Utero in affitto: pene più severe, ancora uno strappo Pd (video)

Pene più severe per chi ricorre alla maternità surrogata, il cosiddetto utero in affitto, non solo in Italia (dove la pratica è già vietata e sanzionata) ma anche all’estero. Il pugno duro contro chi ricorre a questa pratica è in un emendamento alla legge sulle unioni civili presentato da Giampiero Della Zuanna (Pd) e sottoscritto da alcuni senatori dem cattolici (ma ci sono anche alcuni laici come Vannino Chiti).

Ancora uno strappo dunque in casa dem sul ddl Cirinnà quello che dovrebbe finalmente regolare in Italia le unioni civili e che approderà alla discussione in Aula al Senato il 28 gennaio.

Il nodo della stepchild adoption
Nodo del contendere ancora un volta l’articolo 5 del disegno di legge quello che consente al partner di una coppia gay di adottare il figlio naturale del compagno. La famosa stepchild adoption che tanti mal di pancia sta causando tra i cattolici di tutti gli schieramenti e che sta spaccando in due la maggioranza con il Pd da un lato e una parte dei democratici e tutta Ncd dall’altra. Il timore è che il via libera a questo tipo di adozione porterà con sé un aumento del ricorso alla maternità surrogata, ossia all’uso del grembo di una donna, esterna alla coppia, per tutto il periodo della gestazione fino al parto. Molti dei figli delle cosiddette famiglie arcobaleno sono stati concepiti proprio in questo modo recandosi all’estero in uno dei centri in cui questa pratica è consentita.

Pene dai 6 ai 12 anni
Ecco allora che l’emendamento ha chiaramente l’intento di mettere almeno un freno a questo fenomeno stroncando sul nascere la tentazione di “emigrare” per avere un figlio. Il testo non solo prevede da tre mesi a un anno di carcere e da 600mila a un milione di euro per chi per diventare padre o madre ricorra alla maternità surrogata. Ma anche la reclusione da 6 a 12 anni per chi organizza, favorisce o pubblicizza la pratica di surrogazione della maternità.

 

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Obbligo di certificare
E non è tutto, così prescrive ancora l’emendamento: “in sede di trascrizione degli atti di nascita ricevuti dall’estero dalle autorità consolari i cittadini italiani sono tenuti a rendere dichiarazione attestante che la nascita è avvenuta senza il ricorso a pratiche di surrogazione della maternità, anche fornendo l’identità della partoriente.

In caso di documentazione mancante l’ufficiale di stato civile dovrà trasmettere gli atti alla procura”. Attualmente, invece, in caso di sussistenza di un rapporto biologico, ossia nel caso in cui il seme o l’ovulo sia di uno dei due partner della coppia, il giudice può nell’esclusivo interesse del minore autorizzare la trascrizione dell’atto di nascita.
L’emendamento presentato dai cattolici del Pd ha già ricevuto l’approvazione del senatore di Area popolare Maurizio Sacconi che su Twitter ha scritto: “Almeno su questo siamo d’accordo”. Non vuole saperne, invece, di modifiche su questo punto la “madre” della legge, Monica Cirinnà disposta solo a rendere più esplicito, in tema di adozioni, il ruolo del Tribunale dei minori.

 

Le piazze si scaldano
E mentre i parlamentari si scaldano in vista della discussione in Aula, le piazze preparano la mobilitazione. Sabato al Pantheon e in 80 piazze italiane si riuniranno tutti coloro che sono favorevoli alla legge con lo slogan “Svegliatitalia”, il 30 gennaio sarà la volta del Family Day al Circo Massimo.

 

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