Addio a Liliane Bettencourt signora de l’Oreal, vittima di pescecani senza scrupoli

È morta a 94 anni Liliane Bettencourt, figlia del fondatore de l’Oréal. Nata a Parigi nel 1922, secondo Forbes era la donna più ricca del mondo con un patrimonio stimato in 36,1 miliardi di dolalri. È stata la principale azionista della sua azienda fino alla morte.

Figlia unica di Eugène Schueller, fondatore della multinazionale della cosmesi, nel 1950 Liliane Bettencourt aveva sposato il politico francese André Bettencourt.

Nel 1957 aveva ereditato dal padre l’azienda di famiglia, della quale era principale azionista. Nel 2010 Bettencourt era stata fra i protagonisti di uno scandalo che aveva coinvolto parte della politica francese fino all’allora presidente Nicolas Sarkozy.

L’azionariato de L’Oreal

L’azionariato de L’Oreal si divideva così

27,5% appartiene a Liliane Bettencourt

26,4% appartiene a Nestlè

3,9% appartiene al ministero del Tesoro francese ministero

42,2% sul mercato

 

Gli ultimi anni alle prese con una saga di famiglia

Gli ultimi anni della vita di Liliane sono stati segnati dalla tentacolare saga di famiglia – ma anche politica e giudiziaria – che porta il suo nome, il cosiddetto “affaire Bettencourt”. Una vicenda che a partire dal 2009-2010 segnò per lungo tempo la cronaca della Francia, con personaggi degni di un romanzo di Balzac.


Il primo fu Francois-Marie Banier, lo scrittore e fotografo dandy, accusato dalla figlia Francoise Bettencourt-Meyers di aver approfittato dell’anziana signora per farsi “regalare” un miliardo di euro in doni finanziari e immobiliari, inclusa un’isola alle Seychelles, fino al controverso Patrice de Maistre (nella foto qui sopra), l’amministratore del patrimonio che ricevette, tra l’altro, una barca a vela di 21 metri e 5 milioni di euro, oltre a una chiacchieratissima Legion d’Onore. E poi il maggiordomo che registrò clandestinamente le conversazioni di Madame con il solo obiettivo – furono le sue parole – di mostrare la fragilità di una donna vittima di pescecani “senza scrupoli”.

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