All’Italia il 28% del Recovery, Conte: “Task force per le riforme”

L’Italia ottiene il 28% del Recovery Fund e Conte precisa subito che la costruzione di una task force per le riforme è la priorità, “perché dovrà partire al più presto”.

“Siamo al lavoro per elaborare un programma di rilancio incisivo che affronti anche i problemi storici dell’Italia e per far crescere gli investimenti” fra cui quelli “in infrastrutture, digitalizzazione”, risponde  il ministro Gualtieri a chi gli chiede come l’Italia spenderà i fondi decisi al Vertice Ue.

“Stiamo definendo un piano preciso e dettagliato già a ottobre per partire” con il piano di “rilancio dell’economia italiana” ha aggiunto.

Gualtieri ha sottolineato che “Il governo ne esce rafforzato” e il ” presidente del Consiglio Conte “ha giocato un ruolo decisivo” aggiungendo che “è stato un negoziato duro e difficile, ha prevalso non la posizione italiana ma la ragionevolezza e il diritto europeo”.

Una novità significativa

“Un’altra novità – ha proseguito il ministro dell’Economia – è che è passato un articolo che consente di anticipare il 10% delle risorse” del Recovery and Resilience facility come pre-finanziamento nel 2021 e un altro che consente di “considerare per questo progetto anche le spese fatte a partire da febbraio di quest’anno, purché coerenti con il programma generale, e questa è una novità assoluta”.

 

L’apprezzamento di Mattarealla

“Apprezzamento e soddisfazione per l’importante esito del Consiglio Europeo, che rafforza il ruolo dell’Unione e contribuisce alla creazione di condizioni proficue perché l’Italia possa predisporre rapidamente un concreto ed efficace programma di interventi”. Questo è quanto ha espresso il presidente Sergio Mattarella nel corso dell’incontro odierno al Quirinale con il premier Giuseppe Conte. Lo si è appreso da fonti del Quirinale.

L’accordo la notte scorsa

I leader europei hanno raggiunto, la notte scorsa, un accordo sul Recovery Fund e il Bilancio Ue 2021-2027 al termine di un negoziato record durato quattro giorni e quattro notti.

Lo ha annunciato il presidente del Consiglio Ue Charles Michel (nella foto sotto con Ursula von der Leyen). All’adozione delle conclusioni è seguito un applauso. Il Recovery Fund ha una dotazione di 750 miliardi di euro, di cui 390 miliardi di sussidi. Il bilancio è stato fissato a 1.074 miliardi.

Il premier al Quirinale

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto questa mattina al Quirinale il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte. È quanto si legge in una nota del Colle. Astdioso e sconfitto, invece, Salvini che ha annucniato conteggi per dimostrare che i soldi europei non ci saranno. Staremo a vedre, pr ora il leader della Lega, che aveva tifato contro l’intesa, è di nuovo sconfitto.

 

Conte: con 209 miliardi l’Italia può ripartire con forza

“Avremo una grande responsabilità: con 209 miliardi abbiamo la possibilità di far ripartire l’Italia con forza e cambiare volto al Paese. Ora dobbiamo correre”, ha detto premier Giuseppe Conte.

E ha aggiunto: “Siamo soddisfatti: abbiamo approvato un piano di rilancio ambizioso e adeguato alla crisi che stiamo vivendo – Abbiamo conseguito questo risultato tutelando la dignità del nostro Paese e l’autonomia delle istituzioni comunitarie”

 

Michel, ci siamo riusciti, l’Europa è solida e unita

“L’abbiamo fatto. Ci siamo riusciti. L’Europa è solida, è unita. È stato difficile”, ma “è stata una maratona che è finita con un successo per tutti. È un momento centrale nella storia dell’Europa. È la prima volta che rafforziamo insieme le nostre economie contro la crisi”, ha detto il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel.

Macron, giornata storica per l’Europa

“Giornata storica per l’Europa!”, esulta anche il presidente francese, Emmanuel Macron, su Twitter.

 

Gentiloni: un passo storico

“Il vertice infinito è finito con un’intesa”. Quella sul piano NextGenerationEu “è la più importante decisione economica dall’introduzione dell’euro”: scrive in un tweet il commissario Ue per l’Economia Paolo Gentiloni. “Per la Commissione che ha proposto il piano, comincia la sfida più difficile. L’Europa è più forte delle proprie divisioni”.

La seduta plenaria dopo le 22

È iniziata dopo le 22 la plenaria dei leader europei riuniti a Bruxelles nel quarto giorno del Consiglio europeo dedicato al Quadro finanziario pluriennale e al Recovery fund.

