Microonde: è comodo o pericoloso? I pro e i contro

Meno energivoro e considerato da molti ideale per preparare il pasto in pochi minuti, scaldare o scongelare i cibi, il forno a microonde continua a suscitare forti timori, per il sospetto che possa risultare nocivo per la salute. Il tema è molto dibattuto. E riguarda l’impatto delle radiazioni, la mutazione degli alimenti e la migrazione di sostanze tossiche dal contenitore al cibo.

Il microonde fa male alla salute?

Vi sono studi scientifici, ricerche e dibattiti, secondo i quali il forno a microonde va evitato. In particolare si temono gli effetti che produce durante il funzionamento, visto che questo elettrodomestico produce un campo magnetico, come i telefoni cellulari, per intenderci.
Tra i vari studi che lo sconsigliano ce ne è uno degli anni ’90 sugli effetti sul sangue umano prodotti dal consumo di alimenti cotti a microonde. La ricerca evidenziò gravi effetti, come la riduzione dei livelli di emoglobina, un aumento dell’ematocrito, di leucociti e colesterolo, però non fu mai pubblicata su una rivista scientifica, perché non era stata condotta secondo i criteri richiesti per la validazione.

Le radiazioni non provocano il cancro

Le istituzioni sanitarie, come sappiamo, non sconsigliano l’uso di questo elettrodomestico. E l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, la Iarc, nel 2011 si è pronunciata, precisando che le radiazioni impiegate dal microonde sono non ionizzanti, quindi non causano cancro, e non producono effetti nocivi nel normale utilizzo. A livelli di esposizione più alti, ovviamente, le stesse radiazioni (o campi elettromagnetici) producono effetti biologici come il riscaldamento dei tessuti umani.

 

Ma bisogna usare il forno come indicato dal produttore
Le rassicurazioni sulla innocuità del microonde ovviamente valgono se gli apparecchi sono usati come indicato dal produttore e realizzati nel rispetto delle norme sulla schermatura e l’isolamento delle onde emesse. Per maggiore precauzione si può mantenere una distanza di un metro dal microonde, specie se l’apparecchio è vecchio e si può temere una riduzione dell’efficacia isolante delle guarnizioni, mutuando il consiglio della Iarc per i telefonini, che però teniamo incollati alla testa, a volte erroneamente troppo a lungo.

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Cosa succede agli alimenti cotti con il microonde?
La cottura dei cibi avviene per effetto delle microonde emesse all’interno dell’apparecchio, che investono il cibo attivando il movimento delle molecole (acqua, grassi e altre sostanze) che lo compongono. Proprio lo scontro tra molecole genera l’energia, quindi il calore, che riscalda ciò che è stato posto nel forno, solidi o liquidi, con la particolarità di scaldare dall’interno verso l’esterno. Il primo rischio, mangiando un alimento cotto nel microonde, è infatti di scottarsi, immaginando che la temperatura sia uniforme, mentre invece è più alta all’interno che all’esterno dell’alimento.
Sugli effetti prodotte dalle microonde sugli alimenti esistono considerazioni varie e discordanti. Una ricerca negli anni 90 associava persino effetti nocivi al consumo di cibi cotti con le microonde, altre invece evidenziano il minore impatto su alcuni nutrienti, che resterebbero nell’alimento più di quanto avviene con altri tipi di cottura grazie alla ridotta durata, alla minore temperatura di cottura (sui 100 gradi centigradi) e alla mancata dispersione dei nutrienti nell’acqua.

 

È meno efficace contro le intossicazioni alimentari
Di sicuro, proprio a causa della ridotta temperatura di cottura, il microonde è meno efficace contro le intossicazioni alimentari, in agguato se si consumano cibi conservati male, per esempio gli avanzi, perché il calore cui sono sottoposti è insufficiente a disattivare eventuali batteri patogeni.

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I contenitori da non usare
Sui rischi correlati al tipo di contenitore in cui cuocere nel microonde, invece, non c’è dubbio. È necessario usare soltanto materiali idonei a questo apparecchio, altrimenti le sostanze tossiche presenti nel contenitore migrano nel cibo.
Vanno bene i piatti in ceramica bianchi, senza decorazioni, e il pirex. Se si preferisce la plastica è necessario verificare che sia presente il simbolo che ne certifica l’idoneità: tre onde stilizzate, a volte con l’indicazione dell’energia massima (per esempio 400 watt) e con la precisazione (No Lid) di non usare anche il coperchio eventualmente fornito con il contenitore.
Non sono indicati i contenitori in metallo, né quelli in comune plastica, perché assieme al cibo mangeremmo sostanze tossiche. Alcune impiegate per realizzare la plastica sono classificate come interferenti endocrini, e aumentano il rischio di cancro al seno e di altri gravi squilibri del sistema ormonale.

Il microonde fa risparmiare sulla bolletta?
Il microonde fa consumare meno energia in confronto al forno elettrico, anche perché riduce i tempi di cottura. Tuttavia, in termini di efficienza non è esattamente un campione, visto che trasforma in “calore utile” solo una parte dell’energia elettrica assorbita, circa il 70%, mentre il 30% circa viene consumato dalla lampadina, dalla rotazione del piatto, dal funzionamento del tubo che emette le onde (il magnetron) e dalla ventola di raffreddamento. In pratica, quando si imposta la cottura a 700 watt, in realtà l’apparecchio consuma circa 1.100 watt, che possono salire fino a 1.500 se si attiva anche il grill (nei modelli che lo hanno).
L’etichetta energetica che siamo abituati a confrontare nei punti venta al momento della scelta dei grandi elettrodomestici, peraltro, in questo caso non è presente. Come per i forni elettrici più piccoli la normativa europea che dal 1998 impone ai produttori di specificare i consumi degli apparecchi non include i forni a microonde.
Se si volesse misurare con precisione il consumo reale sarebbe quindi necessario mettere tra la spina e la presa un comune contawatt.

Qui trovate un accurato confronto tra forno a microone e forno elettrico, per qunato riguarda i consumi.

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L’argomento microonde verrà affrontato stamattina a Mi Manda Rai 3, la trasmissione condotta da Elsa Di Gati (nella foto qui sopra).

Il programma inizia alle 10, il tema microonde dovrebbe essere affrontato intorno alle 10,50.

Per Consumatrici.it partecipa Marta Strinati, l’autrice di questo articolo.

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