Barcellona: ucciso dalla polizia il killer della Rambla

Non è stato fermato, come aveva scritto La Vangiardia, ma ucciso in un conflitto a fuoco. Il killer di Barcellona Younes Abouyaaqoub è stato abbattuto dalla polizia catalana a Subirats: dopo le indiscrezioni della tv pubblica Rtve, la conferma arriva dall’agenzia spagnola Efe che cita fonti dell’antiterrorismo.

Le stesse fonti hanno aggiunto che Abouyaaqoub indossava una cintura esplosiva. Ma il particolare è tutto da verificare.

Secondo le prime notizie era stato fermato

Si rivelata non veritiera la notizia lanciata in precedenza dal giornale La Vanguardia, che aveva anche rivelato che si trattava di Younes Abouyaaqoub’ (nella foto in apertura, in una sequenza).
Intanto il bilancio ufficiale delle vittime degli attentati jihadisti di Barcellona e Cambrils la settimana scorsa è di 15 morti. Lo ha detto il ministro degli Interni catalano, Joaquim Font. La polizia ha infatti stabilito che Pau Perez, il giovane trovato morto all’interno di un’auto che aveva forzato un posto di blocco sulla Meridiana poco dopo la strage della Rambla, è stato ucciso proprio da Younes Abouyaaqoub, in fuga dopo l’attentato.

Identificate ufficialmente tutte le vittime

Tutte le 15 vittime degli attentati di Barcellona e Cambrils sono state identificate ufficialmente. Sono sette donne e otto uomini. Sei morti sono cittadini spagnoli, tre italiani, due portoghesi, uno belga, uno statunitense, uno canadese e uno con doppia nazionalità australiana e britannica, il piccolo Julian Cadman.

 

L’appello della sorella di Luca Russo (20 agosto)

“Non voglio che mio fratello diventi un numero fra tanti, deve cambiare qualcosa”: lo dice all’Agenzia Ansa Chiara Russo (nella foto in basso), la sorella di Luca, il giovane di Bassano del Grappa ucciso nell’attentato a Barcellona. “Non è questo il modo di vivere – aggiunge – dobbiamo avere la libertà di viaggiare, di conoscere il mondo. Spero che i ministri europei cerchino di difenderci, di salvaguardare questo nostro diritto”.

Chiara, che vive a Verona ed è tirocinante presso il polo chirurgico Confortini, riferisce di aver ricevuto ieri due telefonate dal ministro degli esteri Angelino Alfano.

“Al ministro – rivela – ho chiesto che gli organi e i tessuti di Luca possano essere donati e lui mi ha assicurato di aver già inoltrato la sollecitazione a Madrid.

 

 

Identikit dei due giovani italiani morti sulla Rambla

Chi erano le giovani vittime italiane dell’attentato di Barcellona? Bruno Gulotta, l’informatico di Legnano, quando era sulla Rambla ha appena fatto in tempo a mettere in salvo i figli prima di essere ucciso, secondo quanto ha riferito il titolare della società di Legnano in cui Gulotta lavorava, Pino Bruno.

“Bruno stava passeggiando con la moglie e i bambini”

Il datore di lavoro ha parlato con la moglie di Gulotta, Martina, 28 anni, che gli ha raccontato l’accaduto: “Stavano passeggiando sulle Ramblas con i due figli, Aria, di 7 mesi, nel passeggino, e Alessandro, di 6 anni, che il padre teneva per mano. Il van è arrivato all’improvviso. Tutti d’istinto si sono chinati, come a proteggersi”. Gulotta si è messo davanti ai figli, ed è stato travolto.

Gulotta, 35 anni, era responsabile marketing e vendite del sito specializzato in tecnologia Tom’s Hardware. Il sito dà la notizia (vedi immagine qui sopra) e oggi è listato a lutto.

 

L’appello della sorella di Luca

Luca Russo, la seconda vittima, abitava a Bassano del Grappa (Vicenza). Di Bassano anche la fidanzata, rimasta ferita. “Aiutatemi a riportarlo a casa. Vi prego”: è l’appello disperato che lancia via Facebook Chiara Russo, di Bassano del Grappa (Vicenza), la sorella di Luca, la seconda vittima italiana dell’attentato di Barcellona. Chiara posta diverse foto di giovani esanimi a terra, insieme ad una foto sorridente del fratello, la stessa che compare nel profilo Facebook del ragazzo.

 

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