Lo riferisce il portavoce di Michel, precisando che il “presidente del Consiglio europeo ha “appena iniziato le discussioni nella plenaria con i 27”. L’ultima proposta di accordo di Charles Michel, se approvata, farebbe diminuire i sussidi per l’Italia di 3,84 miliardi rispetto alla proposta iniziale della commissione europea, mentre i prestiti aumenterebbero di 38,8 miliardi.

 

I soldi previsti per l’Italia

Nella proposta di Recovery fund presentata da Charles Michel all’Italia spetterebbero in totale 208,8 mld, di cui 81,4 miliardi di sussidi e 127,4 miliardi di prestiti.

Lo rendono noto fonti italiane, divulgando una tabella con i primi calcoli. La proposta iniziale prevedeva 173,826 miliardi totali, di cui 85,242 miliardi di sussidi e 88,584 miliardi di prestiti. Dunque l’aumento totale sarebbe di 34,974 miliardi, con un calo dei sussidi di 3,842 miliardi e un aumento dei prestiti di 38,816 miliardi

Un risultato difficile e insperato

Il premier Conte si appresta a festeggiare un risultato importante che arriva all’Italia da Bruxelles. Non è ancora finita, mal”ammontare complessivo del Recovery Fund nell’ultima proposta che il presidente del Consiglio europeo Charles Michel ha inviato alle delegazioni è di 750 miliardi, 390 miliardi di sussidi e 360 di prestiti.

I miliardi previsti per l’Italia tra sussidi e prestiti

La nuova composizione del Recovery fund porterebbe all’Italia 209 miliardi, di cui 82 di sussidi e 127 di prestiti. È quanto si apprende a margine del negoziato in Consiglio Ue. La cifra, viene spiegato, potrebbe ancora variare, perché si stanno facendo i calcoli sulla base della nuova proposta di Charles Michel.

Se venissero confermati i 209 miliardi, sarebbe una cifra superiore a quella della proposta iniziale della Commissione, che si fermava a 173.

Il bilancio europeo

Il bilancio europeo 2021-2027 nella nuova proposta messa sul tavolo dal presidente del Consiglio europeo Charles Michel resta a 1.074 miliardi di impegni. Aumentano i rebate per Danimarca, Germania, Olanda, Austria e Svezia.

Alla Danimarca andranno 322 milioni annui di rimborsi; alla Germania 3,671 miliardi; all’Olanda 1,921 miliardi; all’Austria 565, e alla Svezia 1,069 miliardi.

I primi spiragli nel pomeriggio

Spiragli di intesa al Verticve Ue sul Recovery Fund con l’Olanda che sembra apprezzare la bozza che il presidente Charles Michel dovrebbe presentare alle 17, dopo l’ultimo rinvio.

“Ora – dice il premier olandese Mark Rutte a margine dei lavori – c’è un ottimo testo di bozza” sul meccanismo del super freno d’emergenza, che riguarda la governance del Recovery Fund, e quindi il tema dell’attuazione dei piani nazionali delle riforme, “che ritengo stia lentamente guadagnando consenso”. “Sono davvero contento, perché questa è stata una condizione cruciale per noi – ha aggiunto – per essere in grado di costruire quel bilanciamento” tra prestiti e sovvenzioni.

 

Secondo l’Austria c’è un passo avanti

“I negoziati – ha detto il cancelliere austriaco Sebastian Kurz – non sono ancora finiti, ma possiamo essere molto soddisfatti di essere riusciti a ottenere una riduzione dell’importo totale, che era la nostra richiesta principale, un aumento degli sconti per l’Austria e la garanzia che investimenti e riforme saranno controllati. È davvero un ottimo risultato”.

Kurz ha riferito anche di “progressi sulla plastic tax” per le nuove entrate Ue “con cui finanziare il debito”.

 

Si riprende alle 16

 

Riprenderanno oggi alle 16 i lavori del Consiglio europeo sul Recovery fund, dopo il nulla di fatto anche ieri nella terza giornata del vertice di Bruxelles. “Michel proporrà una soluzione con una riduzione dei sussidi a 400 miliardi e 390 miliardi”, anticipa Conte. La soluzione da 400 “condurrebbe un maggiore sconto per i paesi che ne hanno diritto e quella da 390 un minore sconto”, spiega il premier.

Fonti italiane: passi avanti nel negoziato 

“Si è avanzato” su molti punti “ma ancora non si è chiuso”: riferiscono fonti italiane interpellate sul negoziato in corso al Consiglio europeo sul Recovery fund.

Al tavolo negoziale si sarebbero fatti progressi “poco a poco” e anche se ancora nessuno si sbilancia, il tentativo è chiudere un’intesa entro questa notte.

