Green pass, il tampone molecolare vale per 72 ore

tampone molecolare

Il tampone molecolare resterà valido per il Green pass 72 ore invece di 48, ma non avrà un prezzo calmierato. Al contrario, il test antigenico costerà fino al 31 dicembre 15 euro per gli adulti e 8 euro per i minori. Test saranno gratuiti per coloro che non possono sottoporsi al vaccino per motivi di salute.
Sono due delle principali novità introdotte alla Camera nel decreto “Green Pass bis” di agosto, e che dovrà essere convertito il legge entro il 5 ottobre.

 

Il nuovo decreto: obbligo di pass per i lavoratori

Il nuovo decreto approvato invece dal Consiglio dei ministri  introduce dal 15 ottobre l’obbligo della certificazione verde per tutti i lavoratori. Ecco le principali novità.

 

Le regole per il pubblico impiego

Dal 15 ottobre al 31 dicembre 2021 il Green pass diventa obbligatorio per l’accesso a tutti i luoghi di lavoro. L’obbligo di certificato non implica quello vaccinale, perché i dipendenti potranno presentare il pass temporaneo ogni 72 o 48 ore, sottoponendosi al tampone molecolare o antigenico.  Nel pubblico l’obbligo si applica a tutto il personale della pubblica amministrazione comprese “le Autorità amministrative indipendenti, la Commissione nazionale per la società e la borsa e la Commissione di vigilanza sui fondi pensione, della Banca d’Italia, nonché degli enti pubblici economici e degli organi di rilievo costituzionale”. Il Quirinale, le Camere e la Corte costituzionale sono stati invitati ad adeguarsi e dovranno decidere la data di entrata in vigore.

 

Sospensione dopo 5 giorni

I lavoratori non minuti di certificato saranno considerati assenti ingiustificati, e come già avviene per i sanitari, dopo  5 giorni di assenza il rapporto di lavoro sarà sospeso, senza retribuzione. Si mantiene il diritto alla conservazione del rapporto di lavoro.

 

Privati, Green pass per colf, studi professionali e partite Iva

Anche nel privato non sono ammesse eccezioni. Si legge nel decreto che l’obbligo del Green pass viene esteso “a coloro che svolgono attività di lavoro dipendente o autonomo nel settore privato”. La lista comprende dunque colf, baby sitter e badanti,  titolari e dipendenti degli studi professionali – avvocati, commercialisti, architetti, ingegneri – e tutti i titolari di partite Iva. La norma viene estesa anche ai consulenti esterni: al momento dell’ingresso negli uffici dovranno esibire la certificazione.

 

A casa dal primo giorno

In caso di non possesso del certificato, nel settore privato la sospensione del lavoratore scatta sin dal primo giorno. Non ha conseguenze disciplinari e mantiene il diritto alla conservazione del rapporto di lavoro. Per le aziende con meno di 15 dipendenti, dopo il quinto giorno di mancata presentazione, il datore di lavoro può sostituire il dipendente.

 

I controlli al datore di lavoro

Sia nel settore pubblico che nel settore privato i controlli spetteranno ai datori di lavoro, che entro il 15 ottobre devono definire le modalità con cui si svolgeranno le verifiche. I datori di lavoro che non procederanno rischiano una sanzione da 400 a 1.000 euro. Chi invece tra i lavoratori viene sorpreso senza Green pass sul luogo di lavoro rischia una sanzione da 600 a 1.500 euro.

 

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