Torna l’olio di palma negli alimenti confezionati? Ecco come tutelarsi

olio di palma

A causa della carenza di scorte di olio di girasole, l’olio di palma potrebbe tornare come ingredienti in creme, prodotti da forno, e tantissimi alimenti confezionati. Senza essere peraltro indicato in etichetta. E’ l’effetto di una nota del ministero dello Sviluppo, che autorizza le aziende a sostituire l’ingrediente mancante con oli e grassi alternativi, senza dover cambiare le informazioni sulla confezione.

Sì alle etichette generiche

Come abbiamo scritto, in questa prima fase di emergenza i produttori potranno limitarsi ad apporre in etichetta un adesivo con la scritta “oli e grassi vegetali”, “seguita dalle origini vegetali potenzialmente presenti, in considerazione delle forniture disponibili – es. ‘oli e grassi vegetali (girasole, palma, mais, soia, ecc.)’”. Le aziende saranno tenute solo a segnalare “l’eventuale presenza di allergeni”.

 

In contrasto con le norme Ue

Una decisione che, come ha sottolineato  l’avvocato esperto in diritto alimentare Dario Dongo su Great Italian Food Trade, è in contraddizione con il regolamento europeo in materia, che impone alle imprese del mercato comunitario la massima trasparenza nei confronti dei consumatori.

 

Avvisi nei supermercati

Le associazioni dei consumatori, Federconsumatori in testa, hanno chiesto un incontro al ministero dello Sviluppo economico per cercare soluzioni condivise a tutela dei consumatori. Nel frattempo c’è qualche via di uscita. Intanto,  se e quando i produttori sostituiranno l’ingrediente, la notizia dovrà essere diffusa ai distributori. Nei punti vendita verranno affissi dei cartelli “in prossimità degli scaffali dei prodotti contenenti olio di girasole”. Non solo. “In aggiunta si rimanderà ad ulteriori informazioni da inserire nei social, siti aziendali, ecc”. A quel punto, chi vorrà evitare il rischio di acquistare prodotti con ingredienti sconosciuti sarà allertato, potrà leggere le etichette di ciò che mette nel carrello, o, verificare le politiche delle aziende sui siti, o chiamando i servizi consumatori.

 

I claims non potranno mentire

Non solo. Nella circolare il ministero chiarisce che “I claims che indicano la presenza o assenza di determinati oli vegetali o claims comparativi, in caso di sostituzione dell’olio di girasole, dovranno essere opportunamente modificati, eventualmente tramite etichettatura aggiuntiva o altra analoga modalità, per garantire la corretta informazione dei consumatori”. Significa che, chi vanta in etichetta scritte come “senza olio di palma”, non potrà limitarsi ad aggiungere un adesivo, ma dovrà cancellare quella dicitura.

 

 

Foto di tk tan da Pixabay

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