Olio extravergine di oliva al supermercato, i migliori e i peggiori

olio extravergine di oliva

L’olio extravergine di oliva che acquistiamo al supermercato potrebbe essere un semplice – e meno costoso – olio di oliva. E potrebbe persino contenere contaminanti impercettibili al gusto. Lo dimostra un test della rivista dei consumatori francesi Que Choisir, che ha analizzato 26 prodotti, 8 dei quali disponibili anche in Italia.

Olio extravergine di oliva, la valutazione

Mediante l’assaggio di una giuria di degustatori e accurate analisi di laboratorio, gli esperti francesi hanno verificato la presenza dei requisiti richiesti per etichettare un olio come extravergine di oliva.

I parametri tecnici riguardano l’acidità oleica, i livelli di perossido, l’assorbanza (vale a dire l’assorbimento dei raggi UV alle lunghezze d’onda di 232 nm e 270 nm), il contenuto di esteri etilici degli acidi grassi e il contenuto di cera, che consentono anche di valutare la qualità delle olive utilizzate e il grado di ossidazione dell’olio.

Pesticidi e altri contaminanti

Le analisi di laboratorio hanno anche cercato tre tipi di contaminanti: i pesticidi (600 molecole), gli oli minerali (inclusi i cancerogeni MOAH) e le molecole plastificanti, tra cui gli ftalati, interferenti endocrini tossici per la riproduzione.

Bocciati 16 su 26

La prova di assaggio ha causato la bocciatura di 16 prodotti su 26, declassati a ‘semplice’ olio di oliva, nonostante parametri analitici entro i limiti di legge.

Tra i prodotti disponibili in Italia, tre sono stati bocciati:

Carapelli Bio Classico. Ottenuto da olive bio UE ed extraUE, è stato declassato per il sapore rancido. Tra i contaminanti, sono state rilevate solo lievi tracce di oli minerali.

Carapelli Classico. Il declassamento è dovuto a un sentore tipico delle olive ammassate (origine UE ed extraUE). Lieve contaminazione da oli minerali.

Primadonna, distribuito da Lidl. Anche in questo caso l’olio è stato declassato per il flavor tipico delle olive (spagnole) ammassate. Rilevate solo tracce lievi di oli minerali.

Confermati extravergine, ma con pecche

Gli altri 4 campioni disponibili in Italia sono stati confermati come olio extravergine di oliva. Tuttavia, mostrano altri difetti.

Auchan. Ottenuto da olive francesi, questo olio è stato definito dai degustatori il migliore del test. All’assaggio, il fruttato è di media intensità, sia verde che maturo, e l’amaro e il piccante sono leggeri. Le analisi hanno però evidenziato la presenza di piccole quantità di residui di pesticidi sospettati di essere interferenti endocrini. Oltre alle solite tracce di oli minerali.

Carrefour Bio. Questa miscela di oli bio con origine UE ed extraUE è giudicata all’assaggio uno dei sapori fruttati più pronunciati, di media intensità e verde. Meno apprezzati i valori che tradiscono il rischio di ossidazione precoce. Nessuna traccia di contaminanti.

Costa d’Oro. All’assaggio rivela un gusto fruttato di media intensità. È ottenuto da olive 100% italiane. Le analisi rivelano un rischio di ossidazione precoce. Hanno inoltre individuato, a livelli molto bassi, quattro diversi pesticidi, uno dei quali sospettato di essere reprotossico (tossico per la riproduzione), un altro di essere un interferente endocrino.

Monini Classico. L’ultimo campione italiano confermato olio extravergine di oliva (olive origine UE) ha un gusto fruttato medio e maturo meno apprezzato dai degustatori. Anche qui emergono piccole quantità di due pesticidi, sospettati di essere reprotossici e in un caso interferente endocrino. E compaiono anche tracce più evidenti di oli minerali.

Marta Strinati

Cover da https://pixabay.com/images/id-2258631/

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