Close the Gap, Coop avvia corsi di formazione per le donne delle filiere agricole

Close the gap

Un altro passo per Close the Gap, la campagna di Coop per promuovere l’inclusione di genere. Dopo la formazione dei dirigenti, il gruppo cooperativo ha avviato il progetto di formazione delle lavoratrici nelle filiere agricole di prodotti a marchio con occupazione femminile. Lo scopo è quello di fornire strumenti per far crescere la consapevolezza nelle lavoratrici e migliorare le proprie condizioni.

Il primo step formativo è partito a luglio e proseguirà fino al 31 dicembre, coinvolgendo tre filiere: quella del pomodoro da industria in Campania, quella delle clementine in Calabria e dell’uva in Puglia. Vi partecipano complessivamente 150 donne.

Il percorso è iniziato il 12, 13 e 14 luglio in Campania con uno dei fornitori storici del gruppo, l’azienda Grimaldi. Attiva da 50 anni nel settore delle
conserve di pomodoro nell’Agro Sarnese-Nocerino, l’azienda è stata in prima linea nell’affiancare Coop nel suo impegno per la legalità e nel contrasto al caporalato e nell’inclusione dei braccianti, anche immigrati.

I corsi campani sono organizzati da Coop con il sostegno e la partecipazione di Oxfam Italia, Caritas (con la diocesi di Teggiano Policastro) e Differenza Donna e coinvolgono 70 tra le lavoratrici di campo e di magazzino. Tra i contenuti la lotta agli stereotipi di genere nel mondo del lavoro e della vita privata, le
relazioni di potere e prevenzione della violenza, i diritti delle donne e quelli delle donne lavoratrici.

E’ poi prevista una parte di orientamento al lavoro e ai servizi sul territorio come i centri di assistenza per le donne o gli strumenti di aiuto per la cura dei figli, corsi di alfabetizzazione all’italiano.

Il secondo intervento si svilupperà in Puglia presso l’azienda Giuliano, coinvolgendo la filiera a marchio Coop dell’uva, dove si replicherà l’esperienza campana di formazione delle donne lavoratrici nelle filiere a marchio Coop. Con quasi 1000 ettari di uva da tavola, ciliegie, albicocche e agrumi certificati secondo gli standard delle buone pratiche agricole la Giuliano è un presidio storico della filiera etica in terra di Puglia.

La terza azienda coinvolta nel progetto Close the Gap è invece la Minisci, nella piana di Sibari, in Calabria, una delle aziende agricole che ha segnato la storia del territorio in tema di sostenibilità, etica e imprenditoria femminile. Alla guida della Minisci ci sono due sorelle e il loro unico fratello maschio su sei figli, che hanno raccolto l’eredità di famiglia. La Minisci è stata la prima azienda calabrese ad ottenere nel 1991 una certificazione bio, le donne sono sempre state il motore e il cuore pulsante di questa realtà.

Anche qui la formazione sarà su più livelli, partendo dall’identità femminile, ripercorrendo anche i temi trattati nelle altre filiere ma ampliando anche con tematiche relative alla conoscenza informatica di cui potere fruire nella vita quotidiana, sostegni per l’affiancamento dei figli nello studio o anche riferimenti per l’integrazione dello studio all’attività lavorativa.

“Quando abbiamo lanciato a marzo la campagna Close the Gap sapevamo già che avevamo tutte le intenzioni di prendere molto sul serio questo nostro impegno – spiega Maura Latini amministratrice delegata di Coop Italia –. Prima ci siamo guardati dentro e abbiamo attivato corsi di formazione per i nostri stessi dirigenti e impiegati. Ora ci impegniamo anche a formare le donne là dove sono più fragili, nei campi e nei magazzini dove il ruolo femminile deve spesso scontrarsi con pregiudizi, mancanza di possibilità o di riconoscimenti. Strumenti che potrebbero sembrare scontati come l’alfabetizzazione, migliori conoscenze informatiche o il sostegno nella cura dei figli sono leve che in alcuni contesti fanno la differenza. E Coop vuole fornire a queste donne tutte gli strumenti per fare la differenza”.

 

 

Nell’immagini, le lavoratrici della ditta Grimaldi, in Campania, che hanno partecipato ai corsi di formazione

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