Ceretta e scrub: tattiche per un’abbronzatura perfetta

L’estate è alle porte e, con essa, il pericolo di scottature solari. Come preparare la pelle in vista della prolungata esposizione estiva? Abbiamo chiesto qualche consiglio in merito ad Alessandra Matteucci, che gestisce uno dei centri estetici e di abbronzatura Bios Srl (www.centribios.com), presenti sul territorio di Bologna e della Romagna.
“Non va dimenticato che dal punto di vista estetico l’esposizione ai raggi solari senza le dovute cautele può favorire fenomeni cutanei che, nel tempo, diventano indelebili”, esordisce l’esperta. “Le rughe, provocate dal precoce invecchiamento della pelle lungamente esposta al sole. E le macchie: queste ultime devono essere temute anche dai giovani che non utilizzano la giusta protezione solare, soprattutto sul viso”.

 

I giovani a rischio “macchie”
Sono infatti le più giovani le categorie più “a rischio” “A differenza delle donne adulte, già responsabili e attente alle conseguenze negative del sole, spesso le ragazze, soprattutto nella fascia di età 15-25 anni, pretendono un’abbronzatura immediata, senza badare all’aspetto preventivo”.

 

Dottoressa Matteucci, ci sono condizioni che ci rendono più esposte al pericolo macchie?
Chi si espone ai raggi solari subito dopo aver fatto la ceretta – non importa se in autonomia o dall’estetista – senza utilizzare la giusta crema protettiva: sulla pelle della parte trattata si forma un alone più scuro: l’anticamera delle macchie. Mi riferisco soprattutto alla zona relativa ai baffetti, alle sopracciglia e alle ascelle. La maggior sensibilità – che rimane nel tempo – della pelle verso i raggi o le lampade solari è dovuta all’azione in loco della ceretta: lo strappo dello strato di epidermide formato da cellule morte; e la conseguente formazione di uno nuovo, di pelle nuova e conseguentemente molto più delicata. Quest’ultimo va perciò maggiormente protetto dalle radiazioni e dalla stimolazione di melanina.

 

Come comportarsi con i brufoli?
I brufoli sono legati a una pericolosa tentazione: quelal di schiacciarli, soprattutto se sono sul viso. Poiché si tratta di piccole infezioni incapsulate sotto pelle: strappandoli la cute sottostante viene scavata. E talvolta si creano solchi che, nel tempo, divengono cicatrici indelebili. Premesso questo, se subito dopo esserci schiacciati i brufoli ci si espone a raggi e lampade solari senza la giusta protezione, sulla zona interessata si formano delle macchie che possono portare a vere e proprie bruciature.

 

I raggi solari hanno anche effetti benefici sui brufoli?
La maggior parte di chi soffre di acne giovanile, dopo aver passato un periodo al mare, riscontra un notevole miglioramento sul viso. Il sole infatti, abbinato all’aria marina, favorisce il seccarsi del sebo; riducendo la dimensione dei brufoli o favorendo il loro riassorbimento.
Devono però essere soddisfatte due condizioni: innanzitutto, che i brufoli non vengano schiacciati ma lasciati maturare, secondo il tempo che ciascuno di essi richiede. Inoltre la pelle del viso va mantenuta pulita con detergenti consigliati dai dermatologi, a seconda del tipo di pelle; ma anche adeguatamente difesa dai raggi solari con la giusta protezione.».

 

È utile fare uno scrub sulla pelle del corpo?
In genere viene consigliato ai cambi di stagione, prima e dopo l’estate; o meglio, prima e dopo l’abbronzatura estiva. La sua funzione è quella di pulire la pelle; creando uno strato nuovo, privo delle cellule morte che, nel tempo, si sono formate. Preparando la pelle con lo scrub, si creano i presupposti per una corretta esposizione solare. La melanina viene quindi stimolata sull’epidermide nuova e non sulle cellule morte, destinate a essere comunque eliminate. L’abbronzatura risulta quindi più veloce ed efficace.

 

Come si può fare uno scrub fai-da-te?
Ne suggerisco due tipi differenti. Il primo è del tutto casalingo, da fare in doccia prima di aprire l’acqua. Per quelle più resistenti: in una ciotola capiente, si immergono tre pugni di sale grosso con un quantitativo di olio di semi necessario ad amalgamarlo completamente. Si rimescola e ci si passa il composto ottenuto sfregandolo sulla pelle di tutto il corpo, tranne che sul viso; dopo aver leggermente inumidito con acqua la pelle. La si risciacqua quindi con acqua e si procede facendo la doccia con un normale detergente. Per le epidermidi più delicate e sensibili, basta sostituire il sale grosso con quello fino, meno aggressivo sulla cute.
Per il secondo scrub che consiglio ci viene in aiuto la natura. Sdraiati sul bagnasciuga marino – immersi in acqua – all’arrivo dell’onda del mare ci si passa la sabbia bagnata sulla pelle di gambe e bacino. Lo scrub è reso efficace dal sale contenuto nell’acqua; ma anche dalla porosità della sabbia. Questo metodo – piuttosto aggressivo – non è però consigliato per le pelli particolarmente sensibili.

 

E per la pelle del viso?
Analogamente a quanto detto per il corpo, in primavera e in autunno è bene fare anche una pulizia del viso. Questo trattamento ha la stessa valenza dello scrub: l’eliminazione dello strato di cellule morte; con conseguente preparazione della pelle a una migliore esposizione solare; con una conseguente migliore efficacia dell’abbronzatura estiva. Inoltre, la pulizia del viso fatta in autunno favorisce l’esfoliazione della pelle già abbronzata.

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