Lavoratori fragili, come tutelarsi se lo smart working non è permesso

medico del lavoro

Addio diritto allo smart working per i lavoratori fragili, ma con la “sorveglianza speciale” un modo per tutelarsi c’è. Con il decreto 24/2022 il governo ha prorogato per tutti i lavoratori del privato la possibilità di lavorare in modalità agile senza dover ricorrere ad accordi singoli, ma non ha previsto ulteriori tutele per alcune categorie più in difficoltà. Tra questi ci sono i genitori di bambini piccoli,  e chi è in condizioni di salute tali da rischiare gravi conseguenze in caso di contagio da Covid.

 

“Sorveglianza speciale” fino al 30 giugno

Nel decreto è stata però prorogata per questi ultimi la “cosiddetta sorveglianza speciale”, che prevede la possibilità di controlli per verificare i rischi di contagio legati al lavoro in presenza.

 

Tra i fragili anche i “long Covid”

Ma come funziona questo meccanismo, e chi sono i “lavoratori fragili”? Come spiega L’Inail, l’articolo 83 del decreto legge 34/2020 prevede che “i datori di lavoro pubblici e privati assicurino la sorveglianza sanitaria eccezionale dei lavoratori maggiormente esposti al rischio, in ragione dell’età, della condizione da immunodepressione e di una pregressa infezione da Covid-19 ovvero da altre patologie che determinano particolari situazioni di fragilità del lavoratore”. Nella categoria rientra naturalmente chi è affetto da patologie oncologiche, chi è sottoposto a terapie salvavita, chi è trapiantato o in attesa di trapianto.

 

La visita del medico del lavoro

Nella pratica, i datori di lavoro pubblici e privati possono per questi dipendenti disporre la visita da parte del proprio medico competente, o, se l’azienda non ha nominato tale figura, fare richiesta di visita medica per sorveglianza sanitaria ai servizi territoriali dell’Inail.

 

Le soluzioni: cambio mansione, lavoro agile o inidoneità

Una volta effettuata la visita, il medico esprimerà il giudizio di idoneità, e fornirà eventualmente indicazioni affinché il datore di lavoro adotti soluzioni a tutela del lavoratore. Il medico potrebbe per esempio suggerire lo smart working o un cambio di mansione. Nel caso in cui si accerti che il lavoratore è a rischio e che non ci sono soluzioni alternative, potrebbe emettere un giudizio di non idoneità temporanea .

 

 

Foto di Engin Akyurt da Pixabay

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