Via ai saldi in tutta Italia. Ma nessuno sconto sui diritti delle consumatrici

saldi

Via ai saldi in tutta Italia a partire da domani, mercoledì 5 gennaio 2022. Dopo la partenza anticipata in Sicilia, Basilicata e Valle d’Aosta, l’intero Paese inaugura le svendite delle collezioni invernali. Nonostante i timori per un futuro incerto e le vere e proprie riduzioni del reddito, la stagione degli sconti merita attenzione. Con lo sguardo rivolto al prossimo anno, è questo il momento per sostituire gli indumenti basici o arricchire il guardaroba di un capo extra.

Occhio alla manutenzione dei tessuti

Un elemento spesso trascurato nella scelta di un nuovo indumento è l’etichetta con le istruzioni per la corretta manutenzione del tessuto. Una distrazione che può tradursi in pentimento. Acquistare un capo di colore chiaro che non può essere lavato in acqua significa infatti mettere in conto un costo fisso per il lavaggio in lavanderia. Per evitare confusione, conviene ripassare i simboli standard in materia.

simboli manutenzioni tessuti

Fonte: Camera di commercio di Varese

Saldi, un budget di 119 euro

Secondo l’Ufficio Studi di Confcommercio, i saldi attirano circa 15 milioni di famiglie e il budget di spesa medio è stimato in 119 euro procapite. Una cifra contenuta, ma da spendere con accortezza, pretendendo il rispetto dei diritti basilari dei consumatori.

Consapevoli dei disguidi che potrebbero rovinare lo shopping, Federazione moda e Confcommercio stilano un decalogo, utile a clienti ed esercenti (anche negli outlet).

Il decalogo dei saldi senza noie

1 – Cambi: la possibilità di cambiare il capo acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme (d.lgs. 6 settembre 2005, n. 206, Codice del Consumo). In questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto.

2 – Prova dei capi: non c’è obbligo. È rimesso alla discrezionalità del negoziante.

3 – Pagamenti: le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante e vanno favoriti i pagamenti cashless (senza contanti).

4 – Prodotti in vendita: i capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo.

5 – Indicazione del prezzo: obbligo del negoziante di indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale.

6 – Rispetto delle distanze: occorre mantenere la distanza di un metro tra i clienti in attesa di entrata e all’interno del negozio.

7 – Disinfezione delle mani: obbligo di igienizzazione delle mani con soluzioni alcoliche prima di toccare i prodotti.

8 – Mascherine: obbligo di indossare la mascherina fuori dal negozio, in store e anche in camerino durante la prova dei capi.

9 – Modifiche e/o adattamenti sartoriali: sono a carico del cliente, salvo diversa pattuizione.

10 – Numero massimo di clienti in store: obbligo di esposizione in vetrina di un cartello che riporti il numero massimo di clienti ammessi nei negozi contemporaneamente.

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