Contenitori in vetro, i più amati dagli italiani

contenitori in vetro

I contenitori in vetro rappresentano la migliore opzione per la sicurezza alimentare e per l’ambiente. Impermeabili, chimicamente inerti, igienici, versatili, totalmente riciclabili sono uno ‘scrigno’ sicuro per gli alimenti che contengono e ne preservano perfettamente le sostanze nutritive. Le virtù del vetro sono state ricordate oggi nel convegno ‘La sfida sostenibile del sistema alimentare, il ruolo del packaging’, organizzato da Assovetro, in collaborazione con l’Università di Parma e Largo Consumo, all’interno di Cibus, il Salone dell’Alimentazione di Parma, nell’ambito degli eventi che celebrano l’Anno Internazionale del Vetro.

Contenitori in vetro, i più amati dagli italiani

“Il contenitore in vetro – ha sottolineato Marco Ravasi, presidente della sezione vetro cavo di Assovetro – è un perfetto esempio di economia circolare: da bottiglia e vasetto rinascono bottiglia e vasetto, senza alcuna perdita di qualità. Il vetro, inoltre, è sinonimo di sicurezza alimentare, grazie alla sua inerzia, e garantisce la totale integrità del prodotto che contiene, conservandolo gustoso e sicuro. Elemento quest’ultimo oggi al primo posto, dopo la pandemia. Ben il 67% degli italiani si è detto preoccupato, infatti, per la sicurezza alimentare e l’igiene dei contenitori”.

Il 96% degli italiani raccomanda bottiglie e vasetti per conservare cibo e bevande e preferiscono contenitori in vetro quando si tratta di scegliere il vino (88%), gli alcolici (96%), la birra (84%), le bevande analcoliche (76%).

I consumatori premiano il vetro

Ricerche e sondaggi promuovono a pieni voti i contenitori in vetro. Nel 2020, un sondaggio europeo InSites ha evidenziato che oltre un italiano su due ritiene il vetro la migliore soluzione di packaging contro il rischio di contaminazione alimentare e, proprio gli italiani (il 74%) sono quelli che comprano di più in Europa i “dolci spalmabili” (marmellate, confetture, mieli ecc) confezionati in vetro.

Da un’altra indagine, realizzata sulla percezione dei contenitori tra i consumatori nel 2021 da Feve, la Federazione europei dei contenitori in vetro, nell’area metropolitana di Bologna, emerge che il vetro, su un totale di quattro tipi di contenitori presi in esame (plastica, vetro, tetrapack, lattina), riceve il “voto” più alto con una media superiore al 4,5 su 5, soprattutto perché considerato il miglior materiale per conservare la qualità e il sapore di cibi e bevande.

Il vetro vince anche per sostenibilità. Secondo una ricerca sulla percezione di sostenibilità di vari materiali da imballaggio, realizzata nel 2020 da McKinsey in diversi Paesi europei, americani e asiatici, bottiglie e vasetti di vetro si aggiudicano il numero maggiore di primi posti e vincono per sostenibilità anche in Italia. Inoltre, proprio il packaging è il primo fattore di sostenibilità su cui viene giudicata un’azienda.

L’industria italiana del packaging in vetro leader in Europa

L’industria italiana dei contenitori in vetro è al primo posto in Europa. Con il 21,3% di valore di produzione, conta 14 aziende con 39 stabilimenti, 7.800 addetti con un fatturato annuo di 2,4 miliardi di euro.

Le previsioni dell’industria del vetro italiana, tra il 2020 e il 2024, mostrano un trend in crescita. Sono attesi 500 nuovi posti di lavoro, la messa in opera di ulteriori 5 forni di fusione con un investimento di 400 milioni di euro e con un aumento della produzione di 500 mila tonnellate di packaging in vetro.

Dal 2016 la produzione di contenitori è stata in costante aumento. Anche i primi 9 mesi del 2021 sono di segno positivo: + 6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Le sole bottiglie nei primi 9 mesi del 2021 sono arrivate a 3 milioni di tonnellate (+6%).

Il 43% del vetro cavo serve il settore del vino e delle “bollicine”. Tra il 2019 e il 2020 le “sinergie” vetro-ambiente hanno risultati positivi. La raccolta differenziata aumenta del 2,6% e il riciclo del 3,6% e il tasso di riciclo è passato, tra il 2019 e il 2020, dal 77,3% al 78,6, al di sopra del target europeo del 75% al 2030, pur impegnandosi ad arrivare al 90% nel 2030.

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