Fabrizio Corona forse insegnerà fotografia per “riabilitarsi”

Un selfie e una foto in palestra. Ieri e l’altro Fabrizio Corona ieri era “sconvolto, stanco, provato” per l’improvviso cambiamento di vita, oggi sta “meglio” e si sente finalmente “bene”. Poi il legale ha fatto trapelare la possibilità che Fabrizio Corona, per “riabilitarsi” insegni fotografia in una scuola destinata ai giovani.

È stata una telefonata telegrafica quella di ieri mattina tra Fabrizio Corona e Ivano Chiesa, uno dei suoi avvocati. Poche parole in cui l’ex re dei paparazzi, uscito dal carcere due giorni fa e ora affidato temporaneamente ad una delle comunità ‘Exodus’ di don Antonio Mazzi, a Lonate Pozzolo (Varese), parlando al telefono con il legale gli ha confidato: “Oggi mi sento meglio, sto bene”.

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Fabrizio in un’ottica diversa della vita

Corona, come ha spiegato il difensore, passata l’ondata emotiva per il cambiamento repentino di vita e anche “l’ondata mediatica da cui è stato travolto in questi due giorni, ora comincia ad entrare in u’ottica diversa di vita”.

E che stia decisamente meglio lo testimoniano le foto che ha pubblicato su diversi social network: il primo selfie con gli amici più stretti dopo l’uscita dal carcere di Opera (un’inquadratura nell’immagine dell’apertura) e la foto che lo ritrae in palestra ad allenarsi. “Buongiorno. Al lavoro sul corpo e sulla mente – ha scritto su Instagram, nella sua pagina Fabriziocoronareal, con l’hasthag ‘sipuede’. Inoltre dovrebbe avere già visto il figlio Carlos e la madre e da domani comincerà il programma terapeutico di recupero che l’ex fotografo dei vip deciderà con Don Mazzi e la sua squadra.

È fuori per una ragione tecnica

“La ragione per cui è uscito di prigione è puramente tecnica – ha tenuto a ribadire l’avvocato Chiesa – e non perchè, come alcuni hanno commentato, è un cittadino di serie A”.
Il giudice della Sorveglianza di Milano Giovanna Di Rosa, ha accolto, infatti, l’istanza presentata da Chiesa e dalla collega Antonella Calcaterra, una prima volta bocciata da un altro magistrato, e ha disposto l’affidamento in prova ai servizi sociali temporaneo, che dovrà essere confermato da un collegio di giudici. Affidamento che è stato concesso per una serie di ragioni, alcune tecniche e giuridiche, altre relative all’assenza di pericolosità sociale e al suo passato di tossicodipendenza”.

5 anni da scontare in comunità

In comunità sconterà la pena residua non sospesa – circa 5 anni – e si dovrà attenere ad una serie di prescrizioni: non potrà uscire ma potrà comunicare al telefono, anche se con alcune restrizioni e potrà vedere parenti e amici più stretti solo se autorizzati.

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