Centro-destra al Quirinale, chiede le elezioni a Mattarella

Centro-destra xcon tutte le sue componenti al Quirinale oggi pomeriggio, “Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Antonio Tajani hanno manifestato al Presidente della Repubblica – a nome dell’intero centrodestra – la grande preoccupazione per la condizione dell’Italia: mentre emergenza sanitaria ed economica si abbattono su famiglie e imprese, il voto di martedì ha certificato l’inconsistenza della maggioranza. È convinzione del centrodestra che con questo Parlamento sia impossibile lavorare.

Il centrodestra ha ribadito al Presidente la fiducia nella sua saggezza”: si legge in una nota congiunta.

 

La nota di Di Maio e il caso Cesa

“In queste ore siamo al lavoro per un consolidamento della maggioranza” ma “con la stessa forza con cui abbiamo preso decisioni forti in passato, ora mi sento di dire che mai il M5S potrà aprire un dialogo con soggetti condannati o indagati per mafia o reati gravi. È evidente che questo consolidamento del Governo non potrà dunque avvenire a scapito della questione morale, dei valori che abbiamo sempre difeso e che sono fondanti del progetto 5 Stelle”. Lo scrive il ministro Luigi Di Maio su Fb mentre sono in corso le indagini della Dda di Catanzaro che vedono coinvolto il segretario dimissionario dell’Udc Lorenzo Cesa.

“In queste ore drammatiche, con una crisi di governo in piena pandemia per colpa degli egoismi di qualcuno – prosegue Di Maio – il M5s sta lavorando duramente per assicurare stabilità al Paese. Siamo stati e continuiamo ad essere il baricentro del Governo. Per anni abbiamo sentito parlare di un ritorno al bipolarismo, ma se c’è qualcuno che nei momenti più bui ha tenuto in piedi l’Italia è stato proprio il M5s. Quelle forze che per anni si sono riempite la bocca con la necessità di assicurare solidità economica e sviluppo sociale si sono infatti dimostrate poi le più egoiste: vedi Matteo Salvini, vedi Matteo Renzi”. Quanto ad un possibilità di ritornare al voto il ministro risponde:”Non e’ una mia apprensione”.

 

 

Il giorno dopo aver incassato la fiducia anche dal Senato, il premier Conte riunisce le forze di governo a Palazzo Chigi per fare il punto e, alla fine del vertice, si spiega in una nota unitaria che è emersa la volontà di andare avanti con il rafforzamento della maggioranza.

“Avanti con il percorso di rafforzamento della maggioranza e di scrittura del nuovo patto di legislatura”, avrebbero concordato i capi delegazione e i leader dei partiti di governo, nel vertice in videoconferenza con ilpremier Giuseppe Conte che è andato al Quirinale L’incontro è stato “interlocutorio”, durato circa 50 minuti e aveva  l’obiettivo, si è appreso, di riferire al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, gli sviluppi della crisi politica dopo il voto di fiducia di ieri.

“Accelerare in quella parte di attività di governo che è stata rallentata dagli steccati, spesso pretestuosi, alzati dalle ministre di IV per dare risposte ancor più efficaci al Paese”.

Questa, secondo fonti di primo piano del Movimento 5 Stelle, è una delle priorità emerse durante il vertice di maggioranza. Un’accelerazione, si spiega “che l’Esecutivo è in grado di mettere in campo a maggior ragioneadesso che non c’è più il peso dell’ostruzionismo interno di Renzi”.

 

Le richieste del centro-destra, domani Salvini e Meloni al Quirinale

 Intanto anche il centro-destra si è riunito e ha annunciato l’intenzione di appellarsi al Colle. “Il Paese non può restare ostaggio di un governo incapace, arrogante e raccogliticcio. Si tratta di una minoranza di governo che continua la sfacciata e scandalosa compravendita di parlamentari e che non si fa scrupoli a imbarcare chi, eletto col centrodestra, ha tradito l’impegno preso con gli elettori. Il centrodestra intende rappresentare al Presidente della Repubblica il proprio punto di vista sulla situazione che è ormai insostenibile”, si legge in una nota congiunta del centrodestra al termine del vertice. Nella quale si aggiunge: “Nonostante le forzature del governo e le continue scorrettezze, nonostante una pretesa autosufficienza che non esiste, il centrodestra non intende privare le famiglie e le aziende italiane degli aiuti necessari in un momento così drammatico: per questa ragione, come annunciato, voterà compatto lo scostamento di bilancio”.

