“Ciao Darwin cerca ospiti razzisti e omofobi”: bufera su Paolo Bonolis

Cercasi “persone contrarie all’integrazione degli stranieri in Italia” e “persone contro i diritti delle unioni gay”. In altre parole razzisti e omofobi. È l’annuncio per il casting della trasmissione di Paolo Bonolis Ciao Darwin, in onda su Canale 5, casting che si è tenuto a Torino lo scorso 12 gennaio. A denunciare il caso è stata Monica Cerutti, assessore all’Immigrazione e alle Pari opportunità della Regione Piemonte, che in un comunicato ha detto: “Si tratta di un vero e proprio schiaffo al rispetto delle persone e dei diritti di tutti e tutte”.

L’assessore: “Populismi e strumentalizzazioni”

“È inaccettabile che in un momento come questo”, ha aggiunto Cerutti, “durante il quale l’odio nei confronti del diverso è sempre maggiore, ci siano programmi televisivi che vogliono alimentare xenofobia e omofobia. I media devono assumersi la responsabilità che hanno sulle spalle. Ci sono milioni di persone che purtroppo affidano la propria informazione e formazione esclusivamente alla televisione ed è impensabile che questa parli loro attraverso stereotipi, populismi e strumentalizzazioni”.

Nessuna replica da Bonolis e Mediaset

Insomma, il caso Mancini di queste ore testimonia che gli attacchi contro l’omosessualità sono ancora ben presenti e, per quanto riguarda il razzismo, c’è solo l’imbarazzo della scelta. A fronte di ciò, Paolo Bonolis (tifoso interista, per cui rappresentato sul campo da Roberto Mancini, allenatore dei nerazzurri), Ciao Darwin e Mediaset non hanno ancora replicato. Lo ha fatto invece la Torino Film Commission, che ha supportato il casting.

Torino Film Commission: “Ci dispiace molto”

“Abbiamo accolto diverse volte il casting organizzato dalla redazione di ‘Ciao Darwin'”, scrive l’ente piemontese, “confidando nella professionalità e correttezza finora dimostrata e nella mancanza totale, finora, di riferimenti a ‘concorrenti’ chiamati a esprimere opinioni su argomenti sociali e politici. Nella velocità del lavoro quotidiano, ha mancato in quest’ultimo casting di notare tra le varie ‘tipologie’ di concorrenti quelle indicate. Ci spiace molto, poiché Film Commission nel suo lavoro riconosce al cinema e alla televisione un ruolo sociale e culturale”.

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