Bonus mamma 2017, il ministro: “In arrivo”, ma non dice quando

“Chi ha maturato il diritto al bonus in questi mesi potrà conseguire il sostegno”. Lo afferma il ministro della Famiglia, Enrico Costa (nella foto sotto). Ma si tratta di una rassicurazione generica, dato che al momento il titolare del dicastero non è in grado di fare tempi alle neomamme che hanno partorito (o adottato) un bambino dopo il 1 gennaio 2017. Ma di chi è la colpa?

Le “colpe” di Inps e istituzioni

Un po’ dell’Inps, secondo Costa, che non ha ancora risposto nonostante i ripetuti solleciti e che non deve dare vita a “nessuno scaricabarile sulla pelle dei cittadini”. Un altro po’ del “dipartimento della Famiglia e del ministero del Lavoro che hanno fornito tutto il supporto necessario per emanare la circolare operativa” senza tuttavia a far partire l’erogazione del contributo una tantum di 800 euro.

“Abbiamo fatto i salti mortali”

“Abbiamo fatto i salti mortali per fornire all’Istituto di previdenza la collaborazione che chiedevano, un’interlocuzione costruttiva”, aggiunge Costa replicando all’Inps secondo cui le indicazioni ricevute sono confuse: “Il tetto Isee non è mai stato contemplato per questo intervento. Abbiamo sempre detto che la misura sarebbe stata universale, per tutte le mamme, senza limiti reddituali. A fine gennaio c’erano già tutte le condizioni per costruire il percorso di attuazione”.

Scompare il “Bonus mamma 2017”: all’Inps non sanno come erogarlo (video), le notizie del 20 marzo 2017

Il Bonus “mamma futura”? Dopo tanta propaganda governativa, in realtà è ancora avvolto nelle nebbie, come documenta un’inchiesta video di Repubblica.

Dopo che il 27 febbraio l’Inps ha fatto conoscere i requisiti generali per ottenere il contributo, non sono ancora state rese note le modalità per presentare la domanda online.

 

 

“Non so come si fa”, dice il call center dell’Inps

“Non so quando usciranno le modalità, è la terza persona a cui dico la stessa cosa oggi”, risponde a Repubblica l’impiegata dell’Inps di uno sportello di Roma a cui si è rivolto il quotidiano.

E l’impiegata prosegue: “Avevamo chiesto di poter accettare intanto le domande cartacee, ma ci hanno detto di no”.

 

“Si faccia fare un prestito per la carrozzina”

Inoltre, spiegano dal call center dell’Inps, “Quando usciranno le modalità, verranno presentate tantissime domande e quindi serviranno dai trenta ai sessanta giorni per erogare il pagamento”. Conclude l’operatore dell call center: “Lei è all’ottavo mese di gravidanza? Faccia conto che il bonus non ci sia. Per la carrozzina se può attendere bene, se no quando poi riceverà il contributo, restituirà i soldi a chi glieli ha prestati, non ne ho idea.

QUI IL VIDEO DELL’INCHIESTA DI REPUBBLICA.

Le notizie del 2 marzo, quando sembrava imminente

Bonus mamma domani 2017: ci sono le regole per ottenere gli 800 euro per i bambini nati a partire dal 1° gennaio scorso, come definito dalla legge di stabilità 2017. Accade con la circolare pubblicata dall’Inps che definisce criteri e modalità per richiedere il bonus già a partire dal settimo mese di gravidanza. Secondo quanto stabilisce l’istituto di previdenza, il beneficio va anche alle donne che hanno partorito prima dell’ottavo mese di gestazione.

Adozioni e affidamenti

Del bonus mamma possono beneficiare anche i genitori che hanno adottato un bambino con una procedura sia nazionale che internazionale e che hanno un piccolo in affidamento preadottivo nazionale.

Chi ne ha diritto

Gli 800 euro arriveranno in un’unica soluzione a prescindere dal numero dei figli biologici o adottati. Le donne beneficiarie sono le cittadine italiane e comunitarie residenti in Italia. Sono comprese anche le mamme di nazionalità extracomunitaria in possesso dello status di rifugiato politico e protezione internazionale. Lo stesso vale per chi ha un permesso di soggiorno Ue per soggiornanti di lungo periodo o di una delle carte di soggiorno per familiari di cittadini europei.

Come presentare la domanda

Per quanto riguarda le modalità di presentazione della domanda, a questa va allegata la certificazione sanitaria rilasciata dal medico specialista del Servizio sanitario nazionale che attesta la data presunta del parto. Se questo è già avvenuto, la mamma autocertifica la data in cui ha avuto il bambino e le generalità del neonato.

Sentenze e provvedimenti

In caso di adozione o affidamento preadottivo, per accelerare i tempi è meglio allegare la sentenza definitiva di adozione o il provvedimento di affidamento preadottivo. Nel caso non lo si faccia, allora va indicata la sezione del tribunale, la data di deposito in cancelleria ed il relativo numero.

Documenti di soggiorno

Infine per le donne non comunitarie, non occorre allegare i documenti di soggiorno, ma ne vanno dati gli estremi in modo che l’Inps possa compiere le relative verifiche.

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