Addio a Pannella, il più “femminista” dei politici

È morto ieri mattina Marco Pannella. L’annuncio è stato dato poco dopo le 14. Marco aveva 86 anni, ma su molti temi era ancora “il più giovane” dei politici italiani. La notizia della morte è stata data in diretta da Radio Radicale, che mercoledì scorso aveva comunicato l’ultimo ricovero dell’anziano leader. All’annuncio ha fatto seguito la messa in onda del Requiem di Mozart.

Un grande via vai a casa Pannella

Negli ultimi tempi c’era stato un grande viavai nella casa romana di Pannella, prima del ricovero in clinica del 18 maggio. Erano i militanti radicali che arrivavano da tutta Italia, i suoi amici di sempre (come Rita Bernardini) e tutta la “famiglia radicale” che lo ha accompagnato in questi anni, ma non solo.

Secondo fonti mediche negli ultimi giorni le sue funzioni vitali erano peggiorate al punto che è stato ritenuto opportuno il trasferimento in clinica.

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Le tante visite in via Panetteria

A varcare la soglia di via Panetteria o a farsi sentire al telefono sono stati  anche i principali personaggi politici italiani: tutti a salutare e in qualche modo a rendere omaggio al leader radicale molto malato (da anni combatte contro due tumori) e da qualche settimana chiuso in casa in condizioni fisiche sempre più precarie.

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I primi sono stati Renzi e Giacchetti, poi Berlusconi e gli altri…

Il primo è stato il presidente del Consiglio Matteo Renzi accompagnato dal candidato sindaco di Roma per il Pd Roberto Giachetti (militante radicale dentro al Partito democratico), poi a seguire sono arrivati Silvio Berlusconi (con cui Pannella è stato anche alleato politico per due volte, anche se per breve tempo) accompagnato dal fedele Gianni Letta e da Antonio Tajani. E poi ancora Fausto Bertinotti e le telefonate di Beppe Grillo, di Giorgio Napolitano e dell’attuale Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

 

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Dal divorzio alla libertà di cura
Un vero e proprio tributo, al di là delle distanze personali e politiche, a un protagonista della storia repubblicana di questo Paese, interprete delle principali battaglie per affermare in Italia i più importanti diritti civili.

Battaglie che spesso i Radicali hanno capito e intrapreso prima degli altri, prima anche dei partiti della sinistra ideologicamente più vicini a certi valori. Quelle vinte, come sul divorzio e sull’aborto o più recentemente sulla procreazione assistita (seppure grazie ai ricorsi alla Corte Costituzionale) e quelle ancora da portare a termine o vinte solo a metà: quelle sul diritto alla libertà di cura e al rifiuto dell’accanimento terapeutico, attraverso l’Associazione Luca Coscioni, quella per la libertà di ricerca scientifica, quella per i diritti dei detenuti e contro il sovraffollamento delle carceri, quella sulla liberalizzazione delle droghe leggere.

 

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Scioperi della fame e referendum
Campagne per cui Pannella, nel bene (per chi ne ha apprezzato l’abnegazione totale) e nel male (per chi, specie negli ultimi tempi, ci ha visto una forma di ricatto morale) ha spesso messo in gioco il suo corpo e la sua salute facendo dello sciopero, della fame e della sete, il tratto distintivo della sua battaglia politica.

Digiuno e referendum. Innumerevoli quelli proposti dai Radicali, da quello nel 1981 per eliminare dalla legge sull’aborto ogni restrizione all’accesso all’interruzione di gravidanza (la legge votata dal Parlamento nel 1978 era considerata troppo restrittiva dai Radicali), a quelli contro la caccia e contro il nucleare o a quello vinto con Mario Segni nel 1993 sulla legge elettorale che ha sancito il passaggio dal sistema proporzionale a quello maggioritario e l’inizio della cosiddetta Seconda Repubblica.

La battaglia per la procreazione assistita
Più recentemente, nel 2005, si ricorda quello per abrogare in tutto o in parte la legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita (Pma). Cinque quesiti che miravano a garantire, tra l’altro, la fecondazione artificiale non solo alle coppie sterili ma anche a quelle affette da patologie geneticamente trasmissibili, ad eliminare il limite di poter ricorrere alla Pma solo in assenza di  altri metodi terapeutici sostitutivi, e a ristabilire il numero di embrioni da impiantare (fissato dalla legge imprescindibilmente a tre).

 

Quando vinse l’astensionismo

In quell’occasione, complice una crescente disaffezione degli italiani verso lo strumento referendiario e una forte campagna della Chiesa e del mondo cattolico per l’astensionismo, i quesiti non raggiunsero il quorum. La battaglia radicale contro una legge definita “oscurantista” è continuata allora nella aule dei Tribunali, appoggiando legalmente il ricorso di molte coppie sterili, e da qui alla Corte Costituzionale che con decine di pronunciamenti ha eliminato uno dopo l’altro i principali paletti e limiti imposti dalla legge. Alle coppie italiane con problemi di sterilità è stato così restituito il diritto a procreare.

Ecco una delle tante apparizioni dissacranti di Pannella.

Nella prima foto: Pannella, con Renzi e Giachetti. Nella seconda: Pannella ai tempi della campagna per il divorzio. Nella terza: una manifestazione di donne a favore della legalizzazione dell’aborto.

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