Milano, i giudici dimezzano la pena a Fabrizio Corona

La Corte d’Appello di Milano ha dimezzato oggi la pena a carico di Fabrizio Corona a 6 mesi rispetto ai 12 mesi che erano stati stabiliti in primo grado.
Corona è imputato per la vicenda dei 2,6 milioni di euro in contanti trovati nel 2016 in parte in un controsoffitto dell’amica e collaboratrice Francesca Persi e in parte in cassette di sicurezza in Austria. La Procura generale aveva chiesto per l’ex ‘re dei paparazzi’ una condanna a 2 anni e 9 mesi di reclusione.

 

Le notizie del 9 aprile

La Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Milano ha disposto la restituzione di circa 1,9 milioni di euro che erano stati sequestrati a Fabrizio Corona su un totale di circa 2,6 milioni trovati in parte in Austria e in parte in un controsoffitto, chiarendo che le somme sono state “lecitamente guadagnate” e trattenendo la parte di imposte non ancora versate.

I giudici hanno disposto, invece, la confisca della sua casa ma, come chiarito dal legale Ivano Chiesa, non hanno ravvisato che Corona sia attualmente socialmente pericoloso.

I difensori: “Enorme soddisfazione”

Gli avvocati Ivano Chiesa e Luca Sirotti hanno espresso “enorme soddisfazione” per la decisione dei giudici.

“Ve l’avevamo detto che i soldi erano leciti”, ha commentato l’avvocato Chiesa. Stando a quanto precisato dal legale, i giudici (Rispoli-Cernuto-Pontani) hanno disposto la restituzione “integrale” dei circa 840.000 euro che vennero trovati in cassette di sicurezza in Austria, in quanto soldi “lecitamente” guadagnati e su cui Corona poi ha provveduto a pagare le imposte.

Leciti anche i denari trovati nel controsoffitto

Riguardo ai circa 1,76 milioni di euro trovati nel controsoffitto della sua collaboratrice Francesca Persi, invece, sempre stando a quanto spiegato dal difensore, i giudici hanno stabilito che anche quella somma è stata guadagnata in maniera lecita dall’ex “re dei paparazzi” prima del 2013 e hanno disposto la confisca di circa 700.000 euro, ossia della parte ancora dovuta a titolo di imposte.

Confiscata la casa sequestrata

Disposta, invece, la confisca della casa di via De Cristoforis, zona della movida milanese, che era stata sequestrata, perché quell’abitazione tra il 2008 e il 2009 venne intestata fittiziamente a un collaboratore di Corona. Lo stesso procuratore aggiunto Alessandra Dolci aveva chiesto la restituzione di quasi 1,9 milioni e la confisca della casa.

Nessun aggravamento della sorveglianza speciale

È stata respinta, però, la richiesta di aggravamento della misura della sorveglianza speciale per l’ex ‘fotografo dei vip’ in quanto non è stato ritenuto attualmente socialmente pericoloso.

 

Le notizie del 2 ottobre 2017

Fabrizio Corona rischia un nuovo processo a Milano su i circa 2,6 milioni di euro trovati in parte in un contro soffitto e in parte in Austria. La procura, infatti, come atto dovuto a seguito del deposito delle motivazioni della sentenza del giugno scorso che aveva di fatto cancellato le accuse principali condannandolo a un anno solo per un illecito fiscale, ha iscritto l’ex re dei paparazzi nel registro degli indagati.

No a dissequestrare un milione

Le ipotesi di reato sono appropriazione indebita e dichiarazione infedele dei redditi, due ipotesi per le quali gli stessi giudici avevano ordinato la trasmissione degli atti per un nuovo procedimento. Nel frattempo, la sezione misure di prevenzione del tribunale milanese (giudici Roia-Rispoli-Pontani) ha respinto, come già accaduto nei mesi scorsi, un’istanza della difesa dell’ex agente fotografico che chiedeva il dissequestro di parte dei contanti “congelati”, ossia di poco più di 1 milione di euro. Il pm Alessandra Dolci, titolare anche del nuovo fascicolo, aveva dato parere negativo.

No alla scarcerazione: “Inizio lo sciopero della fame”, le notizie del 13 settembre 2017

Fabrizio Corona rimane in carcere. Lo ha annunciato il suo difensore, l’avvocato Ivano Chiesa, ai microfoni della trasmissione Mediaset Mattino Cinque. “Tutti quanti ci aspettavamo che Fabrizio potesse tornare a casa dopo la sentenza positiva a suo favore o almeno che potesse andare ai servizi in comunità”, ha affermato il legale. Il magistrato di sorveglianza di Milano ha però respinto la richiesta. “Siamo tutti senza parole e sotto shock”, ha aggiunto Chiesa.

“Sta malissimo, si sente sequestrato”

“Come sta Corona? Malissimo”, ha aggiunto Chiesa. “Fabrizio è abbattuto e arrabbiato perché questo non se l’aspettava. Mi ha detto che vuole iniziare a fare lo sciopero della fame. Gli ho suggerito di ragionare, di non fare così ma lo conosco, ha un carattere molto forte ed è un uomo molto determinato. Secondo me lo farà e, quando lo farà, lo farà fino alla fine perché lui dice che ora si sente un sequestrato”.

Le motivazioni: “Ma non è un delinquente professionale”

Eppure solo ieri si era convinti che le cose potessero andare diversamente, nonostante non sia la prima volta che una richiesta del genere per Corona viene respinta. Il tribunale di Milano, infatti, “non ritiene di dover dichiarare Fabrizio Corona delinquente professionale” perché “la natura prettamente fiscale e le concrete modalità del reato per il quale l’imputato è stato giudicato colpevole non consentono infatti di ritenere, alla luce della ricostruzione complessiva dei fatti e della lontananza nel tempo delle condotte che hanno dato origine alle precedenti condanne, che egli viva abitualmente del provento dei reati”. Lo hanno scritto i giudici Guido Salvini, Andrea Ghinetti e Chiara Nobili nelle motivazioni della sentenza depositate nei giorni scorsi dopo il pronunciamento della sentenza, lo scorso 12 giugno.

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