Il marito la tradisce, devo dirglielo? “Fatte li cazzi tuoi”

Cara Anna,

faccio parte di un gruppo di quattro coppie molto affiatate, ci conosciamo da anni ,usciamo sempre insieme e abbiamo un’armonia meravigliosa. Parliamo di tutto, ci vogliamo bene e ci aiutiamo. Insomma siamo amici quasi perfetti. Ti dico ‘quasi’, perché ormai da qualche mese succede un fatto molto triste. Abbiamo scoperto casualmente che il compagno della mia migliore amica ha una relazione con una sua collega di lavoro. Di lui ti posso dire che fa l’insegnante e lo chiamerò XX. Dopo averne parlato tutti insieme, in una sera in cui la mia amica e XX  non c’erano, abbiamo deciso di verificare se era un fatto casuale. Lo abbiamo seguito e abbiamo scoperto che XX si vede con la sua amante tutti i giorni. Fanno colazione, poi XX la va a prendere alla sua scuola, stanno insieme il pomeriggio con la scusa di consigli di classe straordinari e laboratori vari e poi lui torna a casa tranquillo e la sera esce con il gruppo, come se niente fosse. Ormai per noi è diventato impossibile far finta di niente, ci sentiamo complici del reato, e così abbiamo deciso che non c’è altro da fare che informare la mia amica. Il problema è che è stato deciso che devo essere io a dirglielo. Mi sento morire all’idea di farlo, perché lei non sospetta proprio niente. Cadrebbe dalle nuvole, come si dice.  Ho accettato l’incarico, ma ho il dubbio che non sia la cosa giusta da fare. Mi puoi aiutare?

Alice

 

aaapavi

Cara Alice,

c’è un tormentone che usano molti comici, da Albanese a Crozza, che suona  più o meno così: ”Fatte li cazzi tuoi!”.

Brutale, ma più significativo di quel che sembra, almeno nel tuo caso. Alice (immagino che non sia il tuo vero nome e fai bene a non farti riconoscere) per favore, stai zitta! Non dire niente alla tua amica. Non avete il diritto di entrare nell’equilibrio difficile di una coppia in crisi (è evidente che se lui ha una relazione così intensa sono in crisi, anche se lei non lo sa o fa finta di non saperlo).

Qual è il problema? Siete complici di un reato?

So che hai usato un’espressione  a caso, ma attenta alle parole Alice,  perché a volte le parole condizionano il pensiero. Quale reato? Guarda che anche prima che cadesse in disuso il famoso codice Rocco, quell’assurda legge che fino a neanche cinquant’anni fa puniva solo l’adulterio femminile e non quello maschile,  i maschi avevano persino il privilegio di poter tradire con grande comprensione della società intera.

Ma, a parte questa mentalità che spero superata, non siete complici di niente. Lasciateli stare. Che la coppia abbia il suo corso, nel bene e nel male. Piuttosto mi pare che voi tutti siate preoccupati per l’armonia del gruppo e che, in qualche modo, vi sentiate traditi voi amici dall’arrivo di quest’intrusa che, prima o poi, porterà cattivo umore nelle beate scampagnate domenicali.

Bene, ve ne dovete fare una ragione. Forse non eravate una comunità così perfetta, forse l’armonia è un miracolo che dura un po’, ma poi finisce. Nelle coppie, nei gruppi, nel rapporto con i figli, sempre, la perfezione non esiste. L’armonia è un passaggio. Poi si passa per il caos per tornare, forse, ad un’armonia diversa. O per non ritrovarla mai. È la vita che va così.

Un consiglio pratico: se proprio dovete,  parlate con XX prima che con lei. E, per favore, non schieratevi come un tribunale: il povero XX da una parte e tutti voi a chiedergli spiegazioni.

Se ha un migliore amico, mandate avanti lui. Ah! E non dite mai a  XX che lo avete seguito per sapere di più sulla sua relazione, se non volete essere mandati irrimediabilmente e aggiungo, giustamente, a quel paese.

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