Addio a Remotti, da Pasolini a Moretti mille volti per il cinema (video)

La sua prima moglie è stata Maria Luisa Loy, sorella di Nanni, sposata nel 1960 quando lui aveva 36 anni. Ma la vita precedente di Remo Remotti, nato a Roma nel 1924, già prima di questa svolta che lo avrebbe introdotto al mondo del cinema, era stata intensa, rimbalzata fino al Perù dopo essere rimasto orfano di padre a 12 anni e essersi laureato in giurisprudenza. Qui, in Sudamerica, era giunto nel 1951, dopo aver lavorato fin dal 1948 nei cimiteri di guerra americani, e per tirare a campare aveva fatto il tassista frequentando la sera corsi artistici. Poi giunse la notorietà, passata per film come quello del 1977 di Marco Bellocchio “Il gabbiano”, ma fu anche nel cast di “Mamma Roma”, la pellicola girata da Pier Paolo Pasolini nel 1962 con Anna Magnani, e poi, molti anni dopo, vestì i panni dello psicanalista in “Sogni d’oro” di Nanni Moretti ripetendo l’esperienza in “Bianca” e “Palombella rossa”.

L’uomo che visse tante vite in giro per il mondo

L’esistenza di Remo Remotti, morto a Roma all’età di 90 anni, è stata un perfetto sunto tra l’arte di arrangiarsi nel dopoguerra (fu operaio in Germania e lavorò per una società farmaceutica a Milano) e la carriera nel mondo dello spettacolo che oggi lo rende un artista difficilmente etichettabile. È stato un poeta, un attore, un pittore, un umorista e uno scultore, solo per citare alcuni campi in cui si era cimentato. Remotti lo vollero sul set registi del calibro dei fratelli Vittorio e Paolo Taviani, di Ettore Scola, di Mauro Bolognini, di Francis Ford Coppola e di Peter Ustinov. Tra gli attori con cui lavorò vanno citati Gregory Peck, Marcello Mastrioianni, Vittorio Gassman, Ugo Tognazzi e Stefania Sandrelli.

In tanti sui social per salutarlo

Non c’è che dire, un’esistenza in cui doveva averne viste molte, se non tutte. Ma Remo Remotti, cresciuto negli anni tra la Roma fascista e le funzioni religiose, disse: “Dio l’ho trovato a 50 anni e ciò mi ha fatto capire che gli uomini, non maturi come le donne, fino a cinquant’anni non capiscono niente”. Sposatosi di nuovo dopo la fine del matrimonio con la sorella di Nanni Loy, mantenne il nome della seconda moglie, Luisa. Lasciando davvero in tanti un vuoto che hanno voluto ribadire sul social network. A iniziare da Twitter e da Alessandro Gassman.

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