Infertilità: si aprono nuovi scenari, non c’è solo la procreazione in provetta

La fecondazione in provetta oggi non è più l’unica risposta al problema dell’infertilità: “Si aprono nuovi scenari, con soluzioni sempre più mirate alle esigenze della donna e della coppia”, commenta il dottor Enrico Papaleo, direttore del Centro Scienze della Natalità dell’Ospedale San Raffaele di Milano (nella foto in basso).

Dottor Papaleo, quali sono i cambiamenti più rilevanti?

“La valutazione della fertilità è più ampia e coinvolge un team di specialisti che, collegialmente, decidono di intraprendere quella che viene ritenuta la strategia migliore, caso per caso”.

“Per esempio, di fronte a una patologia come l’endometriosi, che può compromettere la capacità riproduttiva, si valuta se sia più opportuno un approccio chirurgico di correzione della malattia oppure se indirizzare la coppia alla fecondazione assistita. Non solo: una volta intrapresa la gravidanza, la donna viene seguita fino al termine del primo trimestre dagli specialisti della nostra struttura. Dopodichè sarà lei stessa a decidere se proseguire la gestazione con un ginecologo del Centro oppure no”.

Attivo dal 1994, il Centro del San Raffaele affronta tutti gli aspetti della problematica riproduttiva: infertilità maschile e femminile, infertilità idiopatica (da causa non nota), diagnosi genetica pre-impianto, endocrinologia della donna. I trattamenti di procreazione medica assistita (PMA) superano i 2000 l’anno.

La crioconservazione degli ovociti

Ma il “fiore all’occhiello” della struttura è la preservazione della fertilità, con la crioconservazione degli ovociti: “In particolare, questo tipo di trattamento viene offerto alle donne che devono sottoporsi a terapie oncologiche”, spiega il dottor Papaleo. “La donna viene presa in carico da vari specialisti (oncologo, ginecologo, psicologo, biologo della riproduzione) che la “accompagnano” in questo percorso speciale: una volta prelevati gli ovociti, può sottoporsi ai trattamenti oncologici sapendo che la possibilità di avere un bambino, in futuro, non le sarà preclusa”.

Aumentano le richieste di conservare gli ovuli

Anche in questo settore, però, c’è una novità, segno del cambiamento dei tempi: “Da due o tre anni sono in aumento le richieste di donne che non hanno alcuna patologia, ma che per svariati motivi personali (privati o lavorativi) non possono intraprendere una gravidanza subito”, spiega l’esperto. “Di qui la decisione di conservare i propri ovociti: al momento opportuno, potranno contare anche su questa riserva, a dispetto dell’incessante scorrere in avanti delle lancette dell’orologio biologico”.

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