Disastro ferroviario in Puglia, i pm: “Il blocco telefonico è del tutto obsoleto”

Un sistema così vecchio da non rientrare più tra quelli di sicurezza. È il blocco telefonico il cui malfunzionamento ha portato alla sciagura ferroviaria sulla tratta Corato-Andria dello scorso 12 luglio che ha provocato 23 morti e 50 feriti. Lo ha accertato la procura di Trani che indaga sull’incidente dei due treni della Ferrotramviaria sottolineando che il blocco è in contrasto con la normativa vigente, come attesta l’Agenzia sulla sicurezza ferroviaria (Ansf).

a-andriaaa

Rimbalzo di competenze sulla sicurezza

Proprio per la presenza di quel sistema, l’Ansf si era rifiutata di occuparsi di quella tratta delegando il compito all’Ustif (Ufficio speciale trasporti a impianti fissi) del ministero dei Trasporti. Dopo il grave incidente, la competenza sulla sicurezza è tornata all’Ansf che ha imposto una serie di paletti, a iniziare da rigidi limiti di velocità per ridurre il rischio di errori umani, come quello del capostazione di Andria che fece partire il convoglio poi scontratosi con quello proveniente da Corato.

Andria: salgono a 6 gli indagati, ci sono anche i vertici delle Ferrovie baresi, le notizie del 16 luglio 2016

Sono saliti a sei gli indagati pe ril disastro ferroviario di Andria. Ieri la procura di Trani ha iscritto nel registro degli indagati altre quattro persone, oltre ai due capistazione di Andria e Corato, Vito Piccarreta e Alessio Porcelli che lunedì saranno sentiti dagli inquirenti.

Si tratta dei vertci delle Ferrovie baresi: il direttore generale di Ferrotramviaria, Massimo Nitti (nella foto in basso), il direttore di esercizio, Michele Ronchi e la presidente della società, Gloria Pasquini.

È indagato anche Nicola Lorizzo, il capotreno del convoglio partito da Andria, rimasto ferito nello schianto e ricoverato a Bari. Lorizzo è l’unico sopravvissuto del personale di bordo in quanto sono morti sul colpo i due macchinisti Pasquale Abbasciano e Luciano Caterino e il capotreno del convoglio partito da Corato, Albino Di Nicolo. I reati ipotizzati sono disastro ferroviario colposo, omicidio colposo plurimo e lesioni personali colpose plurime.

a-anitti

I due capistazione per primi sotto accusa

Disastro ferroviario di Andria: i due capistazione sono prima di tutti gli altri sul banco degli imputati.

I Pm, nell’avviso di garanzia notificato ai due capistazione di Andria e Corato, Vito Piccarreta e Alessio Porcelli, hanno contestato di “aver cagionato l’incidente ferroviario” che ha coinvolto due treni provenenti da Andria e Corato, che “ha provocato il decesso di 23 persone e il conseguente ferimento di altri 50 passeggeri”. L’atto è stato predisposto dal pm di Trani Simona Merra, uno dei cinque magistrati che indagano sulla sciagura ferroviaria.

 

Oggi i funerali per 13 vittime, torna Mattarella

Stamattina funerali per tredici delle vittime dei due treni. Alle 11 si celebra il funerale collettivo nel Palasport di Andria: i familiari hanno dato il via libera alla cerimonia pubblica, mentre i parenti di altre dieci hanno preferito riportare i propri cari nei comuni di residenza o celebrare i funerali in forma privata.

Tornerà in Puglia, in occasione del funerale collettivo, il presidente della Repubblica Mattarella.

Il presidente Mattarella al Policlinico di Bari: le notizie precedenti

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è arrivato nel pomeriggio di oggi al Policlinico di Bari per incontrare, nel reparto di Medicina legale, i parenti delle vittime della tragedia ferroviaria dell’altro ieri in Puglia. Mattarella è stato accolto dal sindaco di Bari, Antonio Decaro, e dal presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. Successivamente raggiungerà il padiglione Asclepios del nosocomio per fare visita ad alcuni dei feriti che vi sono ricoverati.

Non è ancora tutto chiaro

Non è ancora tutto chiaro aulla tragedia di Andria. E lo dice lo stesso Procuratore capo di trani, la procura che ha preso in mano – con un pool di 5 giudici – le indagini.

Nel disastro ferroviari c’è stato l'”errore umano”, ma al tempo stesso è “assolutamente riduttivo” fermarsi a questo. Il procuratore di Trani, Francesco Giannella, facendo un punto sulle indagini, lascia capire che c’è ancora bisogno di approfondire tutti gli aspetti e le cause del drammatico incidente. Non è ancora confermato il numero degli indagati, anche se secondo alcune fonti giudiziarie sarebbero soltanto due, i due capostazione di Andria e Corato, sospesi ieri dal servizio.

Quanti treni su quel binario?

Altri particolari potrebbero dare una svolta alle indagini: secondo alcune testimonianze, i passeggeri del treno partito da Andria sarebbero stati fatti scendere dal primo treno, fermo sul binario 1, per salire su un secondo convoglio, fermo sul binario 2 e che sarebbe quindi partito in ritardo. A riferirlo sono Antonia e Daniela, moglie e figlia di Enrico Castellano, una delle 23 vittime dell’incidente, riportando la voce di alcuni dei sopravvissuti. Interpellate dall’Ansa, fonti della Procura di Trani hanno riferito che la circostanza non risulta e che verranno acquisite le dichiarazioni rese ai giornalisti per compiere verifiche.

