Maturità, oggi c’è il quizzone (ma il 40% è speranzoso)

No, la vita non è tutta un quiz. Ma un quizzone c’è sempre. Magari quando meno te lo aspetti: agli esami di maturità.

Oggi, lunedì 22 giugno, è in programma per la Maturità 2015. Col passare degli anni, questa è diventata la prova scritta più temuta dagli studenti perché, essendo preparato dalle singole scuole, non se ne possono conoscerne in anticipo né le materie né tantomeno i quesiti. Si dovrà ripassare per bene tutto il programma per non essere colti in fallo.

 

Ma molti maturandi già conoscono le materie

I maturandi, a questo punto, sono stressati dall’esame e si vede. Ma, parecchi professori stanno provando a rendere le cose più facili ai loro studenti.

In teoria, infatti, i ragazzi dovrebbero prepararsi su tutte le materie per affrontare al meglio la terza prova: le discipline oggetto dello scritto sono infatti segrete fino alla mattina d’esame. In pratica le cose non vanno così.

 

Il 40% conosce già le materie

Il 40% sa già quali saranno le materie di terza prova perché i docenti gliel’hanno detto.

La metà del 40%, inoltre, conosce anche gli argomenti dei quesiti. Il carattere “benevolo” delle commissioni d’esame del resto non si esaurisce solo nel regalare indiscrezioni top secret. Anche durante lo svolgimento delle prove, secondo l’esperienza degli studenti intervistati, sono disposte a chiudere un occhio in caso di copiatura. In alcuni casi, ne chiudono anche due.

Quasi il 60% degli studenti considera infatti il controllo dei prof durante i primi due scritti presente, ma piuttosto blando. Per circa l’8%, addirittura, manca completamente.

 

Ma è lo scritto più sgradito

Resta il fatto che il quizzone è la prova scritta più sgradita. Se avessero la facoltà di riformarla, moltissimi (36%) vorrebbero che si conoscessero in anticipo le materie interessate.

Altri (21%) punterebbero a ridurre il numero di discipline oggetto dello scritto, motivandolo con il fatto che, per testare le conoscenze dei maturandi sui programmi, c’è già l’esame orale. Una buona percentuale, circa 1 su 4, vorrebbe una pausa più lunga tra seconda e terza prova, mentre circa l’8% sarebbe orientato su una prova nazionale del tipo Invalsi (che peraltro non piace per neinte a molti docenti e studenti delle medie). Insomma la vita scolastica, a volta, è tutta un quiz. Anzi un quizzone

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