L’Ue boccia la manovra dell’Italia, procedura d’infrazione per il debito

L’Unione europea, come si temeva, ha bocciato la manovra dell’Italia e aperto la strada alla procedura di infrazione. Si attende ora di conoscere altri dettagli.

L’Ue insiste sul debito dell’Italia e afferma: “La nostra analisi di oggi – rapporto 126.3 – suggerisce che il criterio del debito deve essere considerato non rispettato. Concludiamo che l’apertura di una procedura per deficit eccessivo basata sul debito è quindi giustificata”. Lo scrive la Commissione Ue nel suo rapporto sul debito italiano.

La manovra italiana – continua l’Ue – vede un “non rispetto particolarmente grave” delle regole di bilancio, in particolare della raccomandazione dell’Ecofin dello scorso 13 luglio. È questo che sottolinea la Commissione Ue nella valutazione adottata oggi. È con “rammarico” quindi che Bruxelles “conferma” la sua precedente valutazione della bozza del bilancio dell’Italia.

Le notizie precedenti

Il primo passo formale verso l’apertura di una procedura europea contro l’Italia per debito eccessivo si compirà entro la mattinata di oggi e aprirà una nuova finestra per negoziare con Bruxelles affinché la procedura sanzionatoria vera e propria non scatti. La Commissione pubblicherà un’altra opinione negativa sul Documento programmatico di bilancio. Stavolta su quello aggiornato, ma non nei saldi, il 13 novembre. Siccome non contiene le modifiche “sostanziali e considerevoli” chieste dalla Ue, l’opinione ribadirà quanto scritto il 23 ottobre.

“Deviazione agli impegni presi”

In quella sede, era stato scritto che la manovra contiene una deviazione dagli impegni “particolarmente grave”, si basa su “ipotesi ottimistiche di crescita”, mette a rischio “una riduzione adeguata del debito”, che resta una “grande vulnerabilità”. Motivazioni che hanno portato Bruxelles a preparare anche l’ormai noto “rapporto sul debito”, chiamato 126.3 dall’articolo del Trattato che lo descrive. È il documento in cui la Commissione chiarisce perché non è convinta dalle ragioni (“fattori rilevanti”) che l’Italia ha indicato per spiegare l’andamento dei conti.

Procedura non più rinviabile

Certifica anche che l’Italia viola la regola del debito e avverte che la procedura non è più rinviabile. Per questo è quindi considerato il primo passo formale che potrebbe condurre all’apertura della procedura. Ma, appunto, il condizionale è d’obbligo. Non solo perché ogni tappa deve essere validata anche dall’Ecofin, ma anche perché non è un percorso lineare quello che porta alle sanzioni. Anzi, multe e quant’altro (ad esempio il blocco dei fondi strutturali) sono l’ultimo passo in assoluto e potrebbero non verificarsi mai, come accaduto con Spagna e Portogallo.

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