Inoltre, in una ricostruzione apparsa questa mattina sul Corriere della Sera in edicola, si parla di due treni che sarebbero aprtiti – a pochi minuti di distanza l’uno dall’altro da Andria. Uno dei due era in ritardo, quello che si è diretto all’impatto fatale.

aaacapostazione

Il capostazione di Andira: “non sono l’unico colpevole”

“Sono stato io ad alzare quella paletta. Ho dato il via. Adesso mi buttano tutti la croce addosso, ma non è stata solo colpa mia”. Sono le parole di Vito Piccarreta (nella foto sotto), capostazione di Andria, indagato da ieri, mercoledì 13 luglio, per lo scontro tra i due treni in Puglia che ha causato 23 morti. Sospeso dal servizio come il collega di Corato, è sconvolto da quanto accaduto. Un’amica che gli è vicino aggiunge: “Non mangia, non dorme, continua a pensare a quell’istante che ha cambiato per sempre la sua vita”.

 

“È schiacciato dal peso di tutta quella gente morta”

Intervistata dal Corriere della sera, afferma ancora: “È schiacciato dal peso di tutta quella gente morta in un modo orribile. Ha sempre fatto il suo lavoro con coscienza, lasciatelo stare”. Un altro conoscente dice: “È una persona garbata e perbene, padre di famiglia e marito affettuoso, non un pazzo, ma un serio lavoratore”.

La moglie: “Non può cascare tutto sulle nostre spalle”

Infine moglie di Piccarreta, Giuseppina, considera: “Siamo vittime anche noi. Soffriamo con quelle famiglie che hanno perduto i loro cari. Non può cascare tutto sulle nostre spalle”.

 

Il treno di Andria non doveva partire, sospesi i due capistazione, le notizie del 13 luglio 2016

Non doveva partire e non doveva trovarsi nel luogo dove è avvenuto il terribile impatto. Dalla procura di Trani, dove un pool di 5 magistrati indaga sulla tragedia di Andria sembra arrivare un primo convincimento. L’errore fatale è nato ad Andria: quel treno non doveva partire e, una volta partito, doveva essere fermato. Ma non è avvenuto.

Delrio: 1,8 miliardi per le tratte minori

Intanto il ministro Graziano Delrio – che ha parlato alla Camera – ha detto che non è il momento di prendersela con gli uni o con gli altri, ma ha annunciato che il governo stanzierà 1,8 miliardi per le reti ferroviarie minori.

A breve la notifica degli avvisi di garanzia

Le indagini si circoscrivono al personale di Ferrotranviaria che era in servizio nelle stazioni di Andria e Corato al momento dell’incidente: i due capistazione, ma anche eventuali collaboratori. Ci sono i primi indagati. Le informazioni di garanzia saranno notificate in occasione delle autopsie sulle 23 vittime acertate, ma intanto sono stati sospesi i due capistazione.

a-dodici

Ci sono i primi indagati, identificato il secondo macchinista

Appartengono a Luciano Caterino, 37 anni, originario di Corato (Bari), i resti trovati a bordo del convoglio giallo, quello proveniente da Bari, di cui era il macchinista. L’uomo nell’impatto è rimasto dilaniato. L’altro convoglio era guidato da Pasquale Abbasciano, di Andria, l’altro macchinista di questa tragedia, anche lui deceduto nello scontro. L’equipaggio dei due treni era composto da un macchinista e da un capotreno per ogni convoglio.

 

I 5 magistrati del pool

Sono 5 i magistrati che fanno parte del pool che si occuperà delle indagini sul disastro ferroviario di Corato-Andria. Oltre al Pm facente funzioni, Francesco Giannella, il pool è composto dai pm Antonio Savasta, Simona Merra, Marcello Catalano e Michele Ruggiero. Quest’ultimo è noto per aver indagato in distinti procedimenti la Deutsche Bank di Francoforte e due agenzie di rating (Standard & Poor’s e Fitch) per manipolazione del mercato, e per aver svolto indagini (delle quali è stata poi chiesta l’archiviazione) sulla presunta correlazione tra vaccini e autismo.

Terminati i lavori dei vigili del fuoco

Intanto, i vigili del fuoco che stavano lavorando sui rottami dei due treni, hanno terminato il loro intervento. Tutti i vagoni sono stati rimossi e nessun altro corpo è stato rinvenuto durante le ultime ricerche.

15 feriti negli ospedali, 4 gravi

Sono 15 i feriti ancora ricoverati negli ospedali pugliesi, di cui quattro in gravi condizioni. Al Policlinico di Bari, dove è in corso il riconoscimento delle salme, si è avuto qualche momento di tensione tra parenti e personale dell’istituto di medicina legale.

Ancora in coda per donare sangue

Mentre anche oggi c’è la coda per donare il sangue in tutti gli ospedali della Puglia. Nell’occhio del ciclone il sistema a ‘blocco telefonico’ presente in quella tratta, a binario unico

Authors

Pubblicità

Articoli collegati

Commenti

Alto