Pressing di 22 leader sui paesi Frugali 

I 22 leader che sostengono la proposta presentata ieri dal presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, in modo informale alle delegazioni e rigettata dai Frugali (Olanda, Svezia, Danimarca, Austria, Finlandia), stanno intervenendo al vertice Ue ricordando la gravità della situazione e sottolineando che non si può sempre chiedere di più. Si appende da fonti diplomatiche europee.

 

La trattativa ieri tra stop and go

 

Dalle 12 alle 16, prima. Poi alle 17,30 : è slittato due volte l’inizio dei lavori della sessione plenaria inizialmente prevista per le 12.Il presidente del Consiglio europeo Charles Michel è al lavoro per trovare una mediazione sulla dotazione di sovvenzioni del Recovery Fund.

L’obiettivo è riuscire a mettere nero su bianco, nella nuova proposta, una cifra che non scenda al di sotto dei 400 miliardi di euro.

Una delle ipotesi circolate era di 420 miliardi, ma per i Frugali (Olanda, Svezia, Austria, Danimarca) e la Finlandia, arrivati al vertice con una posizione di ‘sovvenzioni zero’, spiegano fonti diplomatiche europee, raggiungere quella soglia non sembra realistico.  Charles Michel ha incontrato la cancelliera tedesca Angela Merkel, il presidente francese Emmanuel Macron, il premier Giuseppe Conte insieme ai premier greco, spagnolo e portoghese e alla presidente della Commissione europea von der Leyen.

Lo riferisce il portavoce di Michel postando una foto dell’incontro e precisando che la sessione plenaria non riprenderà prima delle 16.

 

Una trattativa faticosa

 

La trattativa per il Recovery non si chiude. Si rivedranno a mezzogiorno.

“Oggi proseguiremo perché dobbiamo fare di tutto per chiudere. Rimandare questa partita non giova a nessuno” in Ue: afferma il premier Giuseppe Conte, al termine della seconda giornata di lavori del Consiglio europeo sul Recovery fund.

Nulla di fatto? “Assolutamente sì: la partita è ancora aperta. Ci sono punti specifici su cui stiamo discutendo anche animatamente”, continua il premier.

Il confronto a tratti è “anche duro”

.”Siamo tutti vincitori o siamo tutti sconfitti.Siamo tutti sulla stessa barca, non stiamo aiutando l’Italia ma consentendo a tutti di riparare i danni della pandemia: le economie sono integrate”. I leader si riuniranno di nuovo, oggi domenica 19 luglio, a mezzogiorno. Lo scrive il portavoce di Charles Michel su Twitter.

La fumata nera del primo giorno

Fumata nera il primo giorno al vertice fra i capi di Stato e di governo dell’Ue riuniti per cercare un accordo sul Recovery Plan e sull’Mff 2021-27 “in molti interventi il clima è quello della consapevolezza che dobbiamo assolutamente raggiungere un risultato. Purtroppo il risutato non c’è ma bisogna ancora lavorare oggi”: ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, apparso molto stanco, rientrando in hotel nella notte, al termine della prima giornata di lavori del Consiglio Europeo, a Bruxelles.

 

 

Conte: “Molti meriti di Angela Merkel”

Per Conte, “la Germania ha avuto un grande ruolo. Nel dibattito interno tedesco c’era molta contrarietà” a uno strumento fondato sul debito come il Recovery Plan.

“La leadership di Angela Merkel – ricorda il presidente italiano – ha avuto un grande ruolo per orientare il suo Paese verso questa soluzione. E Germania e Francia hanno proposto per primi, ufficialmente, i 500 mld di sussidi. La Germania sta giocando un ruolo importante, ma adesso abbiamo ancora dei dettagli sui quali metterci d’accordo”, sottolinea.

 

C’è ancora da lavorare

Ma “c’è ancora da lavorare” per arrivare ad un accordo sull’Mff 2021-27 e sul Recovery Plan, perché tra i capi di Stato e di governo dell’Ue “le divergenze ancora ci sono” (molte quelle dell’Olanda), afferma ancora Conte aggiungendo: “Stiamo parlando del Quadro finanziario pluriennale dei prossimi sette anni e di uno strumento innovativo come Next Generation Eu. Ci sono tanti aspetti tecnici da approfondire e delle divergenze che obiettivamente non siamo ancora riusciti a superare”.

 

Non va bene al’Italia…

La proposta di attivare una sorta di ‘freno d’emergenza’ per l’attuazione dei piani nazionali di ripresa e resilienza nel caso di mancanza di consenso tra i Paesi “non” va bene all”Italia. “Io stesso ho rappresentato, nonostante la generosità dell’impegno e dello sforzo” del presidente del Consiglio Europeo Charles Michel, “che è una proposta che non riteniamo spendibile”, fa sapere ancora il premier, annunciando di aver “avanzato una proposta italiana alternativa, ma abbiamo ancora bisogno di lavorare”.

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