L’autopsia su Noemi: picchiata e accoltellata

La punta di un coltello è stata trovata conficcata nella nuca di Noemi Durini e prima di essere uccisa è stata picchiata, forse a mani nude. Sul suo corpo, infatti, sono state trovare “lesioni contusive multiple da picchiamento al capo e agli arti e lesioni da arma bianca al capo e collo”. È quanto trapela sui risultati dell’autopsia sul corpo della sedicenne di Specchia il cui omicidio è stato confessato dal fidanzato diciassettenne, ora rinchiuso in un istituto di pena in Sardegna con l’accusa di omicidio volontario, aggravato dalla premeditazione, dalla crudeltà e dai futili motivi.

Conferma della confessione

Il ritrovamento di parte della lama potrebbe essere la conferma di quanto dichiarato dal ragazzo ai carabinieri durante l’interrogatorio, ossia che lui avrebbe dapprima colpito Noemi con un coltello e poi con una pietra, quando la lama si sarebbe spezzata. I carabinieri della scientifica sono tornati nella casa del ragazzo per ulteriori accertamenti.

Alla ricerca della parte mancante

Si cerca la parte mancante del coltello che il diciassettenne ha detto di avere gettato in campagna, senza, tuttavia sapere indicare il luogo preciso.

La mamma di Noemi ai funerali: “Non ci deve essere odio, ragazzi”, le notizie del 21 settembre 2017

“Non ci deve essere odio ragazzi, l’odio non esiste, non ci appartiene perché poi porta alla violenza; e la violenza ha fatto questo”, ha detto ieri pomeriggio la mamma (nella foto in basso abbracciata alla bara bianca) ai molti ragazzi presenti alle esequie, nel giorno in cui Specchia ha proclamato il lutto cittadino.
Anche il vescovo, Vito Angiuli, ha avuto parole d’affetto per la sedicenne: “Cara Noemi – ha detto – cercavi l’amore e hai trovato la morte. Ma Dio ti ridarà la vita”.

 

La lunga giornata del 20 settembre

È stata trasferita stamani dalla casa della vittima alla camera ardente allestita presso il centro Capsda la bara bianca di Noemi Durini, la sedicenne uccisa il 3 settembre dal fidanzato che alla fine ha confessato il delitto.

Ad accogliere il feretro il sindaco di Specchia Rocco Pagliara. Assieme a lui, nella camera ardente, ci sono molte persone arrivate per dare l’ultimo saluto alla sedicenne.
La bara era arrivata a Specchia ieri sera attorno alle 21, accolta da numerosi presenti in un religioso silenzio, interrotto solo dal grido di dolore dei nonni della giovane davanti alla casa in via Madonna Del Passo, dove Noemi abitava con la madre e dove si é svolta la veglia funebre in forma privata per volere della famiglia.

L’abbraccio straziante della madre

Straziante l’abbraccio tra le lacrime alla bara della madre Imma. Da ieri sera in tutto il paese sono comparsi i manifesti funebri. Nel pomeriggio il funerale officiato dal vescovo della diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca, monsignor Vito Angiuli. A Specchia oggi è stato proclamato il lutto cittadino.

 

 

 

 

 

L’autopsia non ha dato certezze

È terminata verso le 17 di ieri l’autopsia sul corpo di Noemi Durini, la sedicenne trovata senza vita nelle campagne di Castrignano del Capo, dieci giorni dopo la scomparsa. L’esito dell’esame – a quanto si è saputo – non ha dato certezze sulle cause della morte della ragazza, anche perché il cadavere era in pessime condizioni, visti i dieci giorni passati tra il delitto e il ritrovamento.

Il ragazzo, nel corso dell’interrogatorio, avrebbe dichiarato di aver accoltellato Noemi e di averla uccisa con un colpo di pietra in testa. Ma dalla tac non sarebbero emerse serie fratture al cranio, anche se il probabile colpo potrebbe  aver  provocato un’emorragia cerebrale mortale. Inoltre, dai primi esami risultano esservi le due ferite da taglio sul collo. Ma dell’arma non c’è ancora traccia.