Domani pomeriggio i leader di Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia saranno ricevuti dal capo dello Stato, Sergio Mattarella.

 

Via libera allo scostamento di Bilancio alla Camera e al Senato

Via libera dell’Aula della Camera alla risoluzione di maggioranza che autorizza lo scostamento dal pareggio di bilancio. I voti a favore sono stati 523, tre contrari (di Azione-Più Europa), due gli astenuti. In base alla Costituzione era richiesta la maggioranza assoluta dei componenti dell’Assemblea, pari a 316 voti.

Anche al Senato è passato il sì allo scostamento.

 

Crisi semi-proclamata

Crisi di governo semiproclamata. È in corso a Palazzo Chigi, secondo quanto si apprende, una riunione di maggioranza con il premier Giuseppe Conte. Sarebberoo collegati online i capi delegazione e i leader dei partiti. All’incontro, che non viene confermato dalle fonti ufficiali, dovrebbero essere presenti Nicola Zingaretti e Dario Franceschini per il Pd, Vito Crimi e Alfonso Bonafede per il M5s, Roberto Speranza per Leu.

Dopo il vertice, verso le 18,30, è annunciato l’arrivo di Conte al Quirinale per informare il presidente Mattarella degli sviluppi della situazione politica,

Poco dopo le 19,15 il premier ha lasciato il Quirinale. Si attende un comunicato.

 

Dopo la fiducia nuovi problemi

Il governo Conte ottiene la fiducia al Senato. Alla fine ci sono 156 voti a suo favore e 140 per l’opposizione, con Italia viva astenuta. A favore anche Maria Rosaria Rossi, fino all’anno scorso vicinissima a Berlusconi, e Andrea Causin, senatore di Forza Italia.  Dopo il caso di Renata Polverini, scoppia in particolare quello della senatrice azzurra Rossi, considerata fedelissima di Silvio Berlusconi che ha votato la fiducia insieme al collega forzista Andrea Causin. Antonio Tajani li scomunica: “Sono fuori da Forza Italia, ma la Rossi era nota per essere vicinissima a Silvio Berlusconi. Sedici voti sono andati agli astenuti di Renzi.

Per Maria Rosaria Rossi si tratta di una defezione che ha del clamoroso, destinata a far discutere all’interno e fuori dal partito. Uno strappo che coglie di sorpresa i vertici di Fi, inaspettato fino ad ora, mentre l’addio di Causin era nell’aria da qualche giorno e la sua assenza dell’Aula sin da stamane non aveva fatto altro che destare sospetti.

“Ho riscontrato nell’intervento del Presidente Conte la volontà forte di apertura di una nuova stagione politica e di ripensare, in modo più incisivo ed efficace l’azione del Governo soprattutto per il contrasto alla pandemia”, dice Causin dopo il voto. “Nel momento in cui, sarebbe più facile e comodo fuggire dai propri doveri, stare defilati ed attendere gli eventi, ho deciso di fare un passo avanti. Il mio ‘sì’ alla fiducia vuole essere un contributo ad aprire una stagione politica nuova in un paese dove in soli 8 mesi, i bisogni e le questioni sociali sono radicalmente mutate”, sottolinea.

 

Situazione difficile

Oggi Conte sarà al Colle per illustrare le sue prossime mosse, volte a rafforzare un governo uscito più fragile dal voto di ieri a Palazzo Madama. La situazione politica è complessa anche vista dal Quirinale. Si parla di un possibile Conte ter, dopo le dimissioni dell’attuale governo. Ma il voto di ieri non induce all’ottimismo gli amici del premier, a meno di sorprese.

 

Due voti in extremis

Niente maggioranza assoluta in Senato ma156 voti favorevoli alla fiducia consentono al governo di andare avanti, per il momento.

Il verdetto dell’Aula di Palazzo Madama arriva segnato dalla polemiche. Il presidente Casellati blocca il voto: l’ex 5S Ciampolillo e Nencini arrivano sul filo e riescono a votare, a sostegno del governo, solo in extremis. Protestano Lega e FdI, che annunciano si appelleranno al Colle. Italia Viva conferma l’astensione, in segno di “disponibilità”, seppure a tempo, a discutere ancora con la maggioranza.

