Alzheimer e 21 settembre: la Coop finanzia 25 ricerche

Ogni volta che compri l’uva alla Coop contribuisci a finanziare la ricerca sull’Alzheimer, una delle malattie neurodegenerative più odiose, alla quale è dedicata la Giornata mondiale il 21 settembre di ogni anno. Seconda solo al Giappone per aspettativa di vita, la popolazione italiana è particolarmente colpita da questa patologia: assieme alle altre forme di demenza colpisce un milione e 200mila persone e minaccia di raddoppiare tra 5 anni. Salvo che la ricerca trovi il modo di rallentarne l’avanzata.

La campagna di Coop

A sostegno della ricerca sull’Alzheimer, che vede l’Italia in prima fila, Coop ha lanciato cinque mesi fa una campagna di raccolta fondi, che coinvolge tutti i consumatori e gli oltre 8 milioni e mezzo di soci. Negli oltre 1.100 punti vendita sparsi in Italia, si alternano i prodotti che sostengono la ricerca. Le piantine aromatiche, le albicocche, poi l’uva, l’olio, l’acqua e via così, seguendo la stagionalità dei consumi. Per ogni prodotto acquistato, Coop versa una quota alla ricerca. In questi giorni è il turno della piantina di erica.

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25 nuovi progetti
L’iniziativa si è dimostrata vincente. La vendita delle piantine aromatiche “solidali” è raddoppiata. E ha dimostrato l’efficacia di una campagna culminata nella assegnazione di 25 contratti di ricerca, del valore di circa 700.000 euro.

A coordinare assieme alla Coop i bandi e la rete dei nuovi progetti è la AIRAlzh, Associazione italiana ricerca Alzheimer, presieduta da uno dei maggiori esperti del settore, Sandro Sorbi, responsabile di Neurologia all’ospedale Careggi di Firenze e docente di Neurologia nell’ateneo fiorentino.

La ricerca in rosa: l’80% delle ricercatrici sono donne
Piacevolmente sorprendente è l’identità dei 25 ricercatori contrattualizzati in altrettanti centri di ricerca sparsi per l’Italia, da Catania a Trieste. Per l’80% sono donne (23), giovanissime, in alcuni casi rimaste in Italia proprio grazie all’ingaggio ottenuto con il sostegno della Coop, che ha garantito il finanziamento triennale. Soldi certi: il migliore antidoto alla “fuga dei cervelli”, che costringe i ricercatori a lasciare l’Italia.

Prevenire, curare, scoprire
C’è chi si dedicherà alla epidemiologia, chi alle connessioni tra sana alimentazione e Alzheimer, chi indaga genetica, chi la bioingegneria della demenza. L’obiettivo è arrivare a una diagnosi precoce e scoprire i meccanismi che sfociano in malattia.

Oltre a diffondere informazioni sui fattori di rischio modificabili. Sette sono quelli codificati come capaci di ridurre del 30% l’insorgenza di nuovi casi di demenza: ipertensione, dislipidemia (colesterolo alto), intolleranza al glucosio/diabete, sedentarietà, obesità, depressione, bassa scolarità (ovvero mancanza di esercizio cognitivo).

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Costi insopportabili: 800 miliardi di dollari
Il costo (monetizzabile) dell’Alzheimer nel mondo ha superato gli 800 miliardi di dollari: una cifra inaspettatamente enorme, se si considera che se ne spendono 900 miliardi per il cancro e 720 miliardi per le malattie cardiovascolari. In Italia, una famiglia con un malato di demenza sopporta un costo di almeno 22mila euro. Aggravato da una necessità di assistere il familiare così importante che nella metà dei casi esaminati costringe uno dei parenti a lasciare il lavoro.

Prevenire si può
Senza un’inversione di tendenza, si calcola che tra 20 anni una famiglia su 4 avrà un parente ammalato. Eppure, oltre che curare, molto si può fare indagando come prevenire l’insorgenza della patologia. Proprio l’aspetto su cui si focalizza il finanziamento della Coop per il 2016: i fattori di rischio (in particolare stile di vita e alimentazione), la diagnosi precoce e i biomarcatori.

Prevenire la malattia è una speranza perseguibile, come spiega il professor Sorbi: “Esiste una relazione, confermata da numerosi studi, tra l’azione dei fattori ambientali e lo stile di vita, e la possibilità di ammalarsi di Alzheimer”.

Il consumo consapevole: la condivisione dei valori
Oltre a fornire il finanziamento (1 milione e 800mila euro in tre anni per i soli contratti di ricerca e 100mila euro l’anno a sostegno dell’associazione AIRAlzh), Coop ha assunto un impegno coerente con la sua storia: diffondere l’educazione e la consapevolezza dei consumi.

“Siamo un insieme di cooperative che vogliono misurarsi anche con la condivisione dei valori”, dice Stefano Bassi, presidente di Ancc-Coop, che colloca il sostegno alla ricerca sull’Alzheimer nel filone delle iniziative Coop sui consumi consapevoli, come la lotta allo spreco alimentare e lo sfruttamento in agricoltura di lavoratori quasi sempre migranti.

Tre mesi di buona alimentazione
I prodotti Coop oggetto dell’iniziativa sono accompagnati dallo slogan “Non ti scordar di te” e potranno essere acquistati fino alla fine dell’anno. Si tratta sempre di alimenti utili nella sana alimentazione. Unica eccezione è la piantina di erica – viola come il colore assegnato all’Alzheimer dalle iniziative internazionali – proposta fino al 30 settembre. Poi, dopo le albicocche, il tonno e le piante aromatiche, si torna al cibo. U

Uva, acqua minerale, olio d’olivo protagonisti prossimi venturi

Uva, acqua minerale, mele, olio d’oliva biologico sono i protagonisti dei prossimi appuntamenti. E non a caso. Spiega Maura Latini, direttrice generale di Coop Italia: “Nella selezione dei prodotti con i quali veicolare l’iniziativa abbiamo scelto quelli che favoriscono una buona alimentazione e che sono oggetto di grandi volumi di vendite: in questo modo, pochi centesimi per prodotto diventano un contributo importante”.
Dalla vendita dei prodotti abbinati alla campagna, Coop potrebbe recuperare i 600mila euro versati ai ricercatori.

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