Lombardia: chiusi gli uffici pubblici fino al 15 aprile, ordinanza della Regione

Svolta in Lombardia, dove il virus anche oggi ha fatto segnare il picco dei record negativi. Il governatore  Attilio Fontana, a metà del pomeriggio di sabato 21 marzo, ha convocato una riunione del suo staff e della sua squadra per valutare l’iniziativa più severa: la chiusura pressoché totale della Lombardia.

La decisione applica all’intera Lombardia qualcosa di simile al “modello Codogno”. L’evidenza della troppa gente ancora nelle strade spingerebbe il presidente lombardo al massimo rigore, quasi una serrata generale. I dettagli ancora non sono noti, la riunione del governatore è ancora in corso.

Ma l’idea sulla quale sarebbe stato già raggiunto un consenso è quella di una chiusura degli uffici pubblici non essenziali, di una forte riduzione del trasporto pubblico e di una chiusura di ogni esercizio commerciale con l’esclusione dei negozi di generi alimentari. Resterebbero ovviamente in funzione i servizi essenziali — tra cui i tabaccai — in primo luogo quelli sanitari. Aperte anche le aziende, perché la decisione su una chiusura dipende dallo Stato. La Regione spinge per una stretta anche su questo punto.

Le fabbriche di Bergamo e Brescia avrebbero contribuito a diffondere in maniera esponenziale il contagio.

 

L’ordinanza della Lombardia

Sospensione dell’attività degli uffici pubblici, delle attività degli studi professionali, il fermo delle attività nei cantieri e divieto di praticare sport e attività motorie svolte all’aperto, anche singolarmente.

È quanto stabilisce un’ordinanza del governatore della Lombardia Attilio Fontana (nella foto qui sopra).

La nuova ordinanza “entra in vigore domani, domenica 22 marzo, e produce effetto – salvo diverse disposizioni legate all’evoluzione della situazione epidemiologica – fino al 15 aprile”.

Restano aperte edicole e farmacie.
“Le nostre autorità sanitarie – ha detto Fontana – ci impongono di agire nel minor tempo possibile. La situazione non migliora anzi, continua a peggiorare”.
“Ai supermercati, alle farmacie, nei luoghi di lavoro, a partire dalle strutture sanitarie e ospedaliere, si raccomanda a cura del gestore/titolare di provvedere alla rilevazione della temperatura corporea”. L’ordinanza include anche “la chiusura di tutte le strutture ricettive ad esclusione di quelle legate alla gestione dell’emergenza”.

 

Nuovo record di morti

Intanto sono saliti a 4.825 le vittime, con un aumento rispetto a ieri di 793 unità. Ieri l’aumento era stato di 627 morti. Il dato è stato reso noto dalla Protezione civile nella conferenza stampa delle 18.

Complessivamente sono 42.681 i malati di coronavirus in Italia, con un incremento rispetto a ieri di 4.821. Il numero complessivo dei contagiati – comprese le vittime e i guariti – ha raggiunto i 53.578.Ieri i malati in più erano stati 4.670.

Sono 6.072 le persone guarite in Italia dopo aver contratto il coronavirus, 943 in più di ieri, ha detto Borrelli durante la conferenza stampa alla Protezione civile. Ieri il dato giornaliero sui guariti era di 689.

Si è saputo che ben 3500 medici hanno risposto all’appello del governo che ieri aveva lanciato un bando per trovarne 300. È una buona notizia.

Svolta nei supermercati

Il Coronavirus impone una svolta anche ai supermercati. Coop ha deciso, così, la chiusura degli oltre 1100 punti vendita per le prossime due domeniche, a partire domenica 22 marzo e da domenica 29, per le prossime 2 settimane, Al termine delle 2 settimane Coop farà una nuova valutazione sulle chiusure.

Dopo l’istituzione del comitato di crisi nazionale e le regole per lavorare in sicurezza, Coop vara a livello nazionale una nuova misura che ha una duplice valenza: rispondere alle esigenze del personale che lavora nei punti vendita e limitare ulteriormente le uscite da casa delle persone in linea con le indicazioni del Governo.

Una misura per due ragioni

“La riteniamo una misura doverosa per due motivi entrambi importanti. Così facendo contribuiamo a limitare le presenze per strada diluendo gli acquisti delle famiglie durante i giorni feriali della settimana e impedendone la concentrazione durante la domenica. Contemporaneamente veniamo incontro alle necessità dei colleghi che operano nei punti vendita e che tanto stanno facendo per garantire un servizio essenziale alle persone; sarà utile per avere una pausa in più in grado di attenuare la tensione delle scorse settimane. La misura è ovviamente eccezionale e limitata”.

 

Il blocco domenicale del Veneto

La domenica tutto chiuso, restano aperte solo edicole, farmacie, parafarmacie. Chiusi tutti i supermercati. L’attività motoria è consentita entro i 200 metri dalla propria abitazione, parchi e aree verdi chiusi”, ha affermato Zaia sintetizzando l’ordinanza che ha firmato oggi con maggiori restrizioni e valida fino al 3 aprile, salvo proroghe. Il governatore auspica comunque “che il governi vari una norma valida su tutto il territorio nazionale”

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