Dai taxi alle assicurazioni ai servizi non richiesti: le novità del ddl concorrenza

servizi non richiesti

Più taxi (ma solo tra sei mesi), novità sulle assicurazioni e sui servizi non richiesti per gli utenti di telefonia. Sono alcune delle novità del disegno di legge sulla Concorrenza varato dal governo il 4 novembre. Nel testo si parla anche di accreditamento delle strutture sanitarie private e di concessioni balneari, ma le svolte attese dai consumatori – come la liberalizzazione delle concessioni – non sono arrivate. Vediamo cosa cambia.

 

Telefonia: stop ai servizi non richiesti

Potremo finalmente dire addio ai servizi non richiesti, che si attivano sulle utenze di telefonia mobile e prosciugano il credito residuo. Nel testo della bozza si legge che i gestori dovranno informare il consumatore e avere il suo consenso “espresso e documentato” prima di attivare qualunque dei servizi premium in abbonamento, offerti da loro o da parte di terzi. Servirà l’ok dei consumatori anche per tutti i servizi che prevedono contenuti digitali forniti via sms e mms, o connessione dati.

 

Assicurazioni, si estende il risarcimento diretto

Cambiano le regole sull’Rc auto, e sul risarcimento diretto in caso di sinistro. La norma ad a oggi prevede che l’assicurato potrà chiedere il risarcimento direttamente alla propria compagnia assicuratrice. Spetta a questa liquidare il danno, per poi rifarsi con l’assicurazione dell’altro automobilista. La regole è sempre stata valida per le sole imprese assicurative con sede in Italia. Ora il ddl concorrenza prevede di estendere l’obbligo a quelle con sede legale in altri Stati europei.

 

Più taxi per tutti

Il ddl Concorrenza interviene anche sui “servizi di mobilità urbana non di linea”, vale a dire taxi e trasporto con conducente. L’obiettivo è quello di allargare le licenze per offrire un servizio più efficiente, ma non si parla di interventi immediati. Entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge il governo dovrà adottare un decreto legislativo per garantire “la promozione della concorrenza, anche in sede di conferimento delle licenze, al fine di stimolare standard qualitativi più elevati”. Anche sui servizi pubblici locali l’esecutivo si dà sei mesi di tempo per allargare la platea dei fornitori. Si punta ad “agire per superare i regimi di esclusiva” che non siano “indispensabili per assicurare la qualità e l’efficienza del servizio”. Gli enti locali dovranno insomma bandire delle gare per la fornitura dei servizi di trasporto pubblico.

 

Più rigida la scelta delle cliniche accreditate

Anche le strutture sanitarie private accreditate avranno nuovi criteri di accreditamento. La selezione sarà effettuata periodicamente, dopo verifiche sull’attività svolta. L’accreditamento sarà infine concesso, in relazione alla qualità e ai volumi dei servizi, “nonché sulla base dei risultati dell’attività eventualmente svolta”. Sarà poi obbligatorio pubblicare nel proprio sito aziendale i bilanci e i dati su qualità e quantità dei servizi erogati.
Negli ospedali, i primari saranno scelti sulla base dei curricula, sui volumi di attività svolta e dopo un colloquio con la commissione selezionatrice. A parità di punteggio prevarrà il candidato più giovane.

 

Concessioni balneari

Entro 6 mesi è prevista una mappatura di tutte le concessioni esistenti per “promuovere la massima pubblicità e trasparenza dei principali dati e delle informazioni relativi a tutti i rapporti concessori”. Le concessioni balneari in Italia sono state prorogate fino al 2033, questo potrebbe essere il primo passo verso una revisione del sistema di concessione, contestato sia dalla Commissione europea, quanto dall’Antitrust. La svolta attesa, però, non c’è stata.

 

 

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