Caro bollette, in arrivo le misure per limitare gli aumenti

Il governo interviene contro il  caro bollette di luce e gas. Entro la fine di settembre il Consiglio dei ministri  dovrebbe varare le misure che consentiranno di contenere i costi a carico degli utenti finali, famiglie e imprese, per un totale di 3-4 miliardi.

 

In salita il costo delle materie prime

L’aumento è stato annunciato lunedì dal ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani, che ha parlato di rincari fino al 40% sulle fatture dell’energia, già dal primo ottobre. All’origine del caro bollette c’è l’impennata della richiesta di materie prime, in particolare di gas naturale, dovuta alla ripartenza dei sistemi produttivi nella fase post Covid.  Da maggio 2020 a oggi il prezzo a Megawattora è passato da 22 euro a quasi 140 euro.

 

Il peso dei crediti CO2

Non solo. Come sottolinea Marco Vignola, esperto dell’Unione nazionale consumatori, sul sito dell’associazione, ad aggravare la situazione c’è anche l’aumento esponenziale dei costi della CO2. Le legge europea stabilisce infatti per le industrie di ciascun comparto produttivo un tetto massimo di emissioni da rispettare, e chi sfora questo tetto deve acquistare “crediti di CO2” proprio sul mercato ETS (che sta Emissions Trading System), il sistema europeo di scambio di quote di emissione di gas.
Purtroppo il meccanismo ha generato un vero e proprio mercato finanziario dei crediti di CO2, con tutti i rischi che questo comporta: “Analizzando il mercato”, scrive Vignola, “si è visto come il costo dei crediti di CO2 è passato dai 35 euro a tonnellata di inizio anno ai 62 attuali, e, purtroppo, non accenna a diminuire”.

 

Al riparo chi ha contratti a prezzo bloccato

Dopo i rincari dello scorso trimestre, anche se più contenuti (+9.9% per l’elettricità, +15,4% per il gas) i consumatori dovranno prepararsi dunque a nuovi aumenti, nonostante l’intervento del governo. Saranno al riparo, per il momento, coloro che hanno stipulato contratti a prezzo bloccato.

 

L’ipotesi: alleggerire gli oneri di sistema

Per tutti gli altri, il governo dovrebbe intervenire sui cosiddetti oneri di sistema, cioè alcune spese fisse aggiuntive che pesano sulle fatture, che pesano in media il 10% sulla bolletta finale, e in parte vengono usate dallo Stato per finanziare il sostegno alle rinnovabili o  i costi per la dismissione del nucleare. Questi costi potrebbero essere spostati sulla fiscalità generale.

 

Foto di VV1ntermute da Pixabay

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