Pensioni: saranno sempre pagate il primo giorno bancabile del mese

Importante decisione chiarificatrice nell’ambito della Manovra. La Commissione Bilancio ha approvato, infatti, l’emendamento sul giorno di pagamento delle pensioni, che dall’anno scorso oscillava pericolosamente per i pensionati e le pensionate in attesa. Saranno pagate sempre il primo giorno bancabile di ogni mese.

La scelta è stata commentata positivamente dai sindacati dei pensionati Spi-Cgil, Fnp-Cisl, Uilp-Uil: “Bene l’emendamento sul pagamento delle pensioni il primo del mese. Avevamo chiesto al governo di intervenire ed è positivo che la questione sia stata risolta una volta per tutte”.

Una misura che sarà strutturale

 “Particolarmente rilevante – concludono i sindacati – è la decisione di rendere strutturale questa misura, evitando così ulteriori disagi per milioni di pensionati e lo spiacevole balletto delle date che si ripeteva ormai da due anni. Seguiremo l’iter della legge di bilancio e verificheremo che questa norma venga approvata definitivamente”.
La novità è positiva perché in precedenza si aprlava di “secondo giorno bancabile”, elemento che aveva provocatpo un’altalena di decisioni, perché poteva cadere anche dopo quattro o cinque giorni dalla scenda di inizio mese..

In precedenza si parlava di secondo giorno bancabile: le notizie del 5 dicembre

“A decorrere dall’anno 2018, i pagamenti sono effettuati il secondo giorno bancabile di ciascun mese”. Lo si legge nel decreto Milleproroghe e il tema sono le pensioni per le quali, con il nuovo anno, arriva il calendario completo dei versamenti su conti correnti bancari e postali. Con una differenza tra istituti di credito e Poste.

Le differenze

Nel 2018, infatti, ci sono mesi in cui il “secondo giorno bancabile” cade di sabato, giorno di chiusura delle banche. Per questo i pensionati, che vedranno marginalmente ritoccato l’importo percepito, dovranno attendere fino al lunedì successivo. In posta, invece, non ci sarà alcuno scivolamento, quando il pagamento arriva di sabato.

Authors

Pubblicità

Articoli collegati

Commenti

Alto