 

Conte: “Ora consolidare la maggioranza”

“Il Governo ottiene la fiducia anche al Senato. Ora l’obiettivo è rendere ancora più solida questa maggioranza. L’Italia non ha un minuto da perdere. Subito al lavoro per superare l’emergenza sanitaria e la crisi economica. Priorità a piano vaccini, Recovery Plan e dl ristori”: lo scrive in un tweet il premier Giuseppe Conte.

 

Il caso Ciampolillo

Caos sul voto di Alfonso Ciampolillo, ex-M5S del gruppo Misto. Il senatore chiede di votare ma la presidente del Senato, Elisabetta Casellati, lo ferma: “Avevo già chiuso la votazione della seconda chiama”.

Casellati ha quindi chiesto di vedere la registrazione video della seduta. Il premier Giuseppe Conte intanto lasciato il Senato, mentre Salvini e Meloni annunciano che su Ciampolillo si rivolgeranno a Mattarella

Nell’Aula si attende l’esito del voto sulla fiducia, ancora incerto.

Attesa per l’esito al Senato

Dopo la maggioranza assooluta ottenuta ieri alla Camera con 321 Sì, stamattina il premier Giuseppe Conte affronta la prova più dura: quella del Senato.

Alle 9.30 è previsto l’avvio del dibattito con il suo intervento di fronte, tra l’altro, allo ‘sfidante’, il senatore di Rignano, Matteo Renzi e all’opposizione del centro-destra, ieri molto sopra le righe a Montecitorio.

A Conte oggi basta la maggioranza semplice per restare in carica, ma da quanti voti raccoglierà dipende la navigazione del governo in futuro.

Il Sì della Camera

Il governo Conte ottiene il sì della Camera dei deputati con 321 voti. I voti contrari sono stati 259. Gli astenuti 27. I Sì a Conte sono oltre la maggioranza assoluta. Alla Camera la Polverini di Forza Italia ha votato a favore di Conte.

Ma oggi il voto decisivo è al Senato, dove i lavori inizieranno alle 9 di mattina.

 

La sfida in aula a Montecitorio

È arrivata l’ora della sfida in Aula per il premier Giuseppe Conte dopo la rottura con Matteo Renzi che ormai appare insanabile. Nonostante ieri anche Nicola Zingaretti abbia fatto appello alle “forze democratiche, liberali e europeiste” ad un unità “per salvare il paese”, i numeri soprattutto al Senato sembrano garantire, anche grazie all’astensione di Iv, una maggioranza relativa, che basta per tenere in piedi il governo, ma non a risolvere i problemi. “Tutti gli scenari sono aperti”, ammette con franchezza il ministro Peppe Provenzano.

Il premier si presenterà alle 12 alla Camera e domani mattina al Senato e rilancerà la sua azione di governo.

Ma se alla Camera Italia Viva di Renzi mostra crepe – dopo Vito De Filippo ieri anche Michela Rostan ha annunciato che voterà la fiducia – al Senato il gruppo dell’ex premier al momento tiene. E non appare all’orizzonte, dopo che l’Udc si è sfilato, un gruppo di costruttori in grado di garantire una maggioranza assoluta al Senato, dove si giocherà la vera partita.

La caccia ai senatori

I numeri certi a Palazzo Madama, a quanto emerge anche dopo un vertice di maggioranza con il ministro D’Incà e i capigruppo, parlano di 151 senatori.

“Il mio obiettivo non è mai stato cacciare Conte ma non sarò compartecipe di disegni mediocri, voteremo le misure che servono al paese ma non siamo in maggioranza”, chiarisce Renzi impegnato a scrollarsi di dosso lo stigma di chi ha aperto la crisi al buio. Ma per il Pd e M5s la colpa della crisi porta solo il nome dell’ex premier. “Una cosa è rilanciare – rimarca il leader del Pd, Nicola Zingaretti – un’altra cosa è distruggere. Se non si rispettano le opinioni degli altri, avendo la presunzione di tenere in considerazione solo le proprie, allora viene meno la fiducia e la possibilità di lavorare insieme”.

Il Pd in direzione ha dato il via libera al passaggio parlamentare di Conte, “è un dovere e non un diritto chiedere la fiducia”, precisano al Pd.

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