Kinder e salmonella, come capire quali sono i prodotti coinvolti

kinder e salmonella

Kinder e salmonella: dopo i richiami di prodotti all’estero e in Italia, cresce la paura che le cioccolate più amate dai bambini siano contaminate. Un ragazzino di 12 anni, a Ravenna, è stato ricoverato  dopo avere mangiato un ovetto, con la diagnosi di salmonella, adesso le analisi dovranno verificare se è stato il prodotto della Ferrero a causare l’intossicazione.

 

I prodotti fabbricai in Belgio

Nel frattempo, come capire se i prodotti che abbiamo in casa sono coinvolti dal richiamo? Oggetto della misura sono al momento i lotti prodotti nello stabilimento di Arlon, in Belgio, che vengono in parte distribuiti anche nel nostro Paese. La scorsa settimana Ferrero ha richiamato Kinder Sorpresa T6 “Pulcini”, Kinder Sorpresa Maxi 100g “Puffi” e “Miraculous” e Kinder Schoko-Bons lì.

 

Gli aggiornamenti nella pagina aziendale

Sul suo sito, l’azienda pubblica gli aggiornamenti nella pagina delle news . Nell’ultima nota del 12 aprile  ha pubblicato una sorta di vademecum per aiutare a i consumatori a riconoscere i lotti  provenienti dallo stabilimento di Arlon.

kinder e salmonella

Le istruzioni di Ferrero: “Cosa cercare in etichetta”

“Controlla se il tuo prodotto è coinvolto verificando il lotto sulla confezione (sul retro della confezione e nel caso del prodotto Kinder Sorpresa x 6 «Pulcini» sul singolo Ovetto)”, si legge nella nota. Accanto un’immagine (la pubblichiamo qui in alto), che mostra  il codice cifrato di riferimento. “Ogni prodotto riporta il lotto attraverso un codice che inizia per L”, prosegue la nota. “I prodotti da non consumare sono tutti quelli che hanno le diciture evidenziate come in immagine (RZ – LZ – R03 –L03)”.

 

Cosa fare se si trova un prodotto

Chi scopre di avere un prodotto contrassegnato da uno di questi codici, deve contattare il Servizio consumatori compilando il form di contatto presente sul sito  o chiamando il numero verde 800 90 96 90.

 

Più di 150 casi in Europa

Il caso “kinder e salmonella” è finito nel mirino dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) e dell’Ecdc, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, che il 12 aprile hanno pubblicato una valutazione rapida sul focolaio. Le autorità hanno accertato che l’origine del focolaio è nello stabilimento belga. A oggi si contano circa 150 casi in nove paesi dell’Ue (Belgio, Francia, Germania, Irlanda, Lussemburgo, Paesi Bassi, Norvegia, Spagna e Svezia) e nel Regno Unito. Le infezioni si sono verificate principalmente tra i bambini di età inferiore ai 10 anni. A questi si potrebbe aggiungere il caso italiano, se le analisi confermassero che l’ovetto mangiato dal ragazzino di Ravenna era contaminato. Non è raro che una multinazionale si trova coinvolta in un caso di contaminazione.

 

“Salve le uova di Pasqua”

L’azienda ha poi comunicato che le uova di Pasqua Kinder GranSorpresa sul mercato italiano sono prodotte in Italia ad Alba (CN) e non sono coinvolte dal richiamo.

 

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