La badante non ha il green pass? La famiglia rischia fino a 1.500 euro di multa

badanti e colf

Dal 15 febbraio è scattato l’obbligo di certificazione “rafforzata” per i lavoratori over 50: ma come fare se la colf, la babysitter o la badante non ha il green pass da vaccino o da guarigione? Alle famiglie datrici spetta il compito di verificare che siano in regola, pena una sanzione amministrativa che va da 400 a 1.000 euro. A ricordarlo è stato Andrea Zini, presidente di Assindatcolf, l’Associazione Nazionale dei Datori di Lavoro Domestico.

 

Da 600 a 1.500 euro di multa per il lavoratore

“I domestici non in regola – spiega Zini – non potranno svolgere attività lavorativa, e se lo faranno andranno incontro ad una sanzione amministrativa da 600 a 1.500 euro”. In questo caso dovranno essere considerati assenti ingiustificati, senza conseguenze disciplinari e con il diritto alla conservazione del posto di lavoro fino alla presentazione di idonea certificazione. Per i giorni di assenza ingiustificata non sarà dovuta la retribuzione, né altro compenso o emolumento.

 

Sì al licenziamento per giusta causa

Il licenziamento di è però sempre possibile, come spiega Zini: “Ricordiamo alle famiglie che, qualora venga meno il rapporto di fiducia tra le parti, nel settore domestico è sempre possibile interrompere il rapporto di lavoro senza giusta causa”.

 

In regola il 95,6% dei lavoratori

La recente indagine commissionata da Assindatcolf al Censis stima che il 95,6% tra colf, badanti e baby sitter ha ottenuto il green pass vaccinandosi. Nel 2020 i collaboratori familiari over 50 impiegati in modo regolare erano, infatti, circa 480mila domestici (di cui 319mila stranieri) su un totale di 920mila”.

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