Nel corso dell’autopsia erano presenti anche i medici legali il dottor Francesco Introna  e la dottoressa Marina Baldi.

Sull’esito dell’autopsia e sul punto esatto del cadavere in cui sono state rilevate le presunte lesioni mortali, la Procura per i minorenni ha imposto un riserbo assoluto. All’esame, infatti, erano presenti il procuratore e il pm inquirente, Anna Carbonara.

Oggi pomeriggio i funerali

Si terranno nel pomeriggio di oggi, mercoledì 20 settembre, nella chiesa di Specchia, i funerali della sedicenne. Il sindaco di Specchia, Rocco Pagliara, si è recato in serata all’ospedale Vito Fazzi di Lecce dove si è tenuta l’autopsia sul corpo della ragazza per firmare alcune pratiche relative al rilascio della salma.

La bara è stata poi trasportata in via Madonna del Passo, a Specchia, nell’abitazione dove Noemi abitava con la madre, mentre stamattina è stata trasferita presso la camera ardente allestita nel centro “Catsda”, che nei giorni della scomparsa della sedicenne aveva funzionato come centro di coordinamento delle ricerche.

Alle 15, quando chiuderà la camera ardente, la salma sarà portata in chiesa e alle 16 si terranno i funerali.

Il Gip di Lecce: deve restare in galera

Lucio, l’ex fidanzato di Noemi Durini, accusato di averla uccisa in un momento di furia incontrollata, per il Gip di Lecce, Ada Colluto, deve restare in carcere perché è “un’organizzazione borderline di personalità con capacità intellettive al limite”.

Di questo soffrirebbe il diciassettenne che ha confessato di avere ucciso Noemi, la sua fidanzata sedicenne.

L’analisi emerge nel decreto di convalida del gip del Tribunale per i Minorenni di Lecce Ada Colluto, in riferimento alla relazione neuropsichiatrica psicologica del dipartimento di salute mentale dell’Asl di Lecce redatta lo scorso 14 settembre.

“Non manifesta cenni reali di colpa”

Per il gip, il giovane “non manifesta cenni di reale senso di colpa”.

Nel decreto di convalida del fermo il gip ritiene che sussista un pericolo di fuga, c’è la possibilità che “egli non rimanga coerente in quel suo atteggiamento rispetto alla vicenda e si renda irreperibile magari anche per cercare di risolvere a suo modo la situazione di totale avversione sociale che avverte nei confronti suoi e della sua famiglia”.

Il ragazzo è stato trasferito – temporaneamente – nel carcere minorile di Bari.

Oggi l’autopsia di Noemi

Intanto è stato deciso che l’autopsia sul corpo di Noemi si terrà oggi, martedì 19 settembre, subito dopo il conferimento dell’incarico da parte del pm minorile Anna Carbonara al medico legale Roberto Vaglio.
Se non dovessero emergere ulteriori necessità medico-legali, la salma già nel pomeriggio di oggi sarà restituita ai familiari, che potranno celebrare i funerali della sfortunata ragazza.

 

Il Gip ha convalidato il fermo

Il gip del Tribunale dei minorenni di Lecce, Ada Colluto, ha convalidato il fermo per omicidio volontario premeditato aggravato dalla crudeltà e dai futili motivi dell’ex fidanzato di Noemi Durini. Il giudice ha quindi emesso nei confronti dell’indagato un’ordinanza di custodia cautelare e ha disposto il trasferimento del ragazzo in un istituto protetto per minorenni da individuarsi fuori dalla regione Puglia.

Molotov contro la casa dei familiari di lui

Tre bottigliette piene di benzina, che non sono esplose perché non erano accese, sono state lanciate da persone non ancora identificate, nella notte tra venerdì e sabato scorsi, sul terrazzino della villetta di Montesardo, frazione di Alessano, dove vive la famiglia del ragazzo di 17 anni reo-confesso dell’omicidio della sua fidanzata, Noemi Durini, di 16 anni, di Specchia.

