Turista, non pollo: 6 trucchi per viaggiare felici evitando cliché e trappole

Come viaggiare senza cadere nei soliti cliché da turisti magari inciampando in qualche tranello? Ecco sei modi per evitare di imbattersi nel finto mondo che viene creato appositamente per chi arriva in visita nella maggior parte delle grandi città.

1. Parlare con le persone del luogo

Quale modo migliore per conoscere la vera cultura di un paese se non le persone stesse che lo abitano? Si possono fare due chiacchiere al bar o la sera in un locale, ma anche provare esperienze diverse dal solito insieme. A tal proposito Airbnb (il noto sito di affitto case) ha di recente lanciato l’opzione esperienze. Basta scaricare l’app o navigare il sito e cercare tra decine di attività organizzate dagli abitanti locali.

2. Perdersi

Prendere una qualsiasi linea della metro e arrivare al capolinea, perdersi tra i vicoli, visitare anche i quartieri meno noti e turistici (con un occhio di riguardo per quelli meno sicuri, soprattutto se soli e nelle ore notturne). Buttare via la guida turistica e la cartina geografica per un pomeriggio potrà trasformarsi in una piacevole avventura.

3. Bere e mangiare prodotti tipici

È ora di smettere di cercare ristoranti italiani e catene di fast food quando si è all’estero. Per vivere davvero una città il palato ha la sua parte. Anche in questo caso anziché cercare su tripadvisor perché non fermare un abitante del luogo per chiedergli quale sia il suo ristorante preferito? Alcuni indizi? Solitamente i ristoranti “acchiappa turisti” si riconoscono dall’internazionalità e poca originalità dei menu, così come dai camerieri posti all’esterno che come cani da caccia cercano di richiamare clienti.

4. Cercare di parlare la lingua locale

Per quanto possa sembrare difficile pensare di andare in Paesi con lingue completamente diverse dall’italiano e parlare la lingua locale, provare e buttarsi anche solo con termini base come “grazie” o “per favore” o “quanto costa?” Vi farà immergere ancora di più nell’atmosfera autentica della città. In questo lo smartphone viene in aiuto, vi sono app come Drops o Memrise che insegnano parole di decine di lingue attraverso divertenti esercizi di memoria. Inoltre vi sono app che traducono simultaneamente, ad esempio Travis Touch Plus o Pocketalk.

5. Al posto dei souvenir…

A tutti piace tornare a casa con un ricordino del proprio viaggio. Anziché acquistare i soliti e scontati souvenir, tuttavia, perché non crearli con le proprie mani? In molte città vi sono botteghe che permettono ai turisti di modellare il loro personale souvenir e al tempo stesso imparare nuove cose. Per esempio da “Maison Candora”, a Parigi, si può dare vita al proprio profumo in un divertente corso da due ore. A Barcellona, da “Mosaicos” si può costruire il proprio mosaico ispirandosi allo stile di gaudí. A Stäfa (Svizzera) alla “Confiserie Isler” ognuno può produrre la propria tavoletta di cioccolata personalizzata, attenzione a non finirla prima di arrivare a casa però.

6. Basta selfie

Per molte persone, una delle parti più divertenti di un viaggio sta proprio nel fare foto e condividerle. Attenzione però a non dimenticarsi che bisognerebbe in primo luogo vivere i momenti anziché condividerli. È inoltre importante osservare ciò che si ha davanti con i propri occhi e solo secondariamente attraverso lo schermo. Perché quindi non prendersi del tempo a fine giornata per condividere gli scatti fatti durante il giorno anziché perdersi in condivisioni per tutta la durata del giorno?

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