Mestre: il prof assassino girò video hard dopo aver stordito Anastasia

L’ha stordita e poi, quando la ragazza era già incosciente, l’avrebbe molestata filmando tutto con lo smartphone. Lo sostengono gli investigatori che stanno lavorando sull’omicidio dei trentenni Anastasia Shakurova (incinta al quinto mese) e del suo fidanzato, il campano Biagio Buonomo, assassinati all’ex professore di lei, Stefano Perale, 50 anni.

Lei era sedata da una dose massiccia di sonniferi

Al momento si sa che i video sono di natura sessuale e tra i pochi dettagli trapelati pare che la giovane sia stata messa in pose oscene per essere poi ripresa dal docente mestrino quando lei era già sotto l’effetto di una potente dose di sonniferi. Dopodiché, una volta che Anastasia e Biagio erano morti, Perale ha chiamato il 113 per autodenunciarsi alla polizia.

Mestre: invitati a cena e uccisi, Anastasia era incinta di 5 mesi, le notizie del 20 giugno 2017

Lei aspettava un bambino. Probabilmente era incinta di 5 mesi. La gravidanza, quindi, era evidente. L’annuncio lo avevano dato a Pasqua ai genitori di lui ed erano felici, alle prese con l’arredamento del nuovo appartamento e i preparativi in vista del lieto evento, tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno. Invece sono stati uccisi entrambi.

La svolta nell’invito a cena con duplice delitto di Mestre è arrivato con la confessione di Stefano Perale (nella foto in basso), l’uomo che ieri ha ucciso l’ex fidanzata e il suo nuovo compagno dopo averli invitati a cena, nel suo appartamento, alla periferia di Chirignago, in provincia di Venezia.

Perale aveva conosciuto Anastasia Shakurova, la trentenne russa uccisa, perché era stato il docente al suo corso d’inglese. Il professore aveva una ventina d’anni più della ragazza. Ciò nonostante, era nata una relazione tra Stefano Perale e l’allieva, che poi era finita. Certo per volere di lei, che intanto aveva conosciuto Biagio Buonomo, giovane ma valente ingegnere spaziale.

Ormai non c’è dubbio che si è trattato di un duplice omicidio a sfondo passionale. Le vittime sono due trentenni, una cittadina russa, Anastasia Shakurova (nella foto in apertura), e il fidanzato Biagio Junior Buonomo (nella foto qui sotto), ingegnere campano che sta riscuotendo un ottimo successo professionale.

 

L’omicida ha chiamato la polizia

È stato lo stesso Perale, in stato confusionale, a chiamare le forze dell’ordine e a raccontare quanto aveva fatto: “Venite, ho ucciso due persone”. Quando gli agenti sono arrivati, i segni della tragedia erano ancora evidenti, a partire dalla grande macchia di sangue all’ingresso del condominio.

L’uomo avrebbe prima narcotizzato la coppia una sostanza mescolata alle bibite servite a tavola, e poi li ha finiti.

La ragazza russa soffocata in camera da letto

Si è accanito prima sulla sua ex, soffocandola in camera da letto forse con un fazzoletto premuto a lungo sul volto, e poi ha rivolto la sua rabbia contro il “rivale”, colpito a sprangate in cucina e finito, secondo le prime ipotesi, proprio nell’androne del palazzo, raggiunto in un disperato tentativo di fuga.

Le indagini sono coordinate coordinate dal pm di turno Giorgio Gava, che ieri per tutto il giorno hanno effettuato i rilievi nell’appartamento.

Tra le prime persone a presentarsi stamane davanti all’abitazione è stata la madre dell’omicida: alcuni vicini l’avevano avvertita di aver notato varie auto della polizia davanti alla casa del figlio per accertarsi dell’accaduto si è presentata in casa, accompagnata da un parente, venendo a scoprire che il figlio era stato arrestato.

Il legale di Perale, l’avvocato Matteo Lazzaro, ha riferito che nel primo interrogatorio il suo assistito si è avvalso della facoltà di non rispondere. “È molto provato per l’accaduto – spiega – molto stressato”. Il collegio difensivo ha già provveduto alla nomina di un proprio perito medico legale e sta valutando l’ipotesi di chiedere una perizia ad un secondo consulente.

La sorella di Biagio Junior ha dato la notizia al padre

Biagio Junior Buonomo aveva studiato tra Caserta e Napoli. L’ultima volta che la sorella lo aveva visto era una settimana fa, quando il ragazzo era andato a votare a Barano d’Ischia, dove aveva la residenza. Lei è stata informata dell’omicidio e ha dovuto dirlo al padre, Vito, geometra in Comune a Sant’Arpino (ma abita ad Aversa con la seconda moglie).

La madre era morta 7 anni fa per le complicazioni di un intervento chirurgico. Il lutto aveva creato gravi problemi al giovane ingegnere, che però aveva superato le sue difficoltà e si stava costruendo una vita insieme alla fidanzata.

Il doppio delitto del 18 giugno

Cronaca nera alle porte di Venezia. Due persone, una ragazza russa e un italiano, trentenni, sono state uccise nella notte in una abitazione alla periferia di Mestre.

Il presunto omicida si è consegnato alla polizia, senza opporre resistenza. Secondo una prima ipotesi, l’uomo prima avrebbe cercato di drogare i due e poi li avrebbe colpiti con violenza, accanendosi in particolare sull’uomo, che era in stato confusionale.

Gli investigatori stanno cercando di capire la causa scatenante della violenza del cinquantenne di Mestre contro le due vittime, che sarebbero state drogate con una sostanza narcotizzante mescolata alla bevanda servita durante la cena. È quanto emerge dalle prime ammissioni fatte agli investigatori dal duplice omicida.

Alla base del duplice delitto potrebbe esserci la gelosia. Il mestrino era stato, infatti, in passato fidanzato con la russa.

Una possibile ricostruzione

Da una prima ricostruzione, sembra che potrebbero esserci ragioni passionali all’origine del duplice omicidio. Il presunto assassino italiano, abitava infatti nell’appartamento dove è avvenuta la tragedia (nella foto qui sopra), al primo piano di un edificio a quattro piani. L’uomo, che potrebbe essersi invaghito della donna, avrebbe invitato ieri sera a cena la coppia nell’appartamento dove è avvenuta la tragedia, al primo piano di un edificio a quattro piani, in via Abruzzo.

Dopo avrebbe cercato di narcotizzarli prima della brutale aggressione. Nessuno nel condominio si sarebbe accorto di nulla. Un residente ha descritto il presunto omicida come una persona tranquilla: “lo vedevo sempre solo”, ha ritenuto importante aggiungere.

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