In quel momento i genitori del ragazzo erano in casa e hanno dato l’allarme.
L’abitazione viene ora piantonata notte e giorno dai carabinieri che hanno recuperato le molotov. Sono ora al vaglio degli inquirenti i filmati di alcune telecamere private installate nella zona.

Alta tensione dopo l’omicidio

Tra le due famiglie, quella del 17enne reo confesso e quella della vittima, è in atto una guerra ad alta tensione con accuse reciproche. Su disposizione del Prefetto di Lecce Claudio Palomba si é deciso di potenziare il servizio di sorveglianza anche in via Madonna del Passo, davanti casa della famiglia di Noemi, a Specchia.

La notizia del lancio delle bottiglie piene di benzina era stata tenuta segreta dagli investigatori per non alimentare ulteriormente il clima di odio tra le due famiglie e le due comunità.

 

Il parroco: “Le vendetta non serve”

“Stiamo vivendo giorni terribili: la tragedia che ha colpito la nostra comunità e lo choc che ne è seguito ci chiama ad una prova dura e difficile. Invito tutti i cittadini e i parrocchiani di Specchia a mantenere la calma ed il controllo delle parole e delle azioni e a non commettere gesti di cui poi potrebbero pentirsi perché non è con la vendetta che si ottiene giustizia per la povera Noemi”: è questo l’appello rivolto ai cittadini di Specchia dal parroco, don Antonio De Giorgi, che prima di celebrare la messa delle 9.30 ha letto l’appello pubblicato sulla sua pagina Facebook.

Le famiglie in lotta tra loro: le notizie del 15 settembre

Drammatica incursione di Umberto Durini, il padre di Noemi ad Alessano, la casa dove vivono i genitori di Lucio Marzo, che ha confessato l’omicidio della sedicenne e lo stesso ragazzo ora in carcere.

Ma andiamo con ordine, seguendo i risultati dell’esame del corpo della ragazza: Noemi non è morta a causa di un colpo di pietra alla testa. È quanto emerge dal primo esame radiologico effettuato dal medico legale Roberto Vaglio.

Dalla Tac eseguita nella camera mortuaria dell’ospedale Vito Fazzi di Lecce, non emergerebbero infatti segni di fratture scheletriche, tantomeno al cranio. Questo fa quindi escludere che la giovane, come invece era stato detto in un primo momento, sia deceduta per i colpi inferti con una pietra in testa.

Cambiano le prospettive dell’inchiesta

Il risultato della Tac cambia quindi le prospettive sia dell’indagine penale che di quella medico legale che ora dovrà cercare le cause della morte in altre lesioni presenti sul corpo della giovane, sul cui collo sono evidenti segni riconducibili a dei tagli. Il fidanzato diciassettenne della giovane, che si è autoaccusato del delitto, nell’ultimo interrogatorio ha detto di averla uccisa con un coltello che la stessa Noemi aveva portato con sé il giorno in cui uscì di casa a notte fonda per incontrarsi con lui. Il piano, secondo il racconto del giovane, sarebbe stato quello quello di sterminare la famiglia di lui che ostacolava il loro rapporto. Insomma quello che viene in mente è il caso di Erika e Omar, di cui evidentemente Lucio M. ha sentito parlare, magari dal padre.

Le accuse al padre del giovane reo confesso
Il genitore di Noemi accusa – invece – il padre del fidanzato, sostenendo che ha avuto un ruolo fondamentale nell’omicidio della figlia.

Il ragazzo (nella foto in basso con la felpa bianca) “sta nascondendo suo padre, lo protegge, ma quello non si salverà, ha fatto tutto lui”. L’uomo ha fatto un lungo sfogo con i giornalisti proprio davanti al l’abitazione di Alessano dove abitano i genitori del presunto omicida, sostenendo di voler perdonare il giovane per quello che ha fatto. Era andato lì per cercare di incontrare il padre del ragazzo è solo l’intervento dei carabinieri ha evitato che la situazione degenerasse.

“Me l’ha uccisa, vieni fuori bastardo” ha urlato più volte l’uomo cercando di arrivare alla casa. Poi ha aggiunto con i giornalisti presenti: “Noemi non era perfetta, ma era una ragazza brava e onesta”.

