“Seduto su una polveriera”: alle 21.10 il doc di RaiStoria su Marcello Torre (il promo)

Il 23 novembre 1980, un terremoto violentissimo sconvolse gran parte del Sud Italia, facendo quasi 3.000 vittime e causando 280.000 sfollati.

A essere colpito anche Pagani, un grosso centro dell’agro nocerino-sarnese, nel salernitano, dove in quei giorni è sindaco l’avvocato Marcello Torre.

Torre è in mezzo alla gente la notte della scossa, a coordinare i primi soccorsi, e sarà in prima linea per i giorni successivi al sisma. Si opporrà fermamente alle infiltrazioni criminali negli appalti per la ricostruzione e il suo impegno civile e contro la criminalità organizzata gli costerà caro: sarà ucciso l’11 dicembre 1980, neanche un mese dopo il terremoto, da uomini legati al boss della camorra Raffaele Cutolo.

Qui potete vedere il promo del documentario.

Il doc “Seduto su una polveriera”

Una vicenda ricostruita dal doc Seduto su una polveriera – Storia di Marcello Torre”, di Alessandro Chiappetta, con regia di Alessandra Bruno, in onda martedì 21 marzo alle 21.10 su Rai Storia, canale 54 del Digitale terrestre, per il ciclo “Diario Civile”, con un’introduzione del Procuratore Nazionale Antimafia, Franco Roberti.

Il “torto” del sindaco onesto assassinato

Il torto di Marcello Torre era quello di non voler “gonfiare” le cifre dei senzatetto impedendo di fatto l’arrivo di cospicui finanziamenti alle imprese. “Non siamo l’Africa – diceva – abbiamo bisogno di tecnici per far rientrare i cittadini delle case, non di soldi e beni di prima necessità”.

Torre era un avvocato conosciuto e apprezzato, che difendeva anche boss della camorra invisi a Cutolo e questo suo incarico ha portato gli inquirenti, per lungo tempo, su una strada sbagliata, pensando a un delitto di stampo camorristico. Invece, come i processi hanno dimostrato, Torre fu ucciso per il suo impegno contro la camorra e il malaffare politico che gravitava attorno ai clan salernitani e napoletani.

Aveva detto più volte di essere in pericolo

Il sindaco aveva più volte fatto capire di essere in pericolo per aver annunciato appena eletto che avrebbe governato in modo indipendente, senza lasciare entrare in Comune affaristi e uomini legati ai clan.

“Sono seduto su una polveriera”, disse in più di una occasione. A ricordare la sua figura e il suo percorso di avvocato, di sindaco e di uomo, la figlia Annamaria, lo storico Isaia Sales, suo amico e avversario politico sulla scena di Pagani, lo storico Marcello Ravveduto, i giornalisti Rocco Di Blasi, Fabrizio Feo e Luigi Di Fiore.

Il Procuratore Antimafia e l’ipotesi del delitto politico

Nell’introduzione del documentario il Procuratore Nazionale Antimafia, Franco Roberti, che ha sempre sostenuto che l’omicidio di Marcello Torre è un delitto politico: “L’azione e l’opera di Marcello – ha affermato in occasione di una cerimonia in ricordo di Torre, nel 2015 – ci impongono di continuare a sperare di poter verificare la fondatezza o meno dell’ipotesi di una pista politica per  questo omicidio”.

 

 

 

Le notizie del 10 dicembre 2016

Il contesto è quello dell’Associazione Marcello Torre e di Libera, l’associazione contro le mafie di don Luigi Ciotti. E al “sindaco gentile”, ucciso dalla camorra a Pagani (Salerno) l’11 dicembre 1980, sono dedicati due eventi, uno che contiene l’altro. Il primo è la presentazione di un libro scritto dal docente universitario Marcello Ravveduto che si intitola proprio “Il sindaco gentile. Gli appalti, la camorra e un uomo onesto. La storia di Marcello Torre (Melampo, 287 pagine, 15 euro, sotto la copertina). Il secondo, invece, il Premio nazionale per l’impegno civile, dedicato alla memoria del primo cittadino campano.

a-libro-ravveduto

La presentazione del libro

Per quanto riguarda la presentazione del volume, l’appuntamento è per oggi, venerdì 9 dicembre 2016. Si parte alle 17 a Salerno, ospiti della Sala Bottiglieri di Palazzo Sant’Agostino, dove ci saranno, oltre a Ravveduto, il senatore Alfonso Andria, che presiede e coordina, Vittorio Salemme della Società salernitana di storia patria, Gigi Di Fiore, inviato del quotidiano Il mattino e un altro docente universitario, Alfonso Conte. Con loro partecipano Annamaria Torre (nella foto sotto) di Libera Memoria e figlia di Marcello.

a-annamaria-torre

Il dibattito sull’informazione

Il secondo, il Premio, invece si articola su altri 2 giorni, fino 12 dicembre, avendo per l’edizione 2016 come focus l’informazione. Per domenica 11 dicembre, alle 17.30, si parlerà infatti di un tema delicato, “Il racconto delle mafie oggi: la ricerca della verità e il rischio della retorica”, con i giornalisti Domenico Iannacone, autore e conduttore della trasmissione di Rai 3 “I dieci comandamenti”, Toni Mira, capo redattore dell’Avvenire, e Rino Giacalone (sotto), direttore del portale d’informazione “Alqamah”. Alle 19.30 sarà poi presentato il progetto editoriale de “Il nuovo piccolo giornale”, che riporterà in vita “Il piccolo giornale”, il periodico fondato da Marcello Torre nel 1970.

a-giacalone

Gli attestati al merito e alla memoria

Infine lunedì 12 dicembre è il giorno del conferimento del Premio a Iannacone, Mira e Giacalone. Un attestato di merito va ad Antonio Centore, procuratore aggiunto presso la procura della Repubblica di Salerno, mentre gli attestati alla memoria quest’anno ricorderanno Dino Gassani e Giuseppe Grimaldi, vittime innocenti della camorra, e Aldo Moro, vittima innocente del terrorismo. A ritirarli, i loro familiari.

Authors

Pubblicità

Articoli collegati

Commenti

Alto