calcio buono per le ossa è quello contenuto nelle verdure, nella loro acqua di cottura (che non va buttata), nei semi oleosi come mandorle e noci.

Potrebbe dare un modello di menu giornaliero per questa stagione?

Come colazione del mattino, direi un caffè o un tè a seconda dei gusti, possibilmente poco o nulla zucchero, macchiato con un latte vegetale a scelta; qualche galletta di riso, sorgo o amaranto (buttate via per sempre quelle biscottate!) con un po’ di marmellata fatta in casa senza zucchero o comunque con poco zucchero. Se siete al bar, per carità, dimenticatevi la schiuma del cappuccino: la caseina del latte, sottoposta al violento calore del vapore, è una delle peggiori cose da mandare nello stomaco: è un mastice!

Alternative: crepes di farina di castagne o ceci, uovo strapazzato o alla coque, una fetta di torta fatta in casa con qualche farina buona (zucca, mandorle, castagne, riso). Il pranzo è il momento dei carboidrati, che siano pasta o riso. E tante, tante verdure, le nostre principali alleate. A cena, invece, le proteine: legumi (fagioli, fave, lenticchie…), uova (se ne possono mangiare anche 5 a settimana), un filetto di buon pesce azzurro. Oltre, naturalmente, alle immancabili verdure.

Nel libro viene dato il suggerimento di iniziare la giornata con mezzo limone spremuto in un bicchiere d’acqua, perché?
Perché il limone, autentico dono di natura in quanto unico frutto di stagione tutto l’anno, ci purifica, disinfetta e ci dà una dose quotidiana di vitamine C. Berlo spremuto al mattino, a digiuno, in un bicchiere d’acqua a temperatura ambiente, diventerà una straordinaria prassi per la nostra salute. Un ulteriore suggerimento a chi soffrisse di stipsi: spremetelo in acqua tiepida. Mi ringrazierete.

 

Un’intervista recente della dottoressa Maria Rosa Di Fazio

E qui potete vedere la seconda parte dell’intervista.

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