Blue Monday: la “terapia” degli abbracci nel giorno più triste dell’anno

Il giorno più triste dell’anno? È oggi, 21 gennaio. Ricorre il terzo lunedì di gennaio il Blue Monday, 24 ore ritenute ormai come le più nere da affrontare nell’arco di 12 mesi. Un lunedì solitamente cupo, malinconico e tra i più deprimenti dell’anno per molte persone. A coniare l’espressione Blue Monday è stato, quindici anni fa, Cliff Arnall, uno psicologo, life coach e consulente inglese, che ha sviluppato un’equazione per calcolare quale fosse il giorno più triste dell’anno.

Le cause

Una formula, quella di Arnall, che prende in considerazione diversi fattori, come la fine delle vacanze di Natale, il meteo, l’inizio della settimana (lunedì), i soldi spesi per gli acquisiti natalizi, ma che è stata smentita da psicologi ed esperti. Nel 2005 Arnall creò la formula per l’azienda di viaggi inglese Sky Travel, che diede i natali all’espressione Blue Monday, in una campagna pubblicitaria per sponsorizzare i viaggi anche in inverno. Da allora, il terzo lunedì del mese viene celebrata questa “triste ricorrenza”.

Alla ricerca di benessere

La vicenda del lunedì nero è in realtà piuttosto controversa. I più critici ascrivono il tutto a una pseudoscienza. Comunque sia, c’è chi propone una risposta: gli abbracci, come spiega l’esperto Francesco Bruno dell’Università Sapienza di Roma, autore insieme a Sonia Canterini di “La scienza degli abbracci” (Franco Angeli), sono un toccasana per la salute. Rilasciano ormoni salutari come l’ossitocina, riducono i livelli di stress percepiti e misurati oggettivamente (con la riduzione del principale ormone dello stress, il cortisolo), fanno bene alla salute cardiovascolare, difendono dalle infezioni e sono infine in grado di sprigionare emozioni positive.

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