Romanzi: leggerli aiuta la mente ad aprirsi e a capire il punto di vista altrui

Leggere romanzi, immedesimarsi nelle storie dei personaggi, apre la mente. Aiuta a capire meglio il punto di vista degli altri, rafforzando l’empatia. Quello che si è spesso sostenuto sembra trovare ora una conferma scientifica in uno studio dell’università di Toronto, su Trends in cognitive sciences.

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Effetti simili anche per fiction e videogiochi

Effetti simili si osservano anche guardando fiction con una trama appassionante o giocando con videogiochi con uno sviluppo narrativo coinvolgente. Gli studiosi hanno quindi revisionato studi precedenti e condotto esperimenti tesi a rilevare una maggiore empatia, un maggiore sforzo di comprensione del punto di vista altrui.

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Si attiva l’ippocampo

In particolare nella ricerca si fa riferimento a uno studio in cui è stato chiesto a delle persone, mentre erano sottoposte a risonanza magnetica, di pensare a frasi con immagini determinate (“un tappeto blu scuro”, “una matita a strisce arancioni”). “Sono bastate tre frasi di questo tipo per produrre il massimo di attivazione dell’ippocampo, area del cervello associata all’apprendimento e alla memoria”, spiega l’autore della ricerca Keith Oatley (nella foto sopra), “gli scrittori non hanno bisogno di descrivere scenari in modo dettagliatissimo per stimolare la fantasia: devono soltanto di suggerire delle scene”.

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