Catania, muore per il parto di 2 gemelli, 12 medici indagati, i Pm: “Atto dovuto”

Catania: tutti i medici dell’ospedale Canizzaro e sono 12, eccetto il primario Paolo Scollo e il suo braccio destro Emilio Lomeo, assenti al momento del fatto, sono indagati per la morte di Valentina Milluzzo, 32 anni, deceduta nel corso di un parto gemellare prematuro e – secondo le dichiarazioni del marito, Francesco Castro di 30 anni (con lei nela foto in basso senza adeguata assistenza per la presenza di un medico obbiettore nei momenti decisivi. La versione è smentita dai vertici dell’ospedale di Catania ma ci sono gli atti: la denuncia consegnata in Procura e l’accusa di omicidio colposo plurimo a carico dell’intero reparto di ginecologia e ostetricia dell’ospedale Canizzaro. I Pm parlano, comunque, di “atto dovuto” l’apertura delle indagini, dopo le denunce dei familiari della vittima.

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Ieri la Procura aveva aperto un’inchiesta

La Procura di Catania ha aperto un’inchiesta sulla morte di una donna di 32 anni, deceduta il 2 ottobre scorso, dopo 17 giorni di ricovero, nell’ospedale Cannizzaro, dopo avere avuto gli aborti spontanei di due feti alla diciannovesima settimana di una gravidanza procurata con la procreazione assistita in un’altra struttura.

Il fascicolo è stato aperto, come atto dovuto, dopo la denuncia dei familiari della signora. Il procuratore Carmelo Zuccaro ha disposto il trasferimento della salma in obitorio, bloccando i funerali che erano stati organizzati nel paese del Catanese di cui la donna era originaria, e il sequestro della cartella clinica.

Il personale dell’ospedale indagato per omicidio colposo

La magistratura disporrà l’autopsia dopo avere identificato il personale in servizio che sarà indagato, come atto dovuto, per omicidio colposo per potere eseguire l’esame autoptico.
Si sarebbe rifiutato di estrarre il feto che aveva gravi difficoltà respiratore fino a quando fosse rimasto vivo perché obiettore di coscienza: è la dichiarazione di uno dei medici che ha assistito la donna morta nell’ospedale Cannizzaro di Catania, assieme ai due gemelli che aspettava, secondo quanto ricostruito dai familiari della donna e contenuto nella denuncia presentata alla Procura dal loro legale, l’avvocato Salvatore Catania Milluzzo.

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Era al quinto mese di gravidanza

“La signora al quinto mese di gravidanza – sostiene il penalista – era stata ricoverata il 29 settembre per una dilatazione dell’utero anticipata. Per 15 giorni va tutto bene. Dal 15 ottobre mattina la situazione precipita. Ha la febbre alta che è curata con antipiretico. Ha dei collassi e dolori lancinanti. Lei ha la temperatura corporea a 34 gradi e la pressione arteriosa bassa. Dai controlli – aggiunge – emerge che uno dei feti respira male e che bisognerebbe intervenire, ma il medico di turno, mi dicono i familiari presenti, si sarebbe rifiutato perché obiettore: ‘fino a che è vivo io non intervengo’, avrebbe detto loro”. E poi sono morti tutti.

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