 

 

 

Il padre del fidanzato: “Meglio un morto che tre”

“Meglio un morto che tre”. È l’ennesimo commento choc di Biagio Marzo, il padre di Lucio, il diciassettenne che ha confessato l’omicidio della fidanzata, Noemi Durini, di un anno più giovane. Una difesa incredibile del ragazzo che, dopo aver ammesso le sue responsabilità e aver indicato il luogo in cui aveva sepolto sotto un cumulo di pietro il corpo dell’adolescente, ha chiamato in causa giustificazioni al suo atto.

Il biglietto in tv

“Voleva uccidere i miei genitori”, ha detto ai carabinieri. e per questo l’ha accoltellata a morte facendo poi sparire in cadavere (qui i militari sospettano la complicità del padre). La madre del ragazzo, poi per avvalorare una versione poco credibile, si è presentata davanti alle telecamere della Vita in diretta mostrando un biglietto attribuito a Lucio. Qui si legge la frase: “L’ho fatto per voi”.

“È finita, siamo morti”: i genitori di Lucio a Chi l’ha visto?, indagato il padre, le notizie del 14 settembre 2017

“È finita! Siamo morti!”: sono state queste le parole a caldo dei genitori di Lucio, il giovane assassino durante la trasmissione di ieri di “Chi l’ha visto?” Mentre va in onda l’intervista, in cui non mancano insinuazioni sul conto della ragazza, che è già morta, apprendono in diretta la notizia della confessione del figlio.

Anche Biagio Marzo, il padre del ragazzo, è coinvolto nelle indagini per complicità (sequestro e occultamento di cadavere). Il sospetto degli inquirenti è che possa aver aiutato il figlio, ma la sua iscrizione del registro degli indagati è anche un atto dovuto, in vista di test irripetibili.

Noemi scomparsa da casa il 3 settembre

Noemi era scomparsa da casa il 3 settembre scorso: l’ultima sua immagine è stata catturata da una telecamera di sorveglianza e risale alle 5 del mattino di quel giorno. Si vede una Fiat 500 bianca sulla quale sale e alla cui guida si trova il fidanzato diciassettenne che ieri, a 11 giorni dalla scomparsa di Noemi, ha confessato l’omicidio. La sedicenne pensava che si trattasse di un incontro breve. Infatti aveva lasciato a casa il cellulare e la piastra per i capelli dalla quale non si separava mai. E questo aveva insospettito fin dall’inizio gli inquirenti e fatto eslcudere l’ipotesi della fuga volontaria.

Il padre di lui è indagato

Ma – nonostante la “sorpresa” mostrata in tv – il padre del ragazzo non sembra estraneo a quanto è accaduto.

Infatti ha ricevuto un avviso di garanzia per sequestro di persona e occultamento di cadavere.

L’atto è stato notificato all’indagato in occasione della perquisizione nell’abitazione di famiglia a Montesardo, frazione di Alessano.

Ieri si era invece appreso che il papà dell’assassino minorenne era sottoposto ad indagini per omicidio volontario in concorso con il figlio. Sono ancora molti, a quanto pare, gli aspetti oscuri di quello delitto da chiarire.

 

La mamma di Noemi lo aveva denunciato

Non è arrivata del tutto inattesa (anzi) la tragica conclusione della storia fra le sedicenne di Specchia e il suo fidanzato diciassettenne.

A parte il post più recente di Noemi sulla sua pagina Facebook in cui – assieme alle foto del suo grande amore (vedi sotto un esempio), posta anche una denuncia contro le violenze sulle donne, anche la mamma della ragazza aveva segnalato alla magistratura minorile il ragazzo a causa del suo comportamento violento.

La foto in basso è stata pubblicata da Noemi il 15 luglio sulla sua pagina Facebook, con la scritta: “Non ve lo darei neanche se lo avessi doppio”.

Del resto i familiari della sedicenne avevano un rapporto conflittuale con il diciassettenne: non volevano che la ragazza avesse una relazione con lui.
Questo molto prima che scoppiasse il dramma.

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