Brighton-Bologna: andata e ritorno (felice)

Di ritorno da dieci giorni in Italia, mi trovo di nuovo qui in Inghilterra (dove passerò i prossimi due mesi) con un tempo a dir poco meraviglioso e assolutamente non simile allo stereotipo del meteo tipico britannico.

Mi sembra di aver lasciato casa mia e l’aeroporto di Bologna qualcosa come due anni fa, quando di fatto parliamo di otto giorni neanche. Il fatto è che sembrano due vite così diverse e separate. Come se questi sei mesi di studio qui fossero un frammento di vita esterno incollato all’interno della mia normale esistenza da adolescente italiana.
Temevo sarebbe stato molto più complicato ritrovare il mio equilibrio qui, invece mi sto ricredendo. Temevo che dopo dieci giorni in vacanza nel luogo dal quale sono sempre partita per andare in vacanza (sembra uno scioglilingua) sarebbe stato tutto più strano.

Soprattutto perché in quei dieci giorni non ho vissuto la vita reale che di solito vivo nel contesto italiano: non andavo a scuola, ho visto tantissime persone che non vedevo da mesi, ero sempre in giro, ogni incontro era una festa e c’erano la mia mamma e il mio papà veri a cucinare per me un sacco di verdura e non fagioli e patate inglesi ogni giorno come la mia “famiglia” inglese.

Per cui ho pensato: “Inconsciamente avrò aspettative più alte e di conseguenza farò fatica ad adattarmi di nuovo a quello che prima mi calzava a pennello”.
Beh, posso finalmente confermarvi che a volte le donne si fanno tanti, ma tanti, “viaggi|” e problemi mentali assolutamente non esistenti.

Sto benissimo come prima, va tutto alla grande e nulla di tutto ciò che avevo immaginato e che mi aveva tormentato per giorni è successo.

È bastata una lunga, molto lunga